America First… o Sola?

News by “THE DAILY DIGEST” (per saperne di più sulla presunta amicizia degli States con Paesi alleati. L’Italia è avvertita)

 

Eletto per un secondo mandato nel novembre 2024, il presidente degli Stati Uniti è tornato al potere lo scorso anno con lo slogan: “America First!”, ovvero “Prima l’America”. Allora, dazi contro i partner commerciali, ripetute minacce contro i suoi alleati, disimpegno dalle organizzazioni e dai programmi internazionali: il diktat di Trump viene applicato alla lettera in tutti gli ambiti della politica estera. Aggressività, egoismo del presidente isolano gli Stati Uniti sulla scena internazionale? Sì, è l’opinione di molti osservatori. Come durante il suo primo mandato, il tycoon miliardario ha ritirato la principale potenza mondiale dall’accordo di Parigi sul clima, a cui nel frattempo Joe Biden aveva aderito e ha emarginato il Paese rispetto a questioni ambientali cruciali. Washington ha anche ritirato la maggior parte dei finanziamenti dall’USAID, il programma di aiuti allo sviluppo. Oltre al simbolismo sconvolgente di vedere la principale economia mondiale gettare migliaia di persone nella povertà, questa decisione erode il “soft power” americano nel mondo. Trump ha messo in discussione anche la solidarietà militare transatlantica, ha minacciato gli alleati europei di impadronirsi con la forza della Groenlandia, sotto la sovranità danese e di Cuba, di Paesi sudamericani. Ha costretto i Paesi europei a contribuire con il 5% del PIL alla difesa della NATO e ha disprezzato l’Europa definendola in declino. Trump ha applicato dazi al Canada con il suo piano tariffario.

La risposta dei canadesi è stata immediata, ha boicottato beni e prodotti americani e adottato il “Compra canadese”. A febbraio del 2026 il 55% dei canadesi ha evitato di acquistare beni provenienti dagli Stati Uniti a favore di un’alternativa non americana. Il 30% dei canadesi ha evitato di pranzare in ristoranti americani.  Il 34% ha dichiarato di aver annullato i viaggi negli Stati Uniti e il Canada è la principale fonte di visitatori stranieri negli Usa. Calo significativo anche delle esportazioni canadesi verso gli Stati Uniti. Le politiche tariffarie di Trump hanno costretto le aziende canadesi a cercare altri mercati.

Il Canada ha registrato il suo più ampio deficit commerciale dal 1988 determinato dalla minore produzione di veicoli, acciaio, alluminio e prodotti forestali, tutti soggetti ai dazi statunitensi, ma ha evitato le conseguenze peggiori della guerra commerciale e di cadere in recessione. Le importazioni dall’America sono diminuite del 2,9%. Il 55% dei canadesi ritiene che gli Stati Uniti rappresentino la minaccia più grande per la sicurezza canadese. Un sondaggio condotto dalla società di ricerca Leger ha accertato che il 31% dei canadesi teme che che gli Stati Uniti possano tentare di prendere il controllo del Canada. Che dire, gli atteggiamenti di contrasto alla rapacità del tycoon del premier spagnolo Sanchez e del canadese Trudeau (nella foto) non hanno alcun effetto sul trumpismo della Meloni e del suo governo amorfo, del nulla.


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