NÉ DI QUI, NÉ DI LÀ

Da non credere, san Biagio, protettore della voce miracolato la muta della Garbatella, le ha restituito  l’uso della parola, con la riserva di esternare solo con il sistema mediatico a lei asservito e Giorgia, dopo lungo digiuno vocale ha discettato  sull’ottava guerra dichiarata dall’amico tycoon all’Iran che sta provocando il caos mondiale. Il governo attiva l’allarme per possibili ritorsioni dei terroristi iraniani e attentati ai Paesi con basi militari americane come l’Italia che ne ha dalle Alpi all’Etna. Ispirata dal “Donna, madre e soprattutto cristiana”, Giorgia ha trasformato in positivo la malvagia ignavia di Ponzio Pilato. Il suo alato pensiero, all’insegna di dichiarato nepotismo con Trump-Meloni: “Non condivido, né condanno” e delle bombe su Teheran, di vittime civili, di bambini privati della vita ‘se ne frega’ per usare un’espressione a lei familiare. Giorgia perfeziona la sconclusionata sentenza. “Non ho elementi necessari per prendere una posizione categorica (ma come, non è autorevole leader politica come l’ha definita Trump?). Commenti tranchant e in chiave di amara satira. I Cinquestelle e il    ‘risponde-non risponde del governo sul mondo a un passo dall’abisso: “Non so. Boh? Potrei essere a favore e potrei essere contro”. Ignorata, per ora, la sortita ’ della rampolla di “meno male che Silvio c’è” sul referendum. Marina Berlusconi resuscita virtualmente il papà e il suo aggressivo conflitto con i ‘cattivi’ della magistratura che lo hanno processato 36 volte e condannato. È il prologo di una discesa in campo di Marina? Sul referendum dice: “Come voterò, io penso sia chiaro” e precisa che il sì non sarà una vittoria del governo o di Forza Italia, ne’ di una rivincita postuma del padre: “Sarà grande vittoria degli italiani”. Udite, udite, invita gli schieramenti ad abbassare i toni del dibattito, ma ad eccezione della  Meloni che non la fa finita con le accuse alla magistratura di impedirle di governare, e svia l’attenzione dell’opinione pubblica sul suo governo del nulla. In sintonia con gli slogan del “sì”, la signora Berlusconi invita a non personalizzare il voto, ovvero a non esprimersi pro o contro la Meloni, evento temuto dalla destra consapevole dell’effetto negativo di un verdetto sulla signorina presidentessa del consiglio.

BRUTI LIBERATI, MAGISTRATO: “È una riforma che realizza il sogno berlusconiano”.

I RETROSCENA DEL SUPPOSTO RIENTRO di Marina Berlusconi nell’agone del raffazzonato parterre dei partiti sono con tutta evidenza l’inconsistenza di Tajani e il mezzo default di Forza Italia, per la prima volta al di sotto dell’8%. Non è improbabile che la mancanza dei ‘like’ dei Fratelli d’Italia alle dichiarazioni della Berlusconi dipenda dal timore della Meloni di dover competere in futuro con la sua potenza mediatica.

SU REFERENDUM NON USA I GUANTI Tomaso Montanari, rettore a Siena: “Volete come padri e madri costituenti Calamandrei, Dossetti, La Pira, Terracini, Iotti oppure Meloni, Nordio, La Russa, Lollobrigida, ‘banditi’ in quanto agiscono fuori delle regole?” Per non querelarlo, La Russa chiede che si scusi.

Mancano solo un paio di settimane al voto per il referendum, c’è tempo per la domanda: “Saranno decisivi il default del regime di Palazzo Chigi, il tentativo di delegittimare la magistratura, la tragica contiguità della destra con il sodalizio Trump-Netanyahu, il disconoscimento dei diritti internazionali, l’onda mefitica del neo nazifascismo che inquina mezzo mondo?”


Scopri di più da La voce Delle Voci

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento