Una fiammella di speranza, in un mondo ormai governato dalle follie belliche e genocidiarie griffate Netanyahu-Trump, arriva dalla Colombia, più volte nei mesi scorsi finita nel mirino del Tycoon.
Alle legislative appena concluse, infatti, trionfa il ‘Patto Storico’, ossia la coalizione di sinistra guidata dal presidente colombiano Gustavo Petro, contro il ‘Centro Democratico’ capeggiato dall’inossidabile ultradestra Alvaro Uribe: 4 milioni e mezzo alla prima coalizione, 3 milioni alla seconda formazione.
(Una lezione per le inconsistenti formazioni di ‘sinistra’ – sic – europee: che hanno totalmente dimenticato e calpestato le ‘utopie’ di giustizia sociale e di egualitarismo, perdendo ogni identità).
E’ l’antipasto per le presidenziali, che si svolgeranno il prossimo 31 maggio: favoriti, ai nastri di partenza, il senatore di sinistra Ivan Cepeda, molto legato a Petro, e l’avvocato fascista Abelardo Gabriel de la Espriella Otero.
Solo tre settimane fa, per la precisione lo scorso 10 febbraio, Petro e la sua famiglia sono scampati ad un attentato, con ogni probabilità organizzato dai narcotrafficanti. L’elicottero sul quale viaggiava verso il dipartimento di Cordoba, infatti, ha avuto un guasto elettrico, le luci si sono spente e il velivolo è stato costretto a girovagare per 4 ore sull’Oceano prima di riuscire ad atterrare.
Non è certo la prima volta che cercano di eliminare il presidente: ad esempio, anche in occasioni delle presidenziali (poi vinte) del 2022, e anche allora c’era il marchio inconfondibile dei narcos. A riprova che le accuse lanciate dal nuovo Imperatore del Mondo, Trump, contro Petro che chiuderebbe gli occhi sui traffici di stupefacenti, sono totalmente campate per aria. Però servite a ‘legittimare’ (sic) il golpe di Caracas e la cattura del presidente Nicolas Maduro. Un evidente tentativo di intimidire Petro: andato però a vuoto. Almeno per ora, ma – si sa – il metodo CIA è sempre in agguato dietro l’angolo.
Qualche notizia in più sui protagonisti in campo.
Economista di rango, Petro ha anche passaporto italiano. Perché la nonna paterna era di origini irpine, nata a Conza della Campania, uno dei paesi più colpiti nel terribile terremoto del 1980.
Studia nello stesso liceo dove si era formato il Nobel per la Letteratura Gabriel Garcia Marquez, guerrigliero da giovanissimo e militante del ‘Movimiento 19 April’, Petro fonda il ‘Polo Democratico Alternativo’ che si trasforma poi nel ‘Movimiento Progresistas’ per diventare quindi ‘Columbia Humana’, l’attuale perno del ‘Patto Storico’.
Una coalizione che si batte per le riforme sociali in grado di consentire condizioni migliori di vita soprattutto per i più deboli, per la riforma agraria, per la redistribuzione della ricchezza, per la transizione energetica, per il consolidamento della pace. Lotta da sempre per ottenere una progressiva sospensione dello sfruttamento petrolifero della foresta amazzonica e contro gli incendi provocati dalle compagnie e dagli speculatori. E’ stato per 4 anni, dal 2012 al 2015, sindaco di Bogotà.
Il famigerato Uribe ha vissuto il suo ventennio di ‘gloria’, ma ora il suo astro è definitivamente tramontato, visto che in questa tornata elettorale non è stato neanche rieletto senatore. E’ tragicamente passato alla storia per la sua alleanza con gli Stati Uniti e gruppi paramilitari al fine di stroncare la guerriglia, provocando un vero genocidio: il 10 per cento della popolazione colombiana, infatti, venne sterminato e furono 7 i milioni di sfollati interni.
L’avvocato ‘nero’ Abelardo de la Espriella cerca di seguirne le orme. E’ il legale di fiducia di molti paramilitari e narcotrafficanti, ed ha accumulato una immensa ricchezza, secondo non pochi frutto evidente di maxi riciclaggi. Conta sull’appoggio della gran parte dei media. Fa ricorso ad una retorica aggressiva, populista e fascista: forse ispirandosi al modello Meloni, che fa di tutta evidenza adepti in mezzo mondo.
La Voce ha messo in rete, prima delle ultime criminali trumpate, un pezzo sulla bollente situazione sudamericana, ben compresi Venezuela e Colombia. E’ infatti dell’11 ottobre 2025
MARIA MACHADO / ECCO IL NOBEL PER LA GUERRA
Mentre un pezzo a pochi giorni dall’elezione presidenziale di Petro era dell’11 settembre 2022,
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