Neanche l’impegno di Papa Francesco ha compiuto per intero l’operazione rinnovamento, la pulizia etica, il the end dell’emergenza di cui è responsabile la degenerazione dei vertici del clero che l’accumula dal tempo della santa inquisizione, del potere temporale, del dogmatismo deviante: guerre di religione, ingerenza nella politica, commistione con la finanza illecita, depravazione sessuale (non solo pedofilia). Di più e peggio: tolleranza complice di speculazioni affaristiche dei presunti veggenti, i falsi di statue di madonne piangenti sangue, lauti profitti con il ‘turismo religioso’ e al limite dell’irreale, per citare casi limite il ‘fenomeno’ della madonna di Medjugorje, il gigantesco affare di Petrelcina, del frate con stimmate in ricordo della crocifissione di Cristo che lo scetticismo della scienza ha messo in discussione con il sospetto che fossero causate da sostanze lesive. Le mete dei pellegrinaggi organizzati da spregiudicati operators hanno fatto leva sulla domanda di conforto dei fedeli, sulla speranza di guarigioni miracolose e arricchito che ha sfruttato la buona fede dei credenti.
RACCONTA UN’INCHIESTA DI ‘FAR WEST’, rubrica televisiva di Rai3, che nonostante l’entità del tesoro accumulato dal complesso di Petrelcina e dei finanziamenti pubblici, l’ospedale opera terrena di Padre Pio”. ha nascosto un buco finanziario di 250 milioni, causato dal disavanzo tra crediti che vanta con la regione Puglia e debiti nei confronti di fornitori e dipendenti. L’ospedale voluto dal frate di Pietrelcina che voleva una struttura d’avanguardia, ha conti in rosso e come commenta il programma di Salvo Sottile da miracolo del santo è diventato un incubo, altro che sogno. Acque agiatissime. È sommerso dai debiti e dalle proteste dei lavoratori (2.700 dipendenti, 32.500 ricoveri all’anno). Clientelismo, soldi spariti e un caso limite, l’acquisto di una Pet Tac con denaro dalle Cayman (paradiso fiscale!). Proteste per i contratti pubblici trasformati in quelli delle cliniche private, ospedale sempre a rischio insolvenza o addirittura in dissesto per spese fuori controllo. Benefit con buste paga gonfiatissime e costi del personale di 300mila euro al mese. Segretarie inquadrate come fossero primari. E poi, fornitori di farmaci in credito di 50 milioni di euro, pazienti dai tempi del Covid costretti a portare portano i medicinali da casa”. Ombre sul bilancio che non è pubblico: “Lo conosce solo Casa Sollievo, l’ospedale non è obbligato dalla legge a renderlo noto”.
Il perché e il come sono le domande rivolte al direttore generale e al presidente della Fondazione ‘Casa Sollievo della Sofferenza dell’Ospedale di Padre Pio, al cardinale Parolin, segretario di Stato del Vaticano che nomina i vertici dell’istituto. Il direttore generale, taglia corto: “Non ho niente da dire”. Il vescovo di Manfredonia, presidente della Fondazione Casa Sollievo: “La Santa Sede è al corrente della situazione, tocca a lei prendere le decisioni più importanti. La fondazione più di tanto non può fare. Forse la Santa Sede stessa non sa bene che pesci prendere”. E Pietro Parolin segretario di Stato Vaticano: “C’è un cda che prende le decisioni. Stiamo tentando in tutti i modi di risolvere il problema per aiutare l’ospedale a uscire da questa situazione”.
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