Ecco le ultime parole pronunciate dai criminali di guerra israeliani e americani dopo l’inizio della guerra ‘preventiva’ per liberare l’Occidente dalla (inesistente) minaccia nucleare e missilistica iraniana. Un perfetto copione del massacro in Irak 2003 basato su prove inventate di sana pianta circa le armi di distruzioni di massa che Saddam Hussein non si era mai sognato di avere.
Partiamo dal numero uno del Pentagono e Segretario alla Guerra Usa, l’impomatato e tanto british Pete Hegseth: “L’America sta vincendo in modo decisivo, devastante e senza pietà. Faremo in modo, attraverso la violenza della nostra azione e le nostre capacità offensive, di stabilire il tono e il ritmo di questo combattimento. Il nemico è sbilanciato e noi lo terremo sbilanciato”.
ll suo omologo israeliano, IsraeI Katz (nome omen): “Qualsiasi leader nominato dal regime terroristico iraniano per guidare il piano di distruzione d’Israele, minacciare gli Stati Uniti, il mondo libero e i paesi della regione e opprimere il popolo iraniano, sarà un inequivocabile bersaglio da eliminare. Non importa come si chiami o dove si nasconda”.
Prosegue il Katz: “Avevamo pianificato l’operazione tra fine marzo e inizio aprile. Ma a causa di tutti gli sviluppi e le circostanze, è diventato necessario anticiparla”. Uno tutto d’un pezzo, mister Katz e anche preveggente. Dopo la guerra dei 12 giorni a giugno 2025, preconizzò infatti il Vate: “Io dissi già allora, ed era chiaro: non stiamo combattendo l’ultima guerra, dobbiamo prepararci per la prossima”.
Eccoci alla clamorosa ammissione del Segretario di Stato a stelle e strisce, Marco Rubio: “Sapevamo che ci sarebbe stata un’azione israeliana. Sapevamo che ciò avrebbe innescato un attacco contro le forze americane. E sapevamo che se non li avessimo attaccati preventivamente, ossia prima che lanciassero quegli attacchi, noi avremmo subito perdite più elevate e forse anche più morti”. Contorto, ma terrificante.
Un’altra ammissione, ancor più deflagrante: “Questa operazione doveva avvenire perché l’IRAN NEL GIRO DI UN ANNO, UN ANNO E MEZZO avrebbe oltrepassato la soglia dell’immunità: sarebbe stato cioè in possesso di così tanti missili a corto raggio e di tanti droni che nessuno avrebbe potuto far più nulla”.
Con gran candore, cioè, il Super Segretario di Stato, in soldoni, riconosce ufficialmente che non esisteva alcuna minaccia imminente, né per gli Usa né per Israele né per alcun paese al mondo. Non basta: perché parla sono di missili (perfino a corto raggio) e di droni: sul nucleare e uranio neanche una parola!
A questo punto suonano ancor più agghiaccianti le parole di RE-TRUMP: “mi ero accorto che durante i negoziati gli iraniani stavano mentendo. Per questo li abbiamo anticipati!”.
Incredibile ma vero: adesso si scopre che il re è nudo, Usa e Israele hanno aggredito l’Iran senza alcun reale motivo, perché Teheran non minacciava nessuno. Ed è invece solo una questione di petrolio (soprattutto per gli Usa), di colpire indirettamente Russia e Cina, e per Israele di piazzare un tassello decisivo nel suo criminale progetto di dar vita a ‘The Great Israel’ che in un baleno potrebbe mostruosamente realizzarsi, viste le ultime azioni belliche di Tel Aviv per mettere subito le mani anche sul Libano (la Siria è già assicurata, dopo il golpe anti Assad). Davvero ai confini della realtà.
Scorriamo le ultime parole del boia di Tel Aviv, Bibi Netanyahu, pronunciate dopo una visita nella zona est della Gerusalemme occupata: “Io e Donald Trump stiamo salvando il mondo, stiamo lottando per la pace e contro i tiranni di Teheran. Loro gridano ‘Morte e Israele e Morte all’America’, questo è il loro vero obiettivo. I tiranni di Teheran prendono di mira i civili. Noi prendiamo di mira i tiranni per proteggere i civili”. Proprio come dimostra il bombardamento ‘chirurgico’ effettuato dall’esercito killer IDF su una scuola femminile iraniana che ha causato lo sterminio di 165 bambine e il ferimento di oltre un centinaio.
Infine, una breve nota sulla tempistica dell’attacco Usa-Israele.
Secondo una ricostruzione effettuata da AXIOS che ha sentito tre fonti indipendenti l’una dall’altra, l’accelerazione impressa alla tempistica è dovuta al fatto che l’intelligence di Tel Aviv è venuta ben in anticipo a conoscenza della data e del luogo del summit tra Khomeini e i suoi vertici. A questo punto Netanyahu, il 23 febbraio, ha contattato il suo big friend ‘The Donald’, per chiedergli di anticipare i tempi dell’operazione: “Quella finestra temporale è irripetibile”, le sue parole al Tycoon.
E’ proprio così: ormai il rincoglionito e psicotico (o bipolare) Trump – più che maturo per l’impeachment – è una banderuola gestita a suo piacimento dal nazista a capo del governo killer di Tel Aviv. A Washington detta legge la lobby sionista.
Capito?
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