Il grande predatore americano è Jeffrey Edward Epstein, nato nel 1953 e morto suicida in carcere nel 2019, amico di Trump e di tanti altri politici, attori, imprenditori proprietario di un’isola sulla quale invitava noti personaggi sfruttando la presenza di belle donne disponibili senza farsi scrupolo della loro età. È stato condannato per abuso sessuale su minorenni. È il più noto imprenditore del sesso, sospettato tra l’altro di essere stato un agente del Mossad, il potente servizio segreto israeliano. Nella sua isola, la Little Saint James nelle Isole Vergini americane, sono passati in tanti, politici, diplomatici e vari miliardari di paesi occidentali. Ad ognuno di questi Epstein ha estorto informazioni riservate utilizzate, poi, come potente arma di ricatto personale e passate al Mossad. Sono state oltre 1200 le sue vittime, tra queste annoveriamo anche alcuni ex presidenti americani … fino a quello attualmente in carica. Poi troviamo l’ex principe Andrea, il figlio prediletto della regina Elisabetta d’Inghilterra e fratello dell’attuale re e una sfilza di politici, soprattutto britannici e americani.
Un vero e proprio terremoto che ha investito la politica in tutto il mondo quando sono stati pubblicati i files di Epstein, che hanno determinato dimissioni a catena negli apparati dei governi coinvolti. Ma chi era Epstein e come ha potuto un solo uomo ricattare tanti personaggi famosi? Certamente lo ha potuto fare sfruttando abilmente le loro debolezze. E pensare che aveva iniziato la sua carriera come un semplice docente di matematica alla Dalton School di Manhattan, era passato poi al settore bancario e lì ha poi iniziato il suo percorso di spregiudicato imprenditore.
Nel 2005, probabilmente, incontra un emissario del Mossad, che avrebbe impresso alla sua vita la svolta decisiva. Da allora ha cominciato a maneggiare grandi risorse finanziarie che ha deciso di utilizzare nella sua isola per reclutare giovani ragazze e attricette disponibili, con le quali ha coinvolto i primi politici locali, per poi agganciare personaggi pubblici sempre più influenti.
Nel 2005 la polizia di Palm Beach, in Florida, lo aveva già indagato una prima volta per abusi sessuali. Epstein fu condannato nel 2008 per aver procurato ai suoi clienti ragazze e ragazzini minorenni. Per effetto di quella condanna, aveva già scontato una pena a tredici mesi di detenzione, nel frattempo gli inquirenti federali identificavano trentasei minorenni di cui lui stesso avrebbe abusato sessualmente, alcune delle quali appena quattordicenni. Poi è stato nuovamente arrestato il 6 luglio del 2019 con un’accusa federale di traffico sessuale di minori in Florida e a New York. Secondo le cronache di quel periodo Epstein sarebbe morto in carcere il 10 agosto del 2019. Dico “sarebbe” perché qualcuno sostiene che invece sia stato prelevato dai servizi e portato in Israele, ma questa è solo un’ipotesi mai provata. C’è invece un verdetto ufficiale che parla di suicidio per impiccamento. In sostanza quella morte in carcere aveva ostacolato ogni ulteriore approfondimento sulle cause della sua morte stessa e sui personaggi coinvolti. Sostanzialmente il suo suicidio avrebbe impedito di procedere a ulteriori approfondimenti per scoprire tutte le implicazioni e i personaggi coinvolti nei suoi traffici sessuali … inclusi quelli che avrebbero interessato il presidente Trump, grande amico di Epstein e assiduo frequentatore dei suoi festini. Si sussurra persino che proprio in uno di questi festini Trump avrebbe conosciuto l’attuale moglie Melania. Gli scandali che lo riguardano continuano oggi a far tremare le mura della Casa Bianca e la pubblicazione di migliaia di files desegretati non sono stati esaustivi nel diradare tutti i dubbi. La compagna di Epstein Ghislaine Maxwell, era ed è tuttora una grande amica della coppia presidenziale, il suo compito era quello di reclutare giovani ragazze. Questa attività ha portato alla sua condanna nel 2022, da parte di un tribunale federale, per traffico sessuale. Tra le ragazze reclutate dalla Maxwell c’era anche la famosa quattordicenne che poi denunciò Trump. Secondo il New York Times, almeno tre rapporti sugli abusi di cui Trump è accusato sono spariti dai file resi pubblici. I repubblicani attendevano al varco la deposizione dei coniugi Clinton, sperando di metterli in difficoltà, ma Hillary ha risposto brillantemente a tutte le domande della commissione parlamentare ed ha concluso la sua deposizione dichiarandosi estranea a ogni coinvolgimento, ma invitando la commissione a indagare anche su Trump. Il Dipartimento di Giustizia ha fatto pubblicare circa tre milioni di file del finanziere pedofilo, una mole sterminata di documenti su cui si sono lanciati giornalisti, parlamentari e analisti politici. Ma all’appello mancherebbero tre dei quattro rapporti del FBI relativi alle accuse di aggressione sessuale a carico di Donald Trump. I documenti mancanti riguarderebbero le testimonianze di una donna che nel 2019 aveva dichiarato di essere stata molestata dal tycoon e da Epstein negli anni ’80, quando era ancora minorenne. L’indice del materiale investigativo confermò che vi furono quattro interrogatori, ma ne è stato reso pubblico solo un riassunto, focalizzato non su Trump ma su Epstein. Il Dipartimento di Giustizia ha giustificato l’omissione facendo riferimento a ragioni di segretezza o ad inchieste federali in corso, spiegazione che ovviamente non ha placato le polemiche. Vari esponenti democratici, tra cui l’ex speaker della Camera Nancy Pelosi, hanno ipotizzato una mossa del governo per proteggere il presidente.
Ricordiamo che Trump ha parlato spesso dello scandalo Epstein durante la sua campagna elettorale per stimolare un sentimento complottista nella sua base MAGA. Ma ora è stato costretto dai suoi stessi sostenitori a far pubblicare tutti i documenti, che ha commentato dicendo che si tratta di “acqua passata”.
Durante l’ultimo lunghissimo discorso sullo stato dell’Unione, durato un’ora e 48 minuti, Trump non ha trovato il tempo di fare alcun riferimento alla vicenda.
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