La follia espansionista di Hitler, se sottoposta a indagine politico-psichiatrica con sofisticati mezzi di contrasto moderni e la collaborazione dell’Intelligenza Artificiale, accerterebbe la tragica analogia con la disumanità inflitta ai popoli della Terra dagli Stati Uniti trumpiani. L’incompreso arcano dell’inerzia suicida che consente al tycoon, e alla masnada di interessati seguaci di investire l’intero pianeta con una tempesta di guerra diffusa, minaccia un futuro da olocausto mondiale, l’autodistruzione del pianeta. Le dita di autocrati fuori di senno sono a un niente dal premere i bottoni rossi del ‘go’ all’uso di ordigni nucleari.
Il parallelismo Hitler-Trump non è un azzardo motivato dall’esasperazione per le conseguenze dei disturbi mentali in crescendo di Trump che divergono dal nazismo solo per la dimensione dei territori coinvolti: l’Europa con il nazifascismo, tre quarti del mondo con il trumpismo. Per fugare il terrore di quel che può attentare alla vita del pianeta, sarebbe quasi ovvia la convergenza di asiatici, europei, africani e degli stessi americani in un blocco geopolitico antagonista della dannata coppia Trump-Netanyahu e dei loro satelliti cointeressati al dominio mondiale neocolonialista.
Sconvolge la barbarie del tycoon: impunito dichiara di fregarsene dei diritti e delle leggi e, assurdità, riceve consenso da ogni dove. Pavido, imbarazzato è il tentennamento di Paesi leader europei e più di tutti dell’Italia che se ne sta nel mezzo del guado per non disconnettersi con Washington e contraddire il pollice verso nei confronti di un regime sanguinario, illiberale, ma timoroso di assumere corresponsabilità con il tycoon e Netanyahu colpevoli di violazione del diritto internazionale, E allora sceglie il sotterfugio dell’equidistanza, si accoda all’ipocrisia del Consiglio Ue che dribla l’urgenza di ridurre alla ragione Trump e del suo socio Netanyahu. Unico segnale di pollice verso per Trump è il rifiuto al coinvolgimento delle basi americane in Europa. Ma basta a scongiurare il rischio di incursioni terroristiche che il governo italiano teme per 28 mila bersagli sensibili? I politologi negano che vada a buon fine l’intenzione trumpiana di cambiare il regime iraniano con la violenza di missili e bombe (“Li stiamo massacrando e la grande “ondata” deve ancora arrivare”). Sconcerta, ma ha una sua drammatica logica l’iniziativa di Macron di “dissuasione nucleare avanzata”. Tradotto: proposta di una forza atomica comune europea che coinvolga Gran Bretagna, Polonia, Olanda, Belgio, Svezia, Danimarca e Grecia come deterrente per chi già ne è protagonista. Non la Germania (la memoria del nazismo è ancora viva) non l’Italia, in posizione di emarginata (esempio: non avvertita da Trump dell’attacco all’Iran). “Maledetta primavera” è il commento appropriato per questo marzo esplosivo.
Scopri di più da La voce Delle Voci
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

















