GUERRA INFINITA

Per commentare l’escalation di una nuova guerra che rischia di assumere la dimensione di catastrofe mondiale, lascio la parola all’agenzia americana ITALPRESS e a Laura Boldrini. Gli articoli sono stativia internet e poiché li condivido integralmente li riporto qui di seguito per chi si è svegliato con la notizia deglla morte dell’Ayatollah Ali Khamenei  e degli attachi reciproci di Usa- Netanyahu e Iran.

NEW YORK (ITALPRESS) – Dal Palazzo di Vetro alle pagine del New York Times, alle dichiarazioni dei leader democratici del Congresso, si alza un coro crescente di critiche e preoccupazioni per l’attacco militare ordinato da Trump contro l’Iran insieme a Israele. Una decisione che secondo molti osservatori rischia di aprire una nuova fase di instabilità in Medio Oriente. Alle Nazioni Unite, il Segretario generale António Guterres ha reagito con una dichiarazione netta. Ha condannato l’escalation militare, ha invitato tutte le parti a fermare immediatamente le ostilità: “L’uso della forza da parte degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran, e la successiva rappresaglia iraniana nella regione, minano la pace e la sicurezza internazionale”. Ha ricordato che la Carta dell’ONU vieta la minaccia o l’uso della forza contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica degli Stati, ha chiesto una rapida de-escalation e il ritorno alla diplomazia. Un appello simile è della presidente dell’Assemblea generale, Annalena Baerbock , che ha definito la situazione “un’escalation estremamente pericolosa””e ha invitato Stati Uniti, Israele e Iran a non trascinare altri paesi della regione nel conflitto. Da New York le critiche all’operazione militare arrivano anche del leader della minoranza democratica al Senato, Chuck Schumer. ha chiesto al segretario di Stato Marco Rubio di essere chiaro con il Congresso e con il popolo americano sugli obiettivi degli attacchi e su ciò che accadrà dopo: “Gli americani non vogliono un’altra guerra lunga e costosa in Medio Oriente”. Critico anche il leader democratico alla Camera, Hakeem Jeffries: “Trump ha avviato massicce operazioni militari senza l’autorizzazione del Congresso ed espone le truppe americane al rischio di ritorsioni iraniane. Il New York Times ha pubblicato un editoriale definendo l’operazione contro l’Iran “sconsiderata”. Accusa Trump di aver avviato una guerra senza spiegare adeguatamente le ragioni né al Congresso né all’opinione pubblica. Secondo il quotidiano newyorkese, il presidente avrebbe mostrato “scarso rispetto per la verità”. Il sindaco della città, Mamdani, ha definito l’operazione una pericolosa escalation e ha espresso forte preoccupazione per le possibili conseguenze del conflitto: “Gli attacchi militari di oggi contro l’Iran, condotti dagli Stati Uniti e da Israele, rappresentano una catastrofica escalation in una guerra di aggressione illegale. Bombardate città, uccisi civili. Si apre un nuovo teatro di guerra. Gli americani non vogliono questo. Non vogliono un’altra guerra alla ricerca di un cambio di regime. Vogliono sollievo dalla crisi del costo della vita. Vogliono la pace.”

 

BOLDRINI ACCUSA ISRAELE E USA: ATTACCO DELIBERATO

Laura Boldrini condanna l’azione militare contro Teheran e chiede parole più dure da Ue e Italia. Scontro acceso sulla posizione del governo. Nel pieno dell’escalation tra Iran e asse Usa-Israele, la deputata del Pd, presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, interviene con una presa di posizione netta: “Nel mezzo delle trattative tra Usa e Iran, Israele questa notte ha nuovamente attaccato Teheran dando la possibilità a Trump di unirsi all’azione e di colpire militarmente dove avrebbe dovuto prevalere il dialogo, come avvenne nel 2015 quando i negoziati andarono a buon fine”. Secondo Boldrini, “È inevitabile che l’Iran risponda, perché colpito per primo. Lo sta facendo lanciando missili sui paesi del Golfo alleati di Trump. Il rischio di una reazione a catena che generi un’escalation aprendo a un conflitto in tutta la regione è elevatissimo”. La deputata sottolinea inoltre: “Che sia chiaro: tutto questo non ha niente a che vedere con la battaglia per la libertà e la democrazia del popolo iraniano. Ha a che vedere, invece, con gli interessi di Israele e degli Usa nell’area”. Affondo contro il governo italiano, nel mirino la posizione dell’esecutivo. “L’Ue e l’Italia usino parole ferme di condanna verso tutto questo, non di ‘speranza che si concluda al più presto’ come ha fatto il ministro Tajani dimostrando tutta la sua inadeguatezza. Non è accettabile, per quanto odioso sia il regime degli ayatollah, permettere a un paese di attaccarne deliberatamente un altro provocando l’ennesima guerra”. Le parole della deputata dem si inseriscono in un quadro internazionale estremamente delicato, in cui la tensione tra Teheran e l’asse Washington-Tel Aviv rischia di allargarsi. Il confronto politico italiano resta acceso, tra chi chiede una linea più dura di condanna verso l’azione militare e chi invece difende l’impostazione prudente del governo. La crisi in Medio Oriente continua a evolversi, mentre sul piano interno le dichiarazioni alimentano uno scontro che intreccia politica estera e dinamiche parlamentari.


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