Tanto tuonò che piovve, sul cielo di Teheran. Bombe & missili israelo-americani stanno già causando decine e decine di vittime tra la popolazione civile (alla faccia della solita operazione chirurgica) e i prossimi sviluppi sono più che imprevedibili, con una serie di terrificanti punti interrogativi.
Vediamo chi gongola.
In pole position, a pari merito, il boia di Tel Aviv Bibi Netanyahu e i neocon a stelle e strisce capeggiati da Donald Trump, in piena crisi psicotica (le ultime parole prima dell’attacco: “Questi negoziati mi stanno stufando. Potrei anche attaccare…”).
Al premier nazi non è certo bastato il genocidio del popolo palestinese, perché vuole realizzare il progetto criminale ‘The Great Israel’, una piovra tentacolare che nei farneticanti programmi sionisti deve allungarsi e allagarsi in tutto il Medio Oriente, inghiottendo Libano, Siria, Iran e poi chissà cos’altro, perché l’appetito vien mangiando. Tel Aviv vuole un totale regime change a Teheran, la distruzione del suo arsenale missilistico, l’annientamento dei programmi nucleari iraniani e l’azzeramento delle sue riserve di uranio arricchito.
Come mai – incredibile ma vero – mezzo mondo deve condividere le folli richieste israeliane e al tempo stesso accettare che Tel Aviv da anni possegga la ‘bomba atomica’ senza averlo mai ufficialmente comunicato? Come è possibile dover ingurgitare le palesi menzogne israeliane su un fatto di tale rilevanza?
Passiamo agli Usa. Dopo il botto con il vergognoso ‘BOARD OF PEACE’ pro Gaza, è finalmente partita l’Operazione ‘EPIC FURY’, tanto voluta da ‘The Donald’ e soprattutto dai falchi neocon, ossia gli ultraconservatori repubblicani e quel Deep State che è comunque perfettamente trasversale, e trova una delle espressioni più riuscite nella colossale industria delle armi a stesse e strisce. La Voce ne aveva scritto settimane fa: è infatti del 14 febbraio
IRAN / LOBBY DEL PETROLIO ED EBRAICA A TUTTA GUERRA, TRUMP OBBEDISCE
ed è del 28 gennaio
IRAN / CONTO ALLA ROVESCIA PER L’ATTACCO USA
Tale blocco di potere agisce in perfetta sinergia con la super potente lobby israeliana, che detta legge a Washington e in tutti gli States.
Bombe & missili su Teheran hanno un preciso significato: da oggi ogni residuo o parvenza di diritto internazionale è morto e sepolto, vale solo la darwiniana legge del più forte, della potenza più attrezzata, del Paese più grosso che può tranquillamente mangiare il paese più piccolo, senza dover rendere conto a niente e a nessuno. Con quale faccia oseranno mai più, i maitre a penser di casa nostra e certo non solo, puntare l’indice contro la Russia quando la tanto democratica America ne combina (e certo non da oggi) di tutti i colori?
Zitta e muta, fino a questo momento, l’Unione Europea, che mostra per l’ennesima volta la sua totale inutilità politica: è solo un centro di maxi corruzioni (come dimostra, per fare un solo esempio, il Pfizergate da 71 miliardi di euro) & sperperi a go go.
Ha osato pronunciare poche ma vergognose parole il nostro ministro degli Esteri Antonio Tajani: “è doveroso neutralizzare le capacità nucleari dell’Iran”: ennesima dimostrazione che l’Italia meloniana è lo scendiletto (sporco) dei Padroni amerikani. A proposito: la premier giramondo nelle occasioni che contano è sempre una mummia. E anche: Robot Mattarella, che ha più volte puntato l’indice contro il Cremlino, come mai non si fa uscire due sillabe?
Ben soddisfatto il pupazzo-miliardario (sulla pelle dei morti ucraini) Volodymyr Zelensky, il quale invece di fottersene dei fatti di casa sua, il giorno prima dell’attacco aveva esortato gli Usa: “Perché gli Stati Uniti non si decidono a bombardare Teheran?”. Subito accontento, il guitto.
Fa salti di gioia negli Usa, che sono ormai casa sua, Reza Pahlavi, il figlio dello Scià di Persia. Il quale, of course, parla di “Un intervento necessario e umanitario”, e ormai aspetta con trepidazione uno sbarco in pompa magna a Teheran, sotto i vessilli a stelle e strisce. Recita il copione mandato più volte in scena dal Premio Nobel per la Guerra (pardòn, per la ‘Pace’) Maria Corinna Machado, la quale per mesi e mesi ha invocato l’intervento Usa in Venezuela per cacciare Maduro: poi accontentata dal Tycoon come regalo di Capodanno.
Zitta, per ora la Cina. Di tutta evidenza verranno pronunciate parole di condanna verso gli Usa (la Russia lo ha già fatto), ma bisognerà vedere se Pechino si limiterà a questo. Perché – come abbiamo sottolineato alcune settimane fa – ha in mano un’atomica che più atomica non si può, ossia una montagna di titoli, obbligazioni Usa: se una mattina decide di metterne sul mercato e venderne solo una fetta, la finanza americana va in crac e la potenza Usa si sgretola. Ma non è detto che una qualche reazione non solo finanziaria possa verificarsi. Perché sul terreno di gioco ci sono anche i BRICS di cui spesso abbiamo scritto: potranno stare con le mani in mano paesi che rappresentano il 40 per cento della popolazione mondiale?
Comunque, siamo sempre sull’orlo del precipizio. E basta un colpo di vento più forte…
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