Ormai il Re del Mondo, Donald Trump, dà in numeri, nel senso più letterale del termine, con la incredibile dazy story. E dà di matto, anche stavolta nel senso più letterale del termine: dice che se gli salta per la testa, da un giorno all’altro, può distruggere in un batter di ciglia qualsiasi nazione.
Sentite le parole che ha pronunciato dopo la sentenza pronunciata dalla Corte Suprema degli Stati Uniti che gli ha bocciato la politica dei dazi su tutta la linea.
“Mi è permesso interrompere qualsiasi commercio o attività commerciale con qualsiasi Paese. Posso distruggerlo, quel Paese. Mi è persino permesso di imporre un embargo che distrugge un Paese (come sta succedendo ora con Cuba, ndr) straniero”.
“Posso cioè fare tutto ciò che voglio: ma non posso imporre un dollaro (di dazio, ndr). Posso fare qualsiasi cosa ad un paese straniero, ma non posso imporre alcun pagamento (di dazi, ndr). Quindi mi è permesso distruggere il Paese, ma non posso imporre a quel Paese una piccola tassa”.
Per chi non abbia capito, Sua Maestà aggiunge: “Pensateci. Tutto ciò non è ridicolo? Posso imporre un embargo, posso dire loro ‘non potete più fare affari con gli Stati Uniti’, vogliamo che ve ne andate di qua, ma voglio fargli pagare 10 dollari: non posso farlo”.
“E’ sbagliato, è molto sbagliato. Ma non importa: perché abbiamo alternative molto potenti”. Come il subitaneo ri-aumento dal 10 al 15 per cento di quanto aveva poche ora prima deciso lo stesso Re. E chissà quale altra diavoleria…
Non si tratta di un cittadino che dà i numeri e sta per essere accolto nel più vicino presidio psichiatrico: ma del Capo della Casa Bianca, quindi il numero 1 al mondo, alle cui mani sono affidata le sorti dell’intera umanità. Ve ne rendete conto?
Altro che Dottor Stranamore. Qui siamo sull’orlo del baratro, legati mani e piedi (figuriamoci l’Italia meloniana, totale scendiletto trumpiano) ad uno psicopatico da guinness dei primati. Davanti al quale resta solo un interrogativo alto come un grattacielo di New York: visto che ha pure qualcuno intorno con la testa ancora sul collo, c’è forse una malefica e in qualche modo para-scientifica regia dietro a tutto questo? E come decodificarla, in che modo venire a capo di un simile, farneticante puzzle?
A caccia di una qualche risposta, intanto leggiamo cosa scrive uno dei reporter più autorevoli al mondo (quella parte di mondo che riesce ancora a ragionare un minimo con la proprio testa): si tratta dello statunitense Joe Lauria, caporedattore di ‘Consortium News’, ex corrispondente dalle Nazioni Unite per il Wall Street Journal e il Boston Globe, reporter investigativo per il Sunday Times di Londra e giornalista finanziario per Bloomberg News.
“In risposta alla sentenza della Corte Suprema che ha dichiarato incostituzionale la sua politica tariffaria, venerdì Trump si è lanciato in una sfuriata senza ritegno, confermando di considerarsi sopra la legge, come farebbe qualsiasi leader autoritario da quattro soldi”.
“La Corte ha stabilito con 6 voti favorevoli e 3 contrari che la Costituzione degli Usa stabilisce chiaramente che solo il Congresso può imporre dazi, che sono in realtà tasse, alla popolazione statunitense. Pertanto, i dazi esteri di Trump imposti dal gennaio 2025 sono illegali e i consumatori e le aziende americane hanno diritto ad un rimborso di circa 200 miliardi di dollari, ha affermato la Corte”.
“La sentenza ha scatenato Trump in piena modalità psichiatrica, inveendo contro i giudici che ha definito ‘sciocchi’ e ‘cagnolini’, e contro i querelanti nella causa su cui la Corte si è pronunciata, che sono stati definiti ‘squallidi, molto squallidi’, al servizio di una potenza straniera senza nome. E ha anche annunciato una nuova tariffa mondiale al 10 per cento (subito alzata dal Tycoon al 15 per cento, ndr), oltre alle normali tariffe già applicate, sfidando la Corte”.
Prosegue la ‘diagnosi’ (è proprio il caso di definirla così sotto il profilo medico-psichiatrico) di Lauria: “Trump sostiene che gli è consentito imporre dazi senza che il Congresso se ne accorga, in base all’autorità del Trade Act del 1974. Tale legge consente al presidente di imporre unilateralmente dazi fino al 15 per cento, ma solo per 150 giorni, dopodiché il Congresso deve confermarli o bocciarli. Tuttavia, la sentenza di venerdì significa che dovrà annullare le tariffe esistenti, cosa che finora si è rifiutato di fare”.
Non è finita certo qui: “Trump cerca di giustificare i dazi esistenti sostenendo che sono stati imposti in base ad uno stato di emergenza. Ma la Corte ha respinto questa tesi, sostenendo in sostanza che oggi negli Stati Uniti non sussiste alcuna emergenza economica o di sicurezza nazionale”.
“Nella sua follia, Trump ha affermato con furia di aver l’autorità per imporre embarghi e distruggere paesi, ma la Corte Suprema ha stabilito che non poteva imporre nemmeno un dazio da un dollaro sulle importazioni di una nazione”.
“Ora che Trump ha radunato una gigantesca forza militare per attaccare illegalmente l’Iran, il momento in cui ha affermato di poter distruggere impunemente intere nazioni non è certo di conforto”.
Vi proponiamo la lettura – molto istruttiva – dell’intero pezzo firmato da Joe Lauria e pubblicato il 21 febbraio da Consortium News, Trump: I can Destroy Countries
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