LUIGI DI MAIO & GAETANO MANFREDI / MOLTO ATTENTI A QUEI DUE

Un ventennio meraviglioso, quello vissuto da DI MAIO LUIGI, alias Giggino, da bibitaro alla stadio San Paolo di Napoli fino alla docenza honoris causa presso una delle più prestigiose università mondiali, il King’s College di Londra.

Freschissima l’ascesa alla cattedra, dove sarà la nuova star del Dipartimento ‘Defence Studies’, ottenuto grazie al super incarico che l’Unione Europea gli ha conferito ormai 3 anni fa, quando è stato nominato Alto Rappresentante UE nel Golfo Persico: un incarico delicatissimo, viste le continue turbolenze e i conflitti in quella sempre più rovente area.

 

CON UN DRAGHI NEL MOTORE

La sua stella cometa ha un nome e anche un cognome ben presici: Mario Draghi, l’ex governatore Bankitalia, poi BCE e pezzo da novanta per illuminare i futuri destini della derelitta Europa.

Mario Draghi con Luigi Di Maio, che vediamo anche nel fotomontaggio in alto con Gaetano Manfredi

Ministro per lo Sviluppo economico nel governo Conte 1 del 2019, in pole ministeriale anche nel Conte II, diventa poi magicamente ministro degli Esteri nell’esecutivo Draghi del 2021, in piena pandemia alla vaccinara. Ormai finiti i movimentismi 5 Stelle ed un elegante vaffa a capo Conte, considerato poco filo-atlantista e politicamente ‘immaturo’.

Il ri-tuffo nell’agone politico italiano, in sella alla sua nuova sigla ‘Impegno civico’, fa purtroppo registrare un clamoroso flop: alle politiche non raggiunge neanche lontanamente la soglia di sbarramento e il suo astro sembra destinato ad un inesorabile tramonto.

Invece il colpo di reni da autentico fuoriclasse, come ai tempi di Maradona al San Paolo: a novembre 2021 assume la presidenza del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa. Non si saprà mai bene in base a quale criterio, se non quello d’essere il pupillo del sempre ascoltato, nei Palazzi che contano, Super Draghi.

Da lì l’ascesa allo scranno strategico per gli equilibri mondiali: il ruolo di timoniere UE nei marosi del Golfo, epicentro delle tensioni internazionali.

Il King’s College di Londra

E svolge con tale perizia quell’incarico a partire dalla fine del 2023 che risulta poi inevitabile, quasi scontata, la nomina nel tempio della Cultura mondiale, quel King’s College fondato nel 1898 da re Giorgio IV e dal Duca di Wellington e nel quale si sono formati ben 12 premi Nobel, da Virginia Wolf a John Keats, da Thomas Hardy a Mario Vargas Llosa.

Il nuovo incarico accademico – illustra il Vate al volgo – avrà l’obiettivo di “contribuire al dialogo sulla sicurezza internazionale, sulle relazioni Europa-Golfo e sulle dinamiche geopolitiche”. Terrà lezioni e seminari insieme ai docenti titolari di cattedra, come una sorta di faro politico e scientifico, in grado di far luce sugli aspetti più controversi. Il suo english sarà ora certo di caratura oxfordiana, dopo i faticosi corsi accelerati ai tempi del pre-Farnesina.

Vi proponiamo l’ultimo pezzo pubblicato dalla Voce sul Vate globale. E’ del 16 giugno 2025

LUIGI DI MAIO / I DESTINI DEL BOLLENTE “GOLFO PERSICO” NELLE MANI DI ‘O BIBITARO

 

 

CITTA’ IN CRAC & SINDACO SUPERSTAR

Dalla sua Pomigliano (anche se il Nostro è di origini avellinesi) a Napoli il passo è breve. Ed eccoci al cospetto dell’ex Rettore Magnifico e Super Sindaco d’Italia (plebiscitaria la sua elezione lo scorso anno al vertice dell’ANCI) MANFREDI GAETANO.

Sotto la sua sindacatura Napoli è ridotta in stato comatoso. Una città devastata, come abbiamo più volte denunciato e dettagliato, nonostante vengano sbandierati i soliti dati sul turismo mordi e fuggi, da massimo una notte e via, seguendo quell’antico ma sempre più drammaticamente attuale ‘fuitevenne a Napule’ di eduardiana memoria.

Se ne è avuta una dimostrazione che più plastica non si può ieri, in occasione della ‘Coelmo Napoli City Half Marathon’, organizzata guarda caso proprio l’ultimo giorno delle epiche Olimpiadi invernali Milano-Cortina. Hanno avuto pure fortuna gli organizzatori della Carnevalata, perché ‘O Sole splendeva come in una jurnata di piena primavera. Che hanno pompato i numeri: oltre 10 mila partecipati, più della metà provenienti dall’estero in rappresentanza di ben 117 nazioni, a marciare lungo il percorso più fantastico al mondo.

La maratona che ieri ha paralizzato Napoli

Peccato che quel mondo non sappia il totale inferno vissuta dalla città in quella domenica maledetta domenica. Paralizzata fino alle 13, totalmente bloccata soprattutto la zona occidentale, traffico impazzito, zone interdette come neanche per l’arrivo del Papa.

Ma dovete sentire il percorso: dall’area ovest  all’area est, andata e ritorno, passando ovviamente per il centro e soprattutto per il leggendario lungomare di via Caracciolo. Ma di quei 21 chilometri, quasi tre – incredibile ma vero – sono stati percorsi all’interno di soffocanti ‘tunnel’.

Semplice il calcolo: gli stoici marciatori hanno dovuto traversare per 2 volte la galleria ‘Laziale’ e per 2 volte la galleria della ‘Vittoria’: alla faccia della marcia ecologica, green, ambientalista! Causando, per di più, la completa paralisi cittadina!!

Una giornata di ordinaria follia, e poi 363 giorni di sfascio quotidiano.

Regolare caos trasporti (l’unica a reggere ancora è la vecchia linea metrò da Pozzuoli a Gianturco), strade come neanche a Baghdad dopo le bombe Usa, sanità moribonda (il caso Monaldi – l’eccellenza del sud per il cuore – la dice lunga), criminalità che continua tranquillamente a fare i suoi affari, disagio sociale che si diffonde peggio del coronavirus.

E, ciliegina sulla torta, un sindaco ectoplasma. Capace solo di tagliar nastri e di risolvere neanche mezzo di uno dei tanti atavici problemi della città.

Peggio: la città è (s)governata da un signore che non dovrebbe gestire nemmeno un condominio. Pardòn, un Docente Universitario di grido, l’ex Magnifico Rettore della Federico II di Napoli, per anni al vertice della CRUI (che raggruppa i rettori di tutti gli atenei italici).

Domenico Ciruzzi

Ci riferiamo a una ‘dirty story’ che abbiamo raccontato più volte: una Voce, la nostra, nel deserto, come ci definì il mitico Giorgio Bocca nel suo ‘Inferno’ dedicato alle regioni del Sud firmato nel 1992. Visto che quella Manfredi story è stata totalmente oscurata, silenziata, censurata dai media locali e nazionali (tranne una breve notizia pubblicata dal Corriere del Mezzogiorno). “Eppure non stiamo parlando di un piccolo comune, ma della terza città italiana”, commenta stupefatto e amareggiato il penalista partenopeo Domenico Ciruzzi.

La riassumiamo per sommi capi, per poi fornirvi un paio di link in grado di approfondire il tutto.

La vicenda risale ai tempi del Rettorato alla Federico II. L’ingegner Manfredi all’epoca svolse una serie di dorate consulenze: ma non le fece ‘passare’, come di rito e per legge, dal rettorato. Le tenne nascoste.

Qualche anno fa la cosa è venuta allo scoperto, e la Corte dei Conti di Napoli ha comminato al primo cittadino una sanzione amministrativa da 720 mila euro, non proprio una bazzecola.

Ma cos’ha fatto, ‘O Sindaco? Ha preferito patteggiare subito (in questo modo ammettendo il reato) pagando un terzo della cifra e quindi evitando un più che possibile processo pubblico, che non sarebbe mai potuto passare inosservato, ‘macchiando’ quindi l’immagine immacolata del primo cittadino, stimato in tutta Italia e in modo perfettamente bipartisan.

I vertici universitari, nel frattempo, non hanno mosso un dito, per non disturbare il Magnifico.

La Procura generale della Corte dei Conti

Mesi fa alcuni consiglieri di municipalità hanno chiesto che venga fatta luce su tutta la story: soprattutto per individuare i committenti delle consulenze d’oro e per verificare possibili conflitti d’interesse con l’attività svolta da Manfredi in qualità di sindaco. Il quale, va rammentato, ha restituito un terzo dal bottino: ma circa mezzo milione di euro è rimasto nelle sue ‘quasi’ immacolate tasche…

Si attende a breve la decisione del TAR.

P.S. Abbiamo dimenticato di citare – nel pedigree sindacale – la maxi inchiesta sul dopo terremoto a L’Aquila: l’ingegnere svolse delicati incarichi come ‘collaudatore’ delle opere. E per questo lui ed altri colleghi finirono sotto i riflettori giudiziari. Ma niente: in quel caso la montagna partorì un topolino, per via della ‘miracolosa’ prescrizione. Capito?

Ecco un paio di link sulla Manfredi story. E’ del 16 luglio 2025

GAETANO MANFREDI / IL REGISTA  DELLO “SCASSO” DI NAPOLI

 

E del 24 aprile 2025

GAETANO MANFREDI / COME ‘O INGEGNERE SFASCIA NAPOLI IN MODO SCIENTIFICO

 


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