Per motivi estranei alla tragica realtà del massacro di palestinesi e della devastazione totale di Gaza, si continua ad aggredire con accuse prive di obiettività chi condanna il genocidio, perché di questo si tratta e il progetto dell’immobiliarista Trump di estromettere dalla loro terra i palestinesi, di coprire le violenze dei coloni israeliani istigati ad appropriarsi della Cisgiordania, di arricchirsi con la ricostruzione della Striscia trasformandola in una lussuosa Miami per ricchi, priva di ogni relazione con la storia, la tradizione, la cultura palestinese. Bersaglio della destra trumpiana e di quanti vi si identificano è chiunque lo denuncia e documenta l’efferatezza del progetto che intanto non ferma lo sterminio di donne e bambini palestinesi, il bombardamento di Gaza, del poco o niente che non è stato ancora raso al suolo.
Vittima di ritorsioni per lo straordinario lavoro svolto in un ampio spazio temporale è Francesca Albanese, relatrice indipendente speciale del consiglio per i Diritti umani delle Nazioni Unite a Ginevra. Ha analizzato e denunciato la barbarie di cui sono responsabili e Netanyahu e quanti condividono la responsabilità del genocidio. Sono indegni di un Paese stimato per consolidate doti di solidarietà gli attacchi subiti da Francesca Albanese, e da ultimo con la richiesta di dimissioni dal Consiglio dei diritti umani, a cui si è associato il ministro degli esteri francese, contestato e richiesto di scusarsi con l’esponente dell’Onu. La richiesta è bloccata, inalterato è il tentativo di contestare la severa analisi condotta da Francesca Albanese per fortuna ampiamente condivisa, contrastata con ostilità aggressiva da chi non intende rinunciare a far affari con Israele, che sia la vendita di armi, l’interesse a non essere esclusi dall’affare ricostruzione o la complicità ideologica con il neonazismo di Netanyahu. Dicono i detrattori: “Albanese non rappresenta l’Onu, non è una dipendente dell’Onu, non riceve alcuno stipendio. Rappresenta nella sua indipendenza sé stessa nel giungere a conclusioni che dovrebbero essere utili al lavoro degli Stati membri del consiglio.” La replica: È vero che Albanese non è stipendiata ed è indipendente, ma è pur sempre dedicata al servizio di un organo delle Nazioni Unite, viaggia sotto la protezione dell’Onu e dunque è lecito che sia percepita come tale quando tiene una conferenza o concede un’intervista”. Sintesi: chi nega la tragedia di 70 mila palestinesi innocenti vittime del genocidio vede in Francesca Albanese un’estremista di sinistra. Chi è sconvolto per quello che ha subito la Palestina difende il suo coraggio, la passione politica che spende per fare giustizia e condannare chi davvero alimenta l’ostilità per Israele.
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