COLTIVIAMO UN FONDATO SOSPETTO: a suo tempo i vertici dei super network televisivi pubblici e privati hanno investito euro quanto basta per remunerare le agenzie di sondaggi sul tema “la rissa”. Esito dell’indagine: urla sovrapposte, reciproche interruzioni, violenze verbali, sorrisi e risate di scherno, ‘sì’ e ‘no’ commentati con il su-giù e il ritmico destra-sinistra della testa, smorfie, gare canore ad alto contenuto di base di decibel, che spingerebbero in su le curve del gradimento, per si tramutarsi in consensi, addirittura in tendenze elettorali. ? Ci crede chi esercita il privilegiato mestiere di conduttore di programmi televisivi che affidano temi di attualità politica a ‘inviati speciali’ dei partiti, indottrinati per agire con azioni di disturbo contro i nemici di turno. Ma è televisione, fastidiosa, invasiva e forse contribuisce al disinteresse collettivo per la politica. È missione impossibile evitare la rissa e rendere comprensibili le contrapposizioni, garantire la funzione informativa di Rai, Mediaset, La7…? Non lo è. Quanto accade nei loro studi-salotto è visto e ascoltato dalla regia di talkshow e comprende anche un tecnico del suono. Come evitare la ‘caciara’? Per zittire chi urla, si sovrappone, interferisce, al regista basterebbe chiedergli un clic del dispositivo che attiva e disattiva ii microfoni.
COLPEVOLE CHI?
La squadra di Palazzo Chigi schiera nel ruolo di regista la signorina presidentessa, imputata di non pochi autogol. L’ossessione che nutre per l’indipendenza dei magistrati la induce si sostanzia con attacchi insensati alle ‘toghe rosse’. Uno, di giornata addebita ai ‘nemici’ magistrati il ‘caso eclatante del migrante algerino che ha collezionato 23 condanne e non è mai stato espulso dall’Italia, e, scandalo, è stato risarcito con 700 euro (sentenza del giudice Corrado Bile, toga ‘rossa’ secondo la Meloni). Perché trasferito ingiustamente in un Cpr in Albania. Il magistrato, in linea con la Corte d’Appello, dimostra senz’ombra di dubbio di essere indipendente da ogni opzione politica: “La mia decisione riguarda i diritti fondamentali della persona di cui è titolare qualsiasi essere umano, delinquente o meno. La sentenza non dice che questa persona non poteva essere espulsa come prevede la legge”. Allora, perché il governo non l’ha espulso, nonostante le 23 condanne? (ndr)
TUTTE TOGHE ROSSE?
SEA WATCH 5, revocato il fermo. Il tribunale di Catania ha deciso di sospendere il provvedimento e la relativa multa. “Presto torneremo nel Mediterraneo centrale” dichiara la Ong. Lo stop era stato emesso dopo un’operazione di salvataggio di 18 persone, compresi due bambini. L’intervento era avvenuto in acque internazionali, nella zona Sar libica. La sanzione sarebbe stata disposta dalle autorità italiane perché la nave non avrebbe comunicato alle autorità libiche le posizioni di soccorso, scelta adottata dalla Sea Watch 5per le continue violazioni dei diritti umani della Libia.
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