UN FIGURACCIA OLIMPICA

La RAI è famosa nel mondo per la professionalità dei suoi giornalisti, ma stavolta ha fatto una figuraccia olimpica offrendo uno spettacolo veramente indecente. Il nuovo direttore di RAI Sport, tal Paolo Petrecca un super raccomandato della Meloni imposto per la poltrona di Direttore di Rai Sport, si è autoassegnato la telecronaca della manifestazione di apertura delle olimpiadi invernali di Milano Cortina con un risultato veramente sconfortante. Non è sfuggita alla stampa italiana né a quella estera la qualità di quella telecronaca. Dal NewYorkTimes a Bild, dal Figaro al Guardian fino alla nota agenzia di stampa Reuters, tutti hanno parlato di “fiasco”, Reuters persino nel titolo di apertura del suo servizio. Ovunque i toni sono stati improntati dal sarcastico all’indignato. Una serie di gaffe seriali sono state pronunziate dal direttore Petrecca. Questi, dopo pochi secondi, ha esordito confondendo lo Stadio di San Siro con lo Stadio Olimpico che, per il direttore di RAI sport, è come per un cardiologo confondere un fegato con un cuore. Ma il nostro “brillante” direttore non si è fermato qui, durante la sua telecronaca ha prima scambiato la presidente del Comitato Olimpico Internazionale per la figlia di Mattarella, poi non è stato capace di riconoscere nessuno dei nostri campioni delle due nazionali di pallavolo, ha confuso Mariah Carey con Matilda De Angelis, che tra l’altro, è molto più giovane e nota agli italiani. Infine, cosa forse più grave, non ha mai voluto pronunziare il nome di Ghali, l’ospite d’onore della manifestazione, forse solo perché è di origine tunisina anche se è nato a Milano e cresciuto in Italia. Limiti di una ottusa ideologia reazionaria che rifiuta l’esistenza di questi “nuovi italiani”, senza capire che sono quelli che un giorno, forse, ci salveranno. La Meloni rifletta e capisca finalmente che non vale più la pena di continuare a privilegiare la “fedeltà” alla professionalità. Pare che questo Petrecca sia noto per essere un giornalista più meloniano della Meloni stessa. È stata questa di Petracca l’unica occasione capace di sortire feroci critiche durante la gestione di questo evento, tra l’altro di grande successo per tutto ciò che è avvenuto dopo … lontano dalla furia presenzialista del nostro infelice direttore.

Immediatamente uno sciopero è stato indetto dal sindacato dei giornalisti, che ha avuto l’accortezza di non danneggiare la narrazione dei giochi.

“Non è una questione politica, ma di competenze, di professionalità e di rispetto nei confronti delle persone che pagano il canone”, ha poi dichiarato Fabrizio Tumbarello del comitato di redazione della RAI. Quella telecronaca è stata il motivo per cui i giornalisti hanno deciso di ritirare le loro firme per tutta la durata dei giochi. Tutto questo è successo mentre l’organo che controlla il servizio pubblico radiotelevisivo, la Commissione Parlamentare di Vigilanza della Rai, è bloccata da oltre un anno perché i suoi membri non riescono ad accordarsi sul nome del futuro presidente della Rai.

Ghali quando è salito sul palco della cerimonia inaugurale delle Olimpiadi è stato ostentatamente ignorato da Petrecca. Davanti al mondo intero, ha recitato una bella poesia di Gianni Rodari contro la guerra e lo ha fatto in italiano, francese e inglese, allo scopo di farsi capire da tutti. E pensare che la RAI lo voleva cancellare, non abbiamo visto un primo piano, nessuna inquadratura. Il suo nome non è stato pronunciato mai durante l’intera telecronaca. Proprio come se non esistesse. E non si è trattato di un errore. È stata una vera e propria scelta … da parte di quella che oggi è nota come TeleMeloni.

Ma pochi ricordano cosa Ghali avesse fatto di tanto grave per meritare un simile trattamento. Aveva semplicemente detto durante una recente edizione del Festival di Sanremo “stop al genocidio”; aveva in sostanza chiesto che i bambini smettessero di morire sotto le bombe; insomma aveva fatto quello che dovrebbe sempre fare un vero artista, ossia usare il proprio talento e la propria voce per rappresentare coloro che non possono parlare. E per questo motivo la destra al governo lo ha voluto punire togliendogli anche l’onore di cantare l’inno di Mameli, affidato invece alla più “morbida” Laura Pausini, la stessa che nel settembre del 2022 aveva rifiutato di cantare “Bella Ciao” durante uno show spagnolo (El Hormiguero) definendo il brano “troppo politico”. Poi gli ha tolto il volto, nascondendolo alla telecamera, infine ha provato a cancellare anche il nome non citandolo nella telecronaca. Ma perché allora lo hanno invitato? Forse perché Ghali è un giovane milanese, figlio di tunisini, simbolo perfetto di un’Italia che cambia, è l’immagine ideale per un’olimpiade da vendere al mondo.

Ma lo hanno voluto alla condizione che non fosse Ghali com’è, ma lo stereotipo di un’Italia che in realtà non esiste, perché abbiamo visto che è dominata da incompetenti e diretta da professionisti senza ritegno.

E TeleMeloni ha eseguito gli ordini senza fiatare … anzi il fedele Petrecca ha, ancora una volta, eseguito le direttive impartitegli e sfruttato per fare ciò il servizio pubblico, quello pagato da tutti gli italiani.

 


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