Napoli, ferita in uno dei momenti più esaltanti di una storia solennemente fulgida, lunga 2.500 anni, vive il dramma di due eventi dolorosi che evocano la maledizione di divinità della sfortuna elencate dal libro della mitologia: Eris (Greca), Discordia (Romana), Beshaba: dea della sventura e del caso infausto, Dhumavati (Induismo), Alakshmi (Induismo): dea della malasorte. Non ‘è più il teatro Sannazaro divorato dal fuoco. È da escludere l’influsso negativo di queste megere nella tragedia del bimbo che rischia di non sopravvivere per il mancato trapianto di cuore, non impiantato, ‘bruciato’ nel trasportarlo. Responsabilità umane accertate. Spes, dea della speranza: la tempra forte del piccolo di due anni e mezzo sembra poter sopportare un nuovo intervento e si deve alla dea Fortuna, alla generosità della donazione di un altro cuore se si accende la speranza di poterlo impiantare. Di ben altra natura sembra essere il disastro delle fiamme che hanno divorato interamente il teatro Sannazzaro. Anche se è ancora da accertare definitivamente la causa dell’incendio, tutto indurrebbe a ritenere che sia di natura dolosa.
Il vulnus subito dal Sannazaro implica due scenari: vendetta della malavita per il rifiuto del teatro di sottostare alla violenza del ‘pizzo’ o follia di un piromane’. Accertare la responsabilità dell’incendio è un problema di chi indaga e non della città privata di un luogo storico della cultura teatrale nobilitato dalle più rappresentative eccellenze. Ed ecco di nuovo la congiunzione con le divinità della buona sorte, con la dea ‘Fortuna e con la Spes la loro uniscono con energia positiva a sostegno della solidarietà di istituzioni, intellettuali, artisti, che all’unisono, scontata la partecipazione al ‘lutto’ per la distruzione del teatro, sollecitano l’impegno concreto e in tempi brevi del governo concreto e in tempi brevi del Governo e della Regione perché il Sannazaro sia restituito a Napoli, come è successo con il Petruzzelli di Bari (purtroppo dopo tanti anni), La Fenice di Venezia, (due casi di incendio doloso) e il Regio di Torino. In attesa di rapide risposte alla domanda di ricostruire il Sannazaro, la programmazione interrotta deve trovare un’immediata alternativa. Risponde la sensibilità del sindaco Manfredi e dispone perché riprenda al più presto nel Teatro Mediterraneo delle Mostra d’Oltremare, di proprietà del Comune di Napoli. Generosa l’offerta del regista e attore Francesco Di Leva della sala di San Giovanni a Teduccio.
SOLIDARIETÀ CONCRETA, donazioni: Iban IT38A0366701600010570206405, causale “Insieme per il “Teatro Sannazaro”.
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