“Me ne frego”. Da ricordare agli smemorati, ai ragazzi che la scuola non informa sulla tragedia del Ventennio fascista: fu lo slogan con cui il regime azzerò la giovane democrazia italiana e fu matrice di orrende perversioni. La violenza insita in “Me ne frego” è andata in pausa, merito della Costituzione antifascista, ma è tornata in evidenza con i rigurgiti di ‘Eia eia alalà, Faccetta nera, Giovinezza, giovinezza i raduni con saluto romano, le violenze dei neo fascisti. Ma non solo. Un “me ne frego” esemplarmente significativo, connota un altro trucco da prestigiatori del governo Meloni. Nessun dubbio sulla sua silente, constante complicità con il piano diabolico di Trump che in simbiosi con il criminale Netanyahu ha partecipato direttamente e a latere alla distruzione totale di Gaza per attuare la gigantesca speculazione immobiliare della ricostruzione. Cos’altro ha connotato i silenzi disumani del governo italiano sulle responsabilità congiunte Usa-Israele della tragedia palestinese? Siamo all’epilogo, o quasi, del progetto che se non impedito farebbe delle macerie della Striscia il presupposto di una mostruosa Dubai totalmente estranea alla storia e alla cultura palestinese (La 7 ha mostrato le caratteristiche postmoderne della Gaza americanizzata). L’immobiliarista ‘predatore’ tycoon gestisce la fase pre-operativa del piano e coinvolge nel ‘Board of Peace’ i potenziali soci. Purtroppo per l’amica Meloni la lungimiranza dei costituenti e in particolare l’articolo 11 della Carta Costituzionale le impediscono di rispondere ‘presente’ all’invito nel ruolo di coprotagonista con pieno diritto di partecipazione all’affare ‘ricostruzione’, ma lei inventa un machiavellico pretesto per essere comunque al tavolo delle trattative: aggrega l’Italia con l’escamotage di soggetto ‘osservatore’. Se ne frega se l’adunata ha come obiettivo il the end dell’Onu, la chiamata a raccolta anti cinese, l’attacco frontale all’Unione Europea a cui si oppongono Germania, Francia, Spagna, Regno Unito l’ok al progetto ‘Gaza Riviera’ che comporterà la ‘depalestinizzazione della Striscia’ per il via libera all’operazione miliardaria di cui fruirà Jared Kushner, genero di Trump.
L’EX GOVERNATORE EMILIANO ha ricordato che esiste un progetto alternativo per Gaza. Elaborato dall’Università di Bari, rispetta storia, tradizione, cultura e tipologia edilizia del popolo palestinese. Non sarebbe il caso di prenderlo in considerazione? Ovviamente non succede. “Se ne fregano” tutti, anche perché proposto da un esponente del Pd e perché non è speculativo.
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