Uno dei miliardari più potenti al mondo, PETER THIEL, al timone del colosso digitale ‘PALANTIR’, si è aggiudicato uno dei più grossi appalti Usa per la gestione del sistema informatico della ‘New York City’s Public Hospital Corporation: il più grande sistema sanitario degli Stati Uniti che raggruppa una settantina di ospedali, case di cura e cliniche newyorkesi.
Non mancano le polemiche, visto che al tempo stesso Palantir è partner strategico del governo, dell’intelligence e dell’esercito israeliani per controllare, monitorare e deportare il popolo palestinese. E che è anche partener strategico dell’ormai famigerato ICE (‘Immigration and Customs Enforcement’) che ha messo a ferro e fuoco per settimane Minneapolis
Ciliegina sulla torta, Thiel è uno dei più grandi amici di Jeffrey Epstein, col quale ha intessuto trame, connection & affari soprattutto una decina d’anni fa, ossia prima che il trafficante di minorenni finisse in gattabuia dove è stato “suicidato” nel 2019, come abbiamo documentato nella cover story messa in rete ieri,
BOMBA EPSTEIN / IL CASO VA RIAPERTO: FU “SUICIDATO”. ANZI, STRANGOLATO
Partiamo dal botto alla Grande Mela.
Il rapporto d’affari con la New York City’s Public Hospital Corporation è cominciato tre anni fa, quando Palantir si è aggiudicata un primo appalto da 4 milioni di dollari per “migliorare la capacità di tracciare i pagamenti per i servizi forniti dal suo sistema di assistenza e di cura”.
La star del digitale a stelle e strisce usa il suo ‘miracoloso’ sotfware per rendere più efficiente la fatturazione di Medicaid e di altri benefit pubblici, come spiegano gli addetti ai lavori. Ciò include la scansione automatizzata di centinaia di migliaia di cartelle cliniche, tenuto conto che il flusso annuo di pazienti ammonta a circa 1 milione l’anno.
Secondo le malelingue, invece, la società avrebbe escogitato il modo per “accentuare gli addebiti”. Chissà se le autorità investigative e giudiziarie avranno ‘voglia’ di dare una sbirciatina alla monumentale montagna di documenti contabili…
Sentiamo uno tra i non pochi pareri-contro.
Sostiene Kenny Morris, uno dei promotori e organizzatori dell’‘American Friends Service Committee’: “E’ inaccettabile che la stessa azienda che prende di mira i palestinesi e contribuisce alla loro deportazione e fornisce strumenti all’esercito israeliano, fornisca poi software per i nostri ospedali. Dovrebbero immediatamente rescindere il contratto e schierarsi dalla parte dei milioni di immigrati newyorkesi che invece sono nel mirino di ICE. Una vergogna”.
Fino a questo momento non ha preso posizione né si è espresso il neo sindaco democratico, Zohran Mamdani. Lo dovrà fare, primo o poi, visto che la bollente questione rientra fra le sue competenze.
Vi proponiamo la lettura di un reportage appena messo in rete da un ottimo sito americano di contro-informazione, ‘The Intercept’, titolato Palantir gets millions of dollars from N. Y. City’s public hospitals
Qualche dettaglio in più su Palantir e il legame più che border line fra Thiel ed Epstein.
Nasce nel 2003, l’odierno colosso digitale, dal fiuto dell’imprenditore tedesco trapiantato negli Usa, Thiel. Fiuto che gli aveva consentito anche di puntare subito grosso su Facebook, di cui fu il primo investitore esterno acquistando il 10 per cento del pacchetto azionario; poi ha fondato il famoso sistema di pagamento PayPal.
E’ stato grazie alla strategica intermediazione griffata Epstein se Thiel è riuscito a mettere a segno giganteschi affari con i vertici di Tel Aviv e anche di Londra.
Risale infatti al 2014 il ‘consiglio’ di Epstein all’allora premier israeliano Ehud Barak di affidare a Palantir un ruolo chiave nello sviluppo di sistemi software molto utili per la ‘caccia al palestinese’. Il rapporto si sviluppa e consolida a partire da allora.
Nell’anno seguente lo stesso Epstein investe forte – si parla addirittura di 170 milioni di dollari – in una delle sigle dell’impero Thiel, ossia ‘Varan Ventures’.
Ma veniamo a tempi molto più recenti. Un altro grande amico di Epstein finito nella bufera è il braccio destro di Blair prima e di Starmer poi, Lord Peter Mandelson, il quale è anche azionista di ‘Global Council’ che annovera Palantir tra i suoi clienti eccellenti. Mandelson viene nominato lo scorso anno ambasciatore britannico a Washington: e in tale veste riceve con tutti gli onori il Ceo di Palantir, Alex Karp.
Pochi mesi dopo se ne vedono i frutti: perché Karp firma con il ministero della Difesa del Regno Unito il contratto per una consulenza d’oro, 750 milioni di sterline, per sviluppare le tecnologie e i sistemi di difesa. Seguiranno altri contratti, altrettanto dorati sempre finalizzati a “sviluppare capacità di analisi dei dati a supporto di processi decisionali strategici, tattici e operativi”. Cin cin.
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