MINISTRO DELL’INGIUSTIZIA

Certe verità sono scomode e ne sanno qualcosa i mentitori seriali (Trump, Meloni, ecc.) che le respingono con le bugie. Giuristi, politici non condizionati dal melonismo e italiani con molto sale in zucca sostengono l’idea che il governo del nulla provochi l’elettorato con la finta riforma della Giustizia che non migliora di una virgola il lento, farraginoso sistema giudiziario e che non può mascherare, come accade nei regimi fascisti, il perverso obiettivo di manovrare la figura chiave dei pubblici ministeri. Poiché non è contestabile il parallelismo tra corruzione e storici, accertati collegamenti della destra con le mafie, non è improprio avvertire chi voterà per il referendum sul pericolo di favorire con il “sì” chi punta a una giustizia sottoposta alla destra. Fanno testo, per citare casi noti a tutti, gli innumerevoli rifiuti a dimettersi di politici, ministri, sottosegretari del circuito melonista responsabili di reati e comportamenti eticamente illeciti. L’allarme di Gratteri intende rendere consapevoli di questo grave pericolo gli elettori e allora si spiega la scomposta reazione della destra che lo ha spudoratamente catalogato come responsabile di indistinto insulto ai sostenitori del “sì”.

 

SECONDO STEP DEL REFERENDUM:con il “sì” al referendum i componenti del futuro Consiglio Superiore della Magistratura sarebbero proposti dai partiti e immessi nel prestigioso e delicato consesso giuridico con il metodo del ‘gioco del lotto’,  con la casualità dell’estrazione. Su questo assurdo s’innesta la sortita inadeguata, indecente, eversiva di Nordio, che la Meloni ha voluto come ministro della Giustizia perché di provata nostalgia del Ventennio fascista. Con un’evidente sbandata istituzionale, ammette l’obiettivo di sottomettere i Pm al governo e per difetto di ‘sobrietà’ definisce il Csm “sistema paramafioso”. Poi oggetto di vibranti contestazioni dice di aver citato un giudizio del magistrato Nino Di Matteo. L’ex PM, interpellato ‘a caldo’ smentisce il ministro. É contro la separazione delle carriere, il proliferare delle correnti, il sorteggio dei membri del Csm.  L’irrefrenabile Nordio parla di scorrettezze della sinistra (incredibile, ma vero!) e insiste: “Ne ho altre di citazioni (di bufale, ndr), anche peggiori. Ogni giorno ne tirerò fuori una. Possiamo andare avanti fino al referendum”. Ma bravo, complimenti!


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