BOMBA EPSTEIN / IL CASO VA RIAPERTO: FU “SUICIDATO”. ANZI, STRANGOLATO

Bomba sul caso Epstein.

Il patologo forense di fama internazionale Michael Baden, in un’intervista rilasciata a ‘The Telegraph’, chiede che il caso del ‘suicidio’ venga riaperto, perché è molto probabile che il trafficante di minorenni per vip non si sia impiccato, ma sia stato strangolato.

Un clamoroso coup de theatre, mentre quotidianamente dalla montagna di ‘Epstein files’, desecretati dal Dipartimento di Giustizia Usa, ne escono di tutti i colori, soprattutto sul fronte del gigantesco Potere che il faccendiere deteneva e il condizionamento esercitato su pezzi da novanta della nomenklatura di mezzo mondo: come emblematicamente dimostra – per dirne solo una – il caso del governo britannico, ormai alle corde per gli scandali che hanno coinvolto i vertici.

Ma veniamo alle bollenti parole di Baden. Il quale era stato ingaggiato dalla famiglia Epstein per assistere come ‘osservatore indipendente’ all’autopsia sul cadavere, effettuata dal medico legale di New York ormai 7 anni fa, nel 2019.

 

IL J’ACCUSE DEL PATOLOGO FORENSE

Michael Baden. Sopra, il cadavere di Epstein

Rammenta Baden: “Al termine dell’autopsia, concordammo che servivano molte informazioni per determinare modalità e cause della morte. Per questo il giudizio restò ‘sospeso’ (‘pending’) e le caselle di ‘omicidio’ e ‘suicidio’ rimasero vuote”.

Cosa successe appena 5 giorni dopo? Un vero colpo di scena, o meglio, di mano: il capo medico legale, Barbara Sampson – che non era stata neanche presente all’autopsia – decise senza fregarsene di niente. La morte? Avvenuta per ‘impiccagione’; e in quella fatidica casella sulla causa fu tombalmente scritto ‘suicidio’.

Un autentico vaffa alla legge, ad ogni norma, a quell’obbligo di effettuare ulteriori controlli perché la situazione non era chiara; ed anzi già allora era di tutta evidenza più favorevole alla pista dell’omicidio.

Come mai il Dipartimento di Giustizia e l’FBI se ne sono ugualmente lavati le mani e hanno ‘bevuto’ l’irresponsabile decisione firmata Sampson? E come mai non si è levata alcuna voce di dissenso, né politico né scientifico né tantomeno mediatico? Ai confini della realtà.

Torniamo al j’accuse firmato Baden: il quale, nella sua lunghissima carriera (oggi ha 91 anni ma è ancora lucidissimo), ha visto non pochi cadaveri eccellenti, come quelli di John Fitzgerald Kennedy e di Martin Luther King: negli ultimi anni quello di George Floyd, il nero ammazzato dalla polizia, con un Baden che ha vivacemente contestato i rapporti ufficiali.

Non ci fu neanche un briciolo di indagine supplementare. Nella mia carriera ho avuto a che fare con non pochi casi molto complessi: ci possono volere settimane o addirittura mesi per venirne a capo”.

Barbara Sampson

La sua analisi: “Il referto certificava 3 fratture al collo: una all’osso ioideo sinistro e due alla cartilagine tiroidea. In 50 anni di revisioni di morti in carcere non ho mai visto tre fratture al collo in un suicidio per impiccagione. Anche una sola frattura richieste indagini per omicidio, non ne parliamo poi se ce ne sono due o addirittura tre. E’ incontestabile”.

Il giudizio è chiaro: “I reperti sono molto più coerenti con una compressione da strangolamento omicida che con una impiccagione suicidiaria”.

Nel dettaglio: “Il solco del laccio non è circonferenziale, con abrasioni irregolari ed emorragia che puntano ad una pressione esterna, non a un semplice cappio”.

Per quanto riguarda il nodo: “Non era liscio come il lenzuolo; i marchi sul collo richiedevano un materiale diverso”.

Poi la scena del crimine, totalmente anomala. “Le guardie carcerarie hanno mosso il corpo, un errore grossolano e gravissimo che ha fatto perdere prove cruciali”. E si trattava di un carcere di ‘massima sicurezza’, il ‘Metropolitan Correctional Center’ di New York…

Lo sanno ormai anche i bambini vedendo i tivvù crime che un cadavere non va mai mosso di un solo millimetro, altrimenti la scena del crimine viene alterata. In questo caso, poi, le guardie hanno dato versioni contrastanti, ed una ha affermato di non ricordare bene come il corpo fosse posizionato. Allucinante.

La conclusione che Baden trae è senza appello: “La morte fu con ogni probabilità causata da pressione per strangolamento, non da  impiccagione. Con tutte le informazioni prima e ora disponibili è assolutamente necessaria la riapertura del caso e lo svolgimento una nuova indagine”.

Anche nelle scorse settimane erano rimbalzate in rete alcune ricostruzioni e comparse anche immagini del cadavere di Epstein.

Ora – visto lo tsunami di rivelazioni sempre più sconvolgenti che saltano fuori dalle migliaia e migliaia di Epstein files e soprattutto dopo le fresche parole di Baden che non ammettono dubbi, accertare una buona volta chi, in che modo e con quali complicità ha ordito l’omicidio.

Ecco il pezzo pubblicato da ‘The Telegraph’I witnessed Epstein’s post mortem. His death must be reinvestigated

 

 

LA GATES-EPSTEIN BAND

Passiamo adesso ad uno dei tanti filoni del caso Epstein, balzato agli onori delle cronache solo per un dettaglio ‘minore’: il multimiliardario Bill Gates contrasse una malattia venerea in seguito ai rapporti con alcune giovanissime escort dell’est europeo procacciate dall’amico Jeffrey.

Ma la ‘ciccia’ è ben altra, come nel caso di moltissimi vip ai quali il magnaccia forniva minorenni, e coi quali faceva anche affari con la pala, spesso e volentieri ottenendo informazioni top secret: come è successo – un caso per tutti – con Lord Peter Mandelson l’uomo che sussurrava all’orecchio di Blair e vent’anni dopo Starmer ha inviato come ambasciatore a Washington! La Voce ne ha scritto nel pezzo messo in rete il 5 febbraio scorso,

JEFFREY EPSTEIN / TRAFFICI DI NOTIZIE TOP SECRET & MAXI CORRUZIONI

 

Bill Gates

Fa luce su tutta la dirty story di Potere (sulla pelle e la vita della gente, come dimostra la vicenda dei vaccini killer anti Covid) un reportage firmato dal Ph.D. Michael Nevradakis e  pubblicato da ‘The Defender’, ossia il sito e costola informativa dell’associazione ‘Children’s Health Defence, fondata e animata da Robert Kennedy, attuale ministro Usa della Salute.

In soldoni, l’affiatatissimo tandem Epstein-Gates ha puntato soprattutto a due obiettivi: far girare quanti più soldi possibile intorno al grande business dei vaccini e condizionare in modo massiccio l’opinione pubblica, in quei bollenti mesi della pandemia, per convincerla ad utilizzare quei vaccini killer. Dimenticavamo un terzo obiettivo: depistare il più possibile le ricerche sulle vere origini del Coronavirus, perché mai venissero alla luce le sue origini non naturali, ma artificiali, ossia nel laboratorio cinese di Wuhan con i finanziamenti Usa, gestiti dal super virologo Anthony Fauci: una bomba da disinnescare a tutti i costi.

Mette nero su bianco Nevradakis: “Epstein e Gates miravano a trarre profitto da – e ad esercitare influenza su – l’editoria scientifica di alto livello e il discorso online”.

In una serie di post su X, ‘ScienceGuardians’ ha rivelato che Epstein, Gates e persone legate alla ‘Bill and Melinda Gates Foundation’ sono stati strumenti nel finanziare ‘ResearchGate’, un portale online di ricerca scientifica. Gates ha versato 10 milioni di dollari a ResearchGate nel 2013: la piattaforma è stata in realtà sviluppata come un’impresa for profit con il preciso intento di influenzare e controllare il flusso delle idee scientifiche”.

Secondo l’epidemiologo ed esperto di sanità pubblica Nathaniel Mead, il sostanzioso appoggio di Gates a ResearchGate ha pesantemente “influenzato la piattaforma, facendo in modo che venisse attribuita una particolare enfasi sulle funzionalità allineate con la salute globale e i vaccini”.

Nathaniel Mead

Nel 2017, poi, Gates ha partecipato ad un secondo ‘round’ di finanziamenti per la piattaforma che ha raccolto 52,6 milioni di dollari. Tra gli investitori di spicco non possono certo mancare la star della finanza Goldman Sachs e uno dei fondi speculativi più agguerriti, Wellcome Trustguidato da Jeremy Farrar, architetto di politiche chiave nell’era pandemica e ora direttore generale assistente dell’Organizzazione Mondiale della Sanità”. Quell’OMS che – come la Voce ha sottolineato più volte – è ormai un organismo ‘privato’ (mentre nel 1947 era nato solo pubblico) eterodiretto da Bill Gates che ne è il finanziatore-donatore numero uno, ben davanti a nazioni del calibro di Francia, Germania e Regno Unito (dopo l’uscita di scena degli Stati Uniti).

Non è certo finita qui. Perché i due amiconi, Bill & Jeffrey, hanno provveduto a facilitare fruttuose “partnership di aziende farmaceutiche con alcuni editori di spicco, come il gruppo Springer”. Un gigante dell’editoria, anche sul fronte medico scientifico: con la sua corazzata ‘Nature’, la consorella ‘Nature Medicine’ e poi ‘Springer Health’, ‘BioMedical Central’, ‘Scientific American”.

E, guarda caso, è stata proprio Nature Medicine a pubblicare e lanciare nell’universo mediatico il ‘famigerato’ reportage ‘Proximal Origin’, usato come vero cavallo di battaglia da Big Pharma e, soprattutto, dal super virologo di ben 7 presidenti Usa, Anthony Fauci, per accreditare la pista dell’origine ‘naturale’ del Coronavirus. Invece nato e allevato con cura meticolosa nel laboratorio di Wuhan, dal quale un bel giorno ‘è fuggito’ come un uccellino. Da rammentare che le altrettanto famigerate ricerche sul ‘gain of function’ (strategico per il passaggio del virus dall’animale all’uomo) sono state finanziate proprio da Doctor Fauci e, quindi, con fondi statunitensi. Incredibile ma vero, come la Voce ha tante volte denunciato e documentato (soprattutto attraverso una serie di passaggi societari). Basta andare alla casella CERCA che si trova in alto a destra della nostra home page e digitare ANTHONY FAUCI e lo stesso BILL GATES per ritrovarne a iosa.

Anthony Fauci

Chiudiamo il cerchio con un paio di frasi di Nevradakis.

Nell’ambito della pandemia da SARS-CoV-2, quando ne avevamo più bisogno, gli scienziati del libero pensiero erano rari. Mascherine, distanziamento sociale e terapie geniche sperimentali spacciate per vaccini erano di moda. I vaccini per l’infanzia scarsissimamente testati per la sicurezza esplodevano in popolarità”.

Il discorso scientifico è stato imbavagliato e silenziato. Senza discorso, senza confronto, non c’è scienza. Ma solo manipolazione”.

E depistaggi: quelli sì, scientifici.


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