L’Europa mostra il suo vero volto criminale avallando in toto il GENOCIDIO del popolo palestinese. Del resto, l’industria delle armi non ha mai smesso di rifornire gli arsenali killer di Tel Aviv e il suo esercito altrettanto killer, IDF.
La prova del nove è fresca fresca: con la richiesta di dimissione delle relatrice ONU per i territori palestinesi, Francesca Albanese, colpevole di dire solo la verità dei fatti, denunciare il genocidio e puntare l’indice su tutti gli autori e complici. Un diritto-dovere che esercita con grande scrupolo. Eppure subisce attacchi a raffica: ultimi quelli, all’unisono, dei governi francese, tedesco e anche italiano.
Ultimo pretesto di una forsennata campagna contro chi protesta e denuncia quei crimini – dai manifestanti di mezzo mondo alla Albanese – è stata un’intervista rilasciata dalla relatrice ONU ad ‘Al Jazeera’.
Ecco come reagisce in modo scriteriato e lanciando accuse totalmente false il ministro degli Esteri francese, Jean Noel Barrot. A suo parere “ha preso di mira non il governo israeliano, di cui è lecito criticare la politica, ma Israele come popolo e come nazione, il che è inaccettabile”. E ha il coraggio di aggiungere: “Non è un’esperta, né è indipendente: è un’attivista politica che diffonde discorsi di odio”.
Cosa aveva detto, poche ore prima, la ‘terrorista’?
Nessuna accusa al popolo e alla nazione israeliana. Troppo generosa, Albanese: perché stando agli ultimi sondaggi circa il 70 per cento dei cittadini israeliani sono a favore della politica del boia di Tel Aviv, Bibi Netanyahu, e quindi avallano il genocidio.
Ma vediamo come reagisce la relatrice ONU all’ingiustificabile attacco triplo, visto che anche Germania e Italia ne vogliono la testa.
“Non è assurdo subire attacchi simili per aver semplicemente esercitato la libertà di parola in un contesto di crimini evidenti e pienamente documentati, sui quali ho la responsabilità e l’obbligo di denunciare? Non ho pronunciato quella frase di cui sono accusata”.
E aggiunge: “Abbiamo trascorso gli ultimi due anni ad assistere alla pianificazione e alla realizzazione di un genocidio. Il genocidio non è finito. Il genocidio come distruzione intenzionale di un gruppo in quanto tale è stato chiaramente svelato. E’ stato nell’aria per anni e ora è sotto i nostri occhi. E’ stato difficile raccontarlo e Al Jazeera meglio di chiunque lo sa a causa di tutte le perdite che ha subito. Ma nessun altro lo conosce bene come i palestinesi. Continuano a narrare il buio della coscienza che è caduto su di loro”.
Palestinesi che – nonostante la finta tregua ignobilmente sbandierata dai due compari, Netanyahu e il capo della Casa Bianca Donald Trump – continuano a morire ogni giorno sotto bombe e missili griffati IDV. Altro che Progetto per la Rinascita di Gaza, altrettanto vergognosamente sventolato al mondo dal solito Tycoon e dalla solita genuflessa Europa!
In realtà Tel Aviv sta pianificando una Fase II del Genocidio: ossia ammazzarne il più possibile, proseguire con la conquista della Cisgiordania e prendersi mezzo Libano. Non dimenticando, nel frattempo, di proseguire nella deportazione – in perfetto stile nazi – dei palestinesi che restano. Non basta: perché il boia di Tel Aviv continua ad esercitare pressioni sulla Casa Bianca per ‘chiudere’ una volta per tutte la pratica Teheran. Come al solito: Bibi scrive lo spartito e la Casa Bianca esegue.
Visto che siamo in pieno clima olimpico, chiudiamo con un flash sulle significative performance del capitano della squadra di Bob israeliana. Non sportive, però, perché è una mezza tacca, ma ‘politiche’. Si tratta di tale EDELMAN ADAM detto AJ: certo non acronimo di intelligenza artificiale, perché nella zucca non ha nemmeno un grammo di fosforo.
Negli ultimi mesi il Vate (un R va aggiunta di certo) ha più volte definito la guerra (leggi GENOCIDIO) contro i palestinesi come “LA PIU’ MORALMENTE GIUSTA DELLA STORIA”.
Eccoci ad un fresco post: “Gaza è diventata la guerra più mortale per i giornalisti la cui storia più importante è stata facilitare attivamente violenze sessuali su minori a un festival musicale”. Si commenta, nella sua abissale ignoranza criminale, da solo.
Poi, dedicato alla pacifista Greta Thunberg, malmenata dai militari israeliani a bordo della Flotilla: “Non vogliamo che si assassinata. Vogliamo solo che vada a Gaza dai suoi amiconi di Hamas. Stesso risultato, metodi diversi”.
In una gara a Lillehammer, in Norvegia, ha fatto a pezzi uno striscione ‘Free Palestine’ e aggredito che lo sorreggeva: uno sportivo a tutto tondo…
La squadra di bob vede anche la partecipazione di due militari IDF: arrivano direttamente dalla scena dei crimini e vi torneranno, appena finita la vacanza olimpica.
Chiudiamo col Palmarès del Vate (r). All’inizio della ‘carriera’ si era dato all’hockey su ghiaccio. Visti i risultati fallimentari, è passato alla Skeleton, classificandosi in coda, 28esimo posto alle Olimpiadi 2018. Quindi decide di profondere tutte le sue energie nel bob: avrebbe fatto meglio a darsi all’ippica, ma abbiamo troppo stima dei cavalli e poi ci torna in mente un epico film, “Non si uccidono così anche i cavalli?” firmato nel 1969 da Sidney Pollack.
Last but not least, una domandina semplice semplice: con quale faccia gli organizzatori della farsa olimpica (lo si è visto fin dalla penosa inaugurazione) hanno ammesso uno Stato Killer fresco di GENOCIDIO?
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