Amo la satira, genere giornalistico graffiante, strumento di contestazione del potere. Amo la satira elegante di Michele Serra, anche quella più sanguigna di Zingaretti, non amo la satira pretesto per spargere volgarità.
ANDREA PUCCI, comico dichiaratamente neofascista, contrario al politicamente corretto,omofobo: si è auto escluso dal ruolo di co-conduttore del Festival di Sanremo, candidatura definita dalla satira “tassa TeleMeloni”. Pucci è stato contestato per dichiarazioni esplicite di convinto destrofilo, ma soprattutto per il suo rozzo lessico, infarcito di volgarità. Sic dixit sulla Schlein, segretaria del Pd: “Già che ci sei, dentista e orecchie no? Ridicola”. E a commento: “Non mi sono trattenuto perché non mi è simpatica”. Alla domanda se ci fosse qualcuno di sinistra che gli stesse simpatico, il comico ha risposto con un secco “no”. Durante un suo spettacolo, rivolto a Tommaso Maria Zorzi, conduttore televisivo, scrittore, e opinionista italiano, omosessuale: “I tamponi, se sei fortunato, te li fanno in una narice; se sei uno stron*o in due; se sei ancora più stron*o in gola; se sei Zorzi nel c**o”. E a chi lo contesta: “Che noia le polemiche” come didascalia offensiva a corredo di una fotografia di Papa Giovanni Paolo II ripreso mentre sbadiglia. E su chi non è bianco e con gli occhi azzurri: “Una cosa sui neri me la fate dire? I tatuaggi non fateveli, non si vede un ca**o”. Imitazioni, battute razziste sui napoletani, i meridionali. Dei sardi ha detto, che sono “incazz**i 365 giorni all’anno e hanno le sopracciglia di cashmere”. Sulle donne: “Dopo i 25 anni si mettono a dieta perché vogliono stare magre nella bara. Le donne nascono stitiche ma quando devono cagare il cazzo sono bravissime”. E via di stereotipo: “La moglie in cucina che lava e stira e il marito che si vede tarpate le ali, per volare chissà dove visto che la sua ironia è sempre all’altezza dei genitali, spesso citati se non toccati”. I contestatori di Pucci: “Il tema non è se Andrea Pucci è di destra o di sinistra. Il tema è che usa sessismo, misoginia e omofobia come strumenti per ‘provare’ a divertire il pubblico”. Pucci si propone così: “Sono l’unico comico di destra” e lo conferma inneggiando alla vittoria di Fratelli d’Italia. Nessun appunto sui contenuti politici, tanti sulle battutacce. Su Rosy Bindi: “Sei più bella che intelligente”. Al comico si addebita anche di aver preso in giro un ragazzo dello spettacolo omosessuale. Comicità da boomer la sua (dotato di visioni obsolete), attacchi alle ‘zecche’ di sinistra. È circolato il filmato in cui lo si vede davanti a una sede del Pd con le serrande abbassate mentre fa dell’ironia sul partito di centrosinistra: “Chiuso per fallimento, rinnovo locali. Ciao”. Da querela collettiva per smisurato eccesso di volgarità il monologo per i 30 anni di Zelig: un concentrato di antifemminismo disseminato di c*lo, c*zo e altre sconcezze da casini precedenti la legge Merlin. Incredibile, ma vero: applausi scroscianti anche del pubblico al femminile!
STRACCIATO IL CONTRATTO con Pucci, ingaggiato prima della bufera da Conad, per un evento aziendale. Il dietrofront gli è stato comunicato con la mail di una dipendente: “Non possiamo legare il nostro nome a fatti e/o persone che sono coinvolte in qualsiasi diatriba e/o polemica”. Pucci l’ha pubblicata sul suo profilo Instagram e Conad infuriata commenta: “Ha esposto la dipendente a rischio di possibili attacchi social”.
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