Nel mare in tempesta della contestazione montante, che potrebbe liberare gli Stati Uniti e l’intero pianeta del tycoon, si mormora che le femministe intendano chiedergli un risarcimento miliardario per aver plagiato il loro combattivo slogan “l’utero è mio e lo gestisco io”. Scherzi malevoli a parte, è seria l’accusa di Trump “bugiardo più di Pinocchio”: nega di avere intrattenuto rapporti amichevoli con il procacciatore di minorenni Epstein, ma compare più volte in posture inequivocabili accanto a lui nell’esplosivo dossier trasmesso ieri sera da La7. L’‘inquilino abusivo’, lo dimostrano infiniti casi del “potere è mio e lo gestisco io” si appropria del titolo di inviato in Terra del Padre Eterno e lo usa come un grimaldello per scassinare la cassaforte e della traballante democrazia di mezzo mondo. Fa e disfa, aggredisce e blandisce, in dipendenza di quanto gli frulla nella testa di predatore border line con la criminalità; dazi, folle espansionismo (Groenlandia, mezzo sud America, Canada) cattive amicizie (Netanyhau, Milei, Orban…) plauso per gli1 efferati omicidi di suoi agenti Ice, repressione della libertà dell’informazione, di ogni forma di dissenso (‘ordina’ a Bezos di licenziare 300 giornalisti dl Washington Post, ridotto a suo portavoce, insulta i giornalisti scomodi. Chiede e fa chiedere DI assegnargli il premio Nobel per la Pace, preme sul presidente Israeliano perché conceda la grazia al premier genocida. Di questi giorni è la minaccia di risarcimento multi milionario per Trevor Noah, conduttore sudafricano del Grammy Awards e le sue frecciate anti Trump (in riferimento all’isola privata dell’ex finanziere Jeffrey Epstein, condannato per reati sessuali e suicida in carcere, negli ultimi anni al centro di inchieste e scandali che hanno coinvolto numerosi personaggi pubblici, compreso Trump). La replica furibonda del tycoon rischia di mettere in forse la libertà di satira, il confine tra critica politica e diffamazione.
BAD BUNNY ARTISTA. Ha vinto il Grammy per album ed è anche un simbolo politico, odiato dal mondo MAGA (suoi opinionisti, mentre i migranti vengono rapiti agli angoli delle strade e fatti sparire, hanno suggerito che Bunny sia detenuto o deportato. Il famoso showman (venti miliardi di visualizzazioni, ma Trump dice “Non so chi sia”) ha concluso lo spettacolo del Super Bowl con un omaggio agli immigrati ed è diventato il bersaglio dei conservatori.
AL PRESIDENTE non è andata giù neppure la dichiarazione critica sul clima politico degli Stati Uniti rilasciata dallo sciatore americano Hunter Hesse:“Disagio nel vestire i colori della nazionale degli Stati Uniti, accadono cose che non mi piacciono”. Trump: “È un vero perdente, non rappresenta il suo Paese. Non avrebbe dovuto nemmeno candidarsi per la squadra, è un peccato che ne faccia parte”. L’attacco ha immediatamente sollevato polemiche, ha riacceso il dibattito sul rapporto tra sport, libertà di espressione e identità nazionale. La sua aggressiva opinione coincide con il pensiero del suo vice, di Vance, portavoce in peggio del Trump di “il potere è mio.”, eccetera. Non a caso la sua presenza all’inaugurazione de ‘Giochi’ è stata ‘salutata’ con fischi e ‘buuu…’ ma lui e il suo ‘capo’ e ne fregano e usano il potere come clave, contro chiunque li contesta.
Scopri di più da La voce Delle Voci
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

















