Il sangue affluisce e arrossa le gote: per merito delle comunicazioni non verbali la vampata di intenso colorito rivela lo stato di chi prova vergogna, turbamento e disagio suscitato dalla coscienza, dal timore della riprovazione (morale o sociale) per un comportamento oggetto di un giudizio sfavorevole, di disprezzo, di discredito. A questa manifestazione normalmente incontrollabile taluni soggetti, ‘colti sul fatto’, rimediano: si auto convincono di non avere alcunché di cui dar conto e riescono a non arrossire, negano l’evidenza, mentono.
LA RAI, INQUINATA DA RAPACITÀ MELONISTA, si sgretola senza pause, tocca il culmine della faziosità, sfiora il baratro del fallimento istituzionale, calpesta il mandato di servizio pubblico, cioè di tutti, non perde occasione per esporsi al suicidio non assistito.
ITALIA, GIOCHI OLIMPICI INVERNALI, quattro ore di ‘patriottica inaugurazione. Spetta a Rai Sport il racconto televisivo e a quale indiscussa professionalità affidarlo? Se ne appropria Paolo Petrecca, direttore della testata, conclamato esponente dell’amichettismo che connota il regime autocratico di Giorgia, sfiduciato due volte dalla redazione per incompetenza: la protezione di cui gode in quanto ‘Fratello d’Italia’ l’induce imbarcarsi, da sprovveduto, nell’impresa di speaker della serata inaugurale e chi ascolta il suo soro reagisce allo scandalo di gaffe, errori e omissioni con indignazione furibonda e richiesta di dimissioni per manifesta incompetenza, così da evitare il bis del disastro provocato all’immagine della Rai con un nuovo speakeraggio a conclusione dei Giochi. Il Petrecca di ieri sera: colloca l’inaugurazione ospitata dallo stadio di San Siro nello Stadio Olimpico, scambia l’attrice Matilda De Angelis (che ironicamente commenta “Please call me Mariah”) per Mariah Carey, cantautrice e attrice americana, la figlia del presidente Cio per la figlia di Mattarella e…sentite questa, da colto esperto di geopolitica, spiega che la Macedonia si chiama così “perché come quella di frutta è composta da popoli diversi”, , con un becero esempio di censura imposta dall’ ‘alto’ ignora completamente l’esibizione di Ghali, artista noto per la distanza che lo separa dalla Meloni e dalla destra, che ha recitato in modo impeccabile, il “Promemoria” di Gianni Rodari, contro la guerra e a favore della pace (…, cantava Franco Battiato: “Si credono potenti, e tutto gli appartiene”). E ancora, non ha riconosciuto, lui direttore di Rai Sport, pallavolisti e pallavoliste delle nazionali. Alla bufera (papere ed errori) Fratelli d’Italia ha risposto così: “É stata una cerimonia perfetta”, detto senza arrossire di vergogna! Perfetta è la genuflessione al governo di destra della Rai e di Petrecca.
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