Nicola Rossiello, segretario generale del sindacato lavoratori di polizia: “La narrazione del Ministro Piantedosi sui fatti di Torino appare totalmente rovesciata rispetto alla realtà che noi, come operatori e sindacato sul campo, riscontriamo. Sostenere che i manifestanti abbiano fornito copertura ai violenti significa non rendere giustizia alla verità e mancare di rispetto a chi esercita un diritto costituzionale. La realtà è l’esatto opposto: sono i violenti che si affiancano ai manifestanti per sfruttare la piazza. Confondere le responsabilità è un errore logico e sociale pericoloso: è come accusare i proprietari di casa di aver favorito i ladri che vi hanno fatto irruzione, o ritenere i tifosi responsabili dei criminali che si infiltrano allo stadio per aggredire gli spettatori. Chi scende in piazza pacificamente deve avere la garanzia che lo Stato sia in grado di isolare chi si infiltra per inquinare il dissenso. Chi sceglie di portare avanti una narrazione così distorta non rispetta la realtà dei fatti e ignora le difficoltà operative delle lavoratrici e dei lavoratori di polizia. Ribadiamo che la sicurezza non si fa colpevolizzando i cittadini, ma con strategie di intelligence e prevenzione, capaci di distinguere tra diritto al dissenso e atti delinquenziali inaccettabili. Ribaltare i fatti non aiuta l’ordine pubblico, serve solo a scaricare sulle Forze dell’Ordine il peso di una gestione politica della piazza che ha fallito nel proteggere sia chi manifesta che chi lavora in divisa”.
TAR DEL LAZIO BACCHETTATO
Ha cantato vittoria intempestivamente il popolo dei sì al referendum sulla separazione delle carriere e il sorteggio dei componenti del Consiglio Superiore della Magistratura. Negativo il giudizio del Tar Lazio sulla richiesta di quindici giuristi (in rappresentanza di 500mila italiani) di posticipare le date del 22 e 23 marzo perché incompatibili con i tempi richiesti dall’esigenza di informare diffusamente il significato della consultazione popolare e per disporre quanto necessario a far votare i ‘fuori sede’. La cassazione ha ribaltato e contestato la decisione del Tar. Vittoria del no. Resta il dubbio sulla possibilità di modificare le date già indette con un decreto.
IGNOBILI WEEK END
Tacitato dal chiacchiericcio ossessionante sul caso ‘Garlasco’, dalla tragedia di Gaza, dalle turbolenze che agitano il Medio Oriente, dalla tragedia del popolo ucraino e gli exploit di Trump, pericoloso squinternato mentale, dal nulla aggressivo del governo Meloni, era sceso il silenzio sulla disumanità di cecchini appartenenti a vari ceti sociali che hanno praticato l’ignobile tiro a segno su innocenti serbi di Sarajevo, in cambio di vile denaro intascato dagli organizzatori degli omicidi di fine settimana di serbi inermi. La denuncia dello scrittore Gavazzeni e del giornalista Maiorino ha provocato choc collettivi, non l’arresto, il processo e la condanna dei turisti assassini e solo ora la magistratura opera per inchiodarli alla loro orrenda responsabilità. Tra i sospettati anche un banchiere e la lista de sospettati si allunga.
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