Il riscatto del Sud raccontato ai nostri giorni, punto per punto

Può sembrare solo un agile manuale per ritrovare le radici vere e l’orgoglio del Meridione d’Italia. Ma questo agile scritto di Antonio Graziano dal titolo “La verità per unire l’Italia” è qualcosa di più. E’ un modo chiaro e storicamente rigoroso per arrivare a quella vera consapevolezza del Sud che ancora oggi, a 160 anni e passa dall’Unità del Paese, in qualche modo ancora manca.

Tanto per cominciare, manca perché tuttora si assiste a rappresentazioni fallaci del Sud, volutamente fuorvianti per fare gli interessi del Nord. E, se ci pensiamo bene, questa contrapposizione, che pure persiste, non può che fare male all’intero Paese.

Il libro di Antonio Graziano. Sopra, le fertili terre del Sud

Da questo punto di vista è necessario, scrive Graziano, “riprendersi la narrazione”, perché «per troppo tempo il racconto del Sud è stato scritto da altri, con interessi altri».  E’ arrivato il momento di «raccontare il Sud da dentro, con i suoi intellettuali, giornalisti, artisti, docenti. Il momento di sostenere la memoria storica delle ingiustizie subite, come base di una rivendicazione consapevole». E questo sarà anche il modo per «smascherare i meccanismi» di uno storytelling tutto sommato fraudolento, purché si sappia unire, come fa Graziano, la proposta alla denuncia, lanciando sul campo alternative percorribili. Altrimenti le voci meridionali critiche continueranno ad essere marginalizzate come “localismi” e tutto questo contribuirà all’ennesima desertificazione culturale, in un discorso a senso unico, «dove solo il Nord racconta e interpreta l’Italia».

Del resto, in fatto di ingiustizie subite dal Mezzogiorno basta scorrere le pagine della storia, o anche delle cronache recenti. A cominciare dalle cronache mortali in arrivo dalla Terra dei Fuochi, che Graziano sintetizza in pochi, ma efficacissimi passaggi. «Tra la fine degli anni ’70 e l’inizio degli anni ’90, l’Italia del Nord produceva rifiuti industriali altamente tossici, ma smaltirli legalmente era costoso e tracciabile. Così nacque un patto occulto tra industriali del Settentrione, logge massoniche deviate, apparati dello Stato e criminalità organizzata». Secondo documentate inchieste giornalistiche e giudiziarie, «l’obiettivo era occultare questi rifiuti nelle campagne del Sud, in particolare tra Campania, Basilicata e Calabria, con la complicità della camorra e della ‘ndrangheta», come poi è stato dimostrato nei Palazzi di Giustizia. Esisteva insomma una rete occulta fra massoneria, mafie e affaristi per far diventare il Sud la pattumiera dell’industria padana. I rifiuti industriali del Nord sparivano a basso costo, la camorra incassava milioni di euro. Ed alcuni apparati statali coprivano tutto in nome della “ragion di Stato”. «In molte zone del Casertano e dell’agro Nocerino-Sarnese – ricostruisce Graziano – i rifiuti furono mischiati con materiale da costruzione, usati per riempimenti stradali, piazzali industriali, persino scuole e ospedali». E i risultati li vediamo ancora oggi, quando le madri di quell’area scendono in piazza gridando il loro dolore per i tanti bambini morti, intossicati da quei veleni.

Le proteste degli abitanti della Terra dei Fuochi all’epoca del processo

Questo Sud, che non ha mai scelto di essere la discarica del Nord, «è stato condannato, con sentenza non scritta, ma politicamente orchestrata», è la tranchant considerazione di Graziano, del tutto incontrovertibile. Eppure, la speranza non deve mai andare persa, perché «in questa terra devastata resiste la vita», resiste nei «contadini che si rifiutano di coltivare su suolo compromesso», nei «magistrati, giornalisti, docenti e medici che denunziano e curano», negli attivisti e nelle mamme «che lottano per le bonifiche e per la verità».

La verità, ecco il punto centrale che da sempre sta a cuore all’autore, che di quelle terre del casertano è non solo originario, ma anche appassionato cultore ed attivista.

Come si vede, l’agile volumetto di Antonio Graziano, un giornalista da sempre impegnato sui versanti sociali più delicati, è molto più di una seria puntualizzazione sui mali che tuttora affliggono le regioni meridionali. Solo se sapremo andare oltre i consolidati pregiudizi sul Sud sempre in cerca di assistenzialismo, sulle oleografie stereotipate che ancora oggi fanno comodo a molti,  potremo giungere a quella vera unità del nostro Paese capace di vedere il nostro Mezzogiorno non come problema, ma in quanto parte essenziale della soluzione.


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