Se qualcuno ha potuto pensare di affrontare con accondiscendenza le assurde richieste di Trump, ha sbagliato di grosso perché continuerà a rilanciare formulandone altre ancor più inaccettabili … senza rispettare regole né gli interlocutori. È probabilmente una persona malata e, si badi bene, non di un semplice deterioramento senile, come qualcuno pur ha voluto affermare ma, sembra proprio, di una psicosi delirante. Lui crede veramente in ciò che afferma e nulla può convincerlo del contrario. Il suo IO è smisurato, tanto da renderlo sicuro che può dire e fare tutto ciò che pensa e che riuscirà facilmente a raggiungere i risultati attesi.
Le guerre che afferma di avere fermato dall’inizio del suo secondo mandato sono ancora tutte lì. Gli israeliani continuano a sparare e ad uccidere i palestinesi inermi, come i coloni continuano le loro terribili scorrerie protetti dall’esercito del loro paese; i russi implementano i loro bombardamenti sulla “martoriata Ucraina” e nuovi venti guerra si stanno aprendo in Medio Oriente contro l’Iran, sempre più paralizzato tra pressioni interne e minacce esterne.
Ma l’arma più utilizzata dal tycoon è certamente il suo anomalo utilizzo di uno strumento notoriamente economico, quello dei dazi, sulle importazioni usati come arma di ricatto contro il resto del mondo, a cominciare dai paesi alleati non più amici. Ma che alla fine questa politica porterà la stessa economia americana al disastro. Il tutto è motivato dalla prospettiva di guadagni per sé stesso e per i suoi più fedeli amici, e la dice lunga sulla sua visione della realtà. Proseguire con un uso strumentale della contrattazione lo porterà inesorabilmente ad un isolamento pressoché totale. Ha perso lo scontro con la Cina, anche perché non ha avuto (e non avrà mai) la consapevolezza che lui tra meno di quattro anni non avrà più alcun potere mentre il presidente cinese rimarrà al potere per un tempo oggi imprevedibile. E Trump, in un attimo di lucidità, ha intuito questa realtà ed ha ceduto senza replicare, spostando velocemente l’attenzione sulla sua vittima preferita, la sventurata Europa, troppo facilmente aggredita, sbeffeggiata e costantemente irrisa. Ormai è chiaro che pensa che non si difenderà e non reagirà mai. Si esalta e non fa trasparire alcuna intenzione di mollare la presa. D’altronde in Europa finché governeranno premier come quella italiana, che col suo sodale leghista pensa di ammansirlo facendo a gara nell’assecondare i suoi deliri, sostanzialmente martellandosi gli attributi.
Poi, a Davos, dopo oltre un’ora densa di deliranti affermazioni davanti ai leaders di tutto il mondo, il Presidente degli Stati Uniti ha tenuto un confuso discorso col quale ha prima confuso la Groenlandia con l’Islanda. Lo ha fatto più e più volte, persino quando ha spiegato che non aveva mai pensato di invaderla, ma che intendeva comprarla o, meglio, pensiamo, l’avrebbe fatta comprare dalla NATO per farla pagare anche agli alleati. Ha minacciato la Danimarca dicendo loro in tono imperioso “… potete dire di sì, e lo apprezzeremo, potete dire di no, e ce lo ricorderemo”.
È passato poi a parlare della Groenlandia definita, da quel grande venditore che è, che era in fondo come chiedere di “acquistare un pezzo di ghiaccio”, quindi una terra inutilizzabile e che non potrà essere molto costosa, ma dalla quale dipenderebbe, a suo dire, la sicurezza degli USA e degli stessi alleati “… quello che chiedo è di comprare un pezzo di ghiaccio in cambio della pace mondiale” ha ancora detto nel suo lungo intervento.
Infine, ha dichiarato di avere in fondo “il 100% di sangue scozzese e il 100% di sangue tedesco”. Dimostrando con questa affermazione che la matematica non è certo il suo forte, o che forse più verosimilmente di considerare la sua persona capace di inglobare il 200%. Sarebbe l’ennesima prova della ipervalutazione delirante che fa di sé stesso. Senza contare le innumerevoli inesattezze storiche su fatti della Seconda guerra mondiale. Ha affermato che il suo paese aveva già la proprietà della Groenlandia, poi restituita alla Danimarca. Falso! Anche perché gli Stati Uniti non hanno mai posseduto la Groenlandia. Durante la guerra avevano ottenuto solo i terreni per impiantare basi militari temporanee, che continuano a gestire ancora oggi.
Infine, alcune sue puerili giustificazioni sulla incursione in Venezuela, che si è resa necessaria per lo sfruttamento del suo petrolio, tanto che “tutte le grandi compagnie petrolifere stanno venendo con noi in Venezuela”. Falso anche questo! perché le grandi compagnie stanno a guardare alla finestra, terrorizzate.
L’ultima bugia l’ha detta affermando che negli USA “praticamente non c’è più inflazione”, che invece è arrivata al 2,7%. In aumento, secondo le previsioni della Federal Reserve, a causa dei suoi stessi dazi e per questo ne ha attaccato nuovamente il presidente definendolo “uno stupido” davanti ai leader economici mondiali.
Ha affermato, concludendo, che gli Stati Uniti “hanno sempre pagato il 100% delle spese della NATO”. Quando, si sa, che la quota americana è stata del 16%.
Un discorso, il suo, infarcito di bugie, di numeri inventati, delle ormai consuete minacce agli alleati, di insulti ai funzionari federali, di madornali gaffe geografiche, di millanterie puntualmente smentite dai fatti. Un discorso che, se fosse stato pronunziato da un altro leader, avrebbe fatto seriamente dubitare della sua salute mentale, ma pronunziato dall’uomo più potente della terra ha spaventato tutti, e non poco.
Questo a Davos davanti al mondo intero che, in silenzio, ha ascoltato impietrito.
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