IDENTIKIT DEI ‘GUERRIGLIERI’

Senti chi parla, anzi chi sparla. È inspiegabile, senza attenti approfondimenti l’incapacità di stroncare il fenomeno dei black bloc che da molti anni s’infiltrano nei cortei pacifici e provocano reazioni repressive, come è accaduto ‘a caldo’ con la minaccia di Piantedosi rivolta a quelli che in mala fede definisce ‘teppisti rossi’ di aggiungere provvedimenti al sistema di sicurezza.

Il ministro dell’Interno si assolve con tipica ipocrisia di chi deve rispondere di voluta, conclamata inefficienza. È davvero così difficile per le forze dell’ordine e gli 007 dei servizi segreti accertare l’identikit dei provocatori che infestano le manifestazioni di piazza? Ovvio, no. E allora? Allora c’è che non si è mai fermata la strategia della tensione, alimentata dai discendenti degli stragisti, dei mandanti del terrorismo nero. Non è fanta criminalità averli sospettati di responsabilità per l’assassinio di Aldo Moro, che ha interrotto l’incipit del ‘compromesso storico’, osteggiato dalla destra e dall’America, di attentati stragisti. Ora e non è certamente una tesi  di complottismo supporre che i teppisti, irriconoscibili (non a caso con il volto nascosto da neri passamontagna) siano il braccio armato di una delle molteplici diramazioni della destra estrema, strutturate per creare episodi di guerriglia urbana e mentire sulla responsabilità di chi la provoca. Spieghi Piantedosi perché non è mai stato arrestato uno di loro o se di qualcun fosse finito in carcere perché non è stata accertata l’identità politica


Scopri di più da La voce Delle Voci

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento