KEVIN WARSH / TRUMP SCEGLIE THE BIG FRIEND PER IL VERTICE FED

Federal Reserve, la nomina del nuovo numero uno a partire da maggio è quasi un affare di famiglia.

Rispettando i pronostici made in Wall Street, il prescelto dal capo della Casa Bianca è Kevin Warsh, un lungo pedigree ai vertici finanziari pubblici e privati ma soprattutto il marito di Jane Lauder, erede dell’impero cosmetico e figlia di Robert Lauder, amico fraterno del Tycoon fin dai tempi della ‘Weston School of Business’, e il più forte finanziatore dei conservatori e in particolare del cerchio magico trumpiano,  MAGA. Non poco…

Partiamo dalle news.

E’ andato avanti per mesi l’estenuante braccio di ferro ingaggiato con l’ancora attuale presidente FED (e fino a maggio) Jerome Powell, tutto giocato finanziariamente sui tassi, che ha voluto con decisione mantenere invariati quando ‘The Donald’ esercitava ogni tipo di pressione per abbassarli, con il rischio di far scoppiare l’inflazione; e politicamente sull’autonomia della stessa FED. In una delle ultime interviste Powell ha invitato il prossimo vertice FED a tenersi quanto più possibile lontano dagli intrighi della politica, una vera ‘Mission Impossible’ nella Super Nomenklatura a stelle e strisce. 

Ne ha subite di tutti i colori, da quando un anno fa il Tycoon è tornato per il bis alla Casa Bianca. “Sei un imbecille”, “è un fallito”, “un incapace” gli epiteti più gettonati. E gli ha perfino scatenato contro un’inchiesta federale, sui lavori di ristrutturazione della storica sede FED. Come la Voce ha documentato in diversi pezzi: ecco l’ultimo, messo in rete il 13 gennaio scorso,

JEROME POWELL / E’ SCONTRO FINALE CON DONALD TRUMP

 

Jerome Powell. In apertura Kevin Warsh

Da inizio anno è cominciato il toto nomi: diversi, ma fra tutti, in pole position, quelli di Warsh e di Kevin Hassett, il fidato consigliere economico del Presidente-Imperatore. Allo spareggio ha prevalso il primo, che il Tycoon ha voluto subito celebrare sul suo social ‘Truth’: “Conosco Kevin (Warsh, ndr) da tempo, e non ho alcun dubbio che salirà alle cronache come uno dei migliori presidenti della Federal Reserve, forse il migliore”. Ha poi aggiunto sull’altro contendente (per la serie, Kevin contro Kevin): “Non l’ho voluto lasciar andare, me lo tengo stretto come consigliere economico”. Una pezza a colori poco riuscita.

La nomina, comunque, dovrà passare per il voto al Senato Usa: e non sarà una passeggiata, visto il non basso numero di ‘franchi tiratori’ tra le fila dei repubblicani.

Ma diamo una sbirciata al curriculum di Warsh. Il cui profilo su Wikipedia è stato praticamente cancellato: in data odierna, infatti, compaiono solo poche frasi sulla fresca scelta presidenziale, ma il ‘passato’ è totalmente oscurato. Incredibile ma vero.

Eppure, non ci sarebbe che da menar vanto per una così fitta serie di incarichi fino ad oggi ricoperti dal 55enne che occuperà la poltronissima FED.

Nasce ad Albany, la capitale dello stato di New York, da una famiglia ebrea. La sua carriera decolla poco più di 30 anni fa quando, giovanissimo, entra a vele spiegate nello staff della super banca Morgan Stanley. Alcuni anni per farsi le ossa, poi l’ingresso alla Casa Bianca, come consigliere economico di George W. Bush. Un anno davvero fortunato: infatti convola a giuste nozze con la super ereditiera Jane Lauder. Siamo solo all’inizio: perché la stella di Bush lo accompagna per un primo ingresso alla Federal Reserve, come membro del suo prestigioso board, in cui resta fino al 2011, fianco a fianco con Ben Bernake, che gli affida i delicati rapporti con Wall Street e il Congresso Usa.

Stanley Druckernmiller

Dopo una gavetta così formativa nel pubblico, vuol togliersi soddisfazioni, ovviamente anche economiche, nel settore privato. E così diventa socio del family office che fa capo al maxi investitore yankee Stanley Druckernmiller. Ha anche il tempo per tuffarsi negli impegni accademici: tra l’altro, viene ingaggiato come ricercatore dalla prestigiosa ‘Hoover Institution’ di Stanford.

Già nel primo Trump sfiorò la agognata nomina. Ma in quel 2018 alla fine The Donald gli preferì Powell, con il quale il rapporto si è logorato nel tempo, fino alla brutale rottura cominciata appena all’inizio del secondo mandato.

Stavolta potrà contar molto il ‘fattore amicizia’. Ossia quella, a prova di bomba, con il suocero del neo vertice FED, ossia Ronald Lauder. I tempi del college non si dimenticano mai. Così come non si può dimenticare che il primo a suggerire al Tycoon l’obiettivo Groenlandia fu proprio, esattamente 10 anni fa, mister Ronald, nel corso di una delle tante visite al Big Friend nella sua splendida tenuto di Mar-a-Lago. Gli parlò dell’importanza strategica ed economica (per le sue immense risorse) di quella sterminata distesa ghiacciata sulla quale aveva deciso di scommettere.

Ed infatti il profetico Lauder ha puntato una montagna di fiches sulla Groenlandia. Prima, infatti, mette in piedi una grossa azienda di imbottigliamento delle acque non lontano da Nook, la capitale: lo fa in società con Jorgen Weaver Johansen, marito della ministra degli Esteri groenlandese Vivian Motzfeldt. E adesso ha in mente la costruzione di una maxi centrale idroelettrica, attraverso il consorzio ‘Greenland Development Partners’ di cui è primattore, in compagnia dell’ex vice segretario di Stato Usa, Josette Sheerand.

Last but not least, mister Lauder è in testa alla hit dei generosi donatori pro partito repubblicano. A marzo 2025, infatti, ha versato nella casse di MAGA Inc. la non disprezzabile cifra di 5 milioni di dollari. Cin cin.

Sull’inossidabile amicizia Trump-Lauder, la Voce ha messo in rete la cover story del 12 gennaio scorso,

GROENLANDIA / L’ASSALTO DEI MILIARDARI USA ALLE SUE RISORSE


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