“Siamo sempre più vicini all’uso della bomba atomica. Mancano 85 secondi all’apocalisse mondiale”.
E’ con questo drammatico paragone che il famoso economista Geffrey Sachs, direttore dell’Earth Institute alla Columbia University dal 2002 al 2016 e ex consigliere ONU, inizia una lunga intervista con il commentatore americano George Galloway.
Si riferisce al ‘Doomsday Clock’, l’orologio-simbolo del ‘Bullettin of Atomic Scientists’ che segna 85 secondi alla mezzanotte, il punto di non ritorno.
“Le responsabilità più grandi di questa tragedia ricadono sulla leadership degli Stati Uniti, ormai fuori controllo. Ogni presidente americano dal 1992 ha spinto il mondo sempre più vicino alla guerra nucleare. L’attuale amministrazione Trump è la più instabile e pericolosa di sempre”.
Con riferimento alla sempre più esplosiva situazione irachena osserva: “Donald Trump colpirà, a meno che il resto del mondo non si opponga apertamente”.
“Se scoppia, non sarà una guerra rapida o ‘chirurgica’. L’Iran non è un obiettivo facile e il conflitto finirà per coinvolgere inevitabilmente potenze come Cina e Russia”.
E punta i riflettori su Tel Aviv: “Persegue da decenni l’obiettivo di una guerra su larga scala contro Teheran, trascinando Washington in una strategia di destabilizzazione regionale che ha già coinvolto Libia, Siria, Iraq e Yemen”.
Una riflessione sul progressivo declino delle ‘democrazie’ occidentali: “Gli Stati Uniti sono un sistema ormai controllato da alcuni miliardari e dal complesso militare-industriale-digitale. La politica è stata totalmente comprata”.
“In Europa la situazione non è migliore: leadership deboli, assenza di visione strategica, completa subalternità a Washington”.
“Il mondo ha assoluto bisogno del diritto internazionale per sopravvivere. Senza una ribellione globale contro la logica della forza, l’apocalisse non è più un’ipotesi astratta”.
Vi proponiamo il video della memorabile intervista. Trump is crazy-Starmer is beyond belief -The Doomsday Clock is 85 seconds to midnight
E’ ancor più fresco, del 27 gennaio, un secondo intervento griffato Sachs, stavolta nel corso del podcast ‘Judging Freedom’. Eccone le parti salienti.
“Trump è in guerra col mondo intero, compresi i cittadini americani. Sta militarizzando la società americana in un modo assolutamente scioccante e brutale”.
“L’establishment americano sta mentendo su tutto”.
“Trump eleva il Potere sopra ogni cosa, sopra tutte le leggi”.
E per chi non ha ancora inteso, ribadisce: “Trump non è in guerra solo con il mondo, ma con i suoi stessi concittadini, verso cui mente e contro cui ordina omicidi”.
“La Casa Bianca sta mettendo le persone, persone innocenti, in situazioni dove vengono uccise, e poi le descrive così: se si tratta di pescatori nelle acque del Venezuela li chiama ‘trafficanti di stupefacenti’; se è un cittadino americano pacifico che cammina per strada a Minneapolis, lo chiama ‘terrorista’. E’ un collegamento diretto. Lo ha spiegato lo stesso vice capo di stato maggiore Stephen Miller: non ci sono più le leggi, c’è solo il potere”.
Un forte stoccata anche al Congresso Usa: “Durante l’ultimo anno non ha esercitato alcuna funzione che la Costituzione gli conferisce. E’ il Congresso che ha il potere di decidere sui dazi. E’ il Congresso che ha il potere di dichiarare la guerra. E’ il Congresso che dovrebbe determinare i bilanci. E invece?”.
Vi proponiamo anche questo secondo, molto istruttivo video. Da JeffreySachs.org del 27-1 Judging Freedom: ‘Prof. Jeffrey Sachs: Using the Economy as a Weapon – Trump and Iran
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