FORSE LA COMPLETEZZA DELL’INFORMAZIONE AIUTA LA DIFESA DELLA DEMOCRAZIA VIOLENTATA DALLA DESTRA DI MEZZO MONDO

Menzogne ripugnanti, Trump e i suoi servizievoli sudditi continuano a mentire e trasformano l’assassinio di Alex Pretti in risposta a un atto di terrorismo. Gregory Bovino, responsabile delle operazioni della polizia di frontiera del presidente Usa, ha sottolineato che “un individuo voleva causare il massimo danno e massacrare le forze dell’ordine” e lo staff presidenziale lo ha definito “assassino” lui assassinato! Alex non stava impugnando una pistola quando è stato aggredito dai teppisti assassini e codardi dell’ICE di Trump. Aveva il telefono nella mano destra e la mano sinistra vuota alzata sopra la testa. Provava a difendere due donne aggredite con brutale violenza selvaggiamente dagli agenti trumpiani dell’ICE”. Ma chi è Bovino? Capo delle operazioni anti-immigrati in diverse città degli Stati Uniti, da Los Angeles a Minneapolis, originario della Calabria veste perennemente in abbigliamento da Gestapo hitleriana. Il New York Times lo associa ai nazisti e non solo per come veste.

ATTORI, ATTRICI, ARTISTI, INTELLETTUALI, SCIENZIATI, apertamente schierati contro Trump e il trumpismo: Renée Fleming (nella foto), celebre soprano della lirica mondiale, cancella il Trump Kennedy Center dal suo calendario: non cantera’ nell’ Appalachian Springs di Aaron Copland dal palcoscenico del teatro di Washington, perché finito nelle mani del tycoon. Un anno fa si era dimessa da consulente artistica del Kennedy Center per protestare la nomina di consiglieri ‘amici’ del presidente Usa al posto di esponenti democratici (ecco melonismo emulo del trumpismo). Molti artisti importanti hanno cancellato le loro performance: Lin-Manuel Miranda, Bela Fleck, Issa Rae e l’intera National Opera Company.

UNO DI MOLTI CASI ANALOGHI IN ITALIA. Levante, cantautrice siciliana al prossimo Sanremo con la canzone “Sei tu”. Significativa dichiarazione: “Se vincessi non andrei all’Eurovision”. Motivo? La presenza di Israele in gara: “È una manifestazione molto più politicizzata di quanto si pensi e, siccome di mezzo c’è un Paese che negli ultimi tempi ha creato drammi giganteschi (colpevole, ndr) per un genocidio in atto, non si può fare finta di niente. Non l’ho mai fatto. Non ce la faccio ad andare a ‘casa del ladro’”. Obiettivi dissimili Fleming-Levante, identici il significato politico, le motivazioni del boicottaggio.

IL REFERENDUM sulla cosiddetta riforma della Giustizia, prevista per il 22 e 23 marzo, cioè in tempi ravvicinati, per ostacolare la campagna del ‘NO’, si confronta con il verdetto del Tar Lazio, chiamato a stabilire se la decisione del governo sulle date di marzo sono corrette a troppo frettolose. Il parere del Tar potrebbe modificarle, posporle e la delibera del governo verrebbe congelata. Il verdetto, atteso tra mercoledì e giovedì può evitare che la consegna delle firme coincida con l’apertura dell’Anno Giudiziario. Con la sospensiva del Tar la ‘partita sulla Giustizia ripartirebbe da zero: nuove date, nuova sfida tra ‘no’ e ‘sì.


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