Anni fa il basket di Avellino era competitivo ai massimi livelli. Per una competizione internazionale ospitò una formazione israeliana, accompagnata da un numero spropositato di agenti dei servizi segreti e a quel tempo non c’era alcun segnale di antisemitismo che potesse giustificare la loro ingente presenza. Di recente abbiamo scoperto che giornalisti e operatori umanitari italiani sono stati spiati dalla sofisticata tecnologia di ‘Paragon’, sistema informatico venduto al nostro governo da Israele Trump usa ICE, suo brutale, personale esercito, per eliminare il dissenso e i migranti con molte migliaia di arresti e l’elogio ai “patrioti” che assassinano cittadini inermi e senza alcuna colpa, che incarcerano bambini di pochi anni. In trasferta nel Bel Paese, con la loro presenza a tutela degli atleti americani trasformano le Olimpiadi invernali di Cortina in una filiale del palcoscenico propagandistico del tycoon. Insomma un altro schiaffo degli amici Usa all’Italia che non sarebbe in grado di garantire la sicurezza e subisce la presenza del braccio armato dello psicopatico presidente degli Stati Uniti che il nostro ministro degli Interni, ispirato dal trumpismo delle Meloni, prova a legittimare. Nè da lui, né dalla Meloni (che non ha vergogna nel supporre Trump Nobel per la Pace) e neppure da un qualunque esponente dell’esecutivo reazioni indignate per il nuovo omicidio di agenti dell’Ice che hanno ucciso un infermiere intervenuto in difesa di due donne e per il fermo di una bimba di due anni, di suo padre finiti in un centro di detenzione nonostante un giudice avesse bloccato il trasferimento, o per la violenza operata con spruzzi di peperoncino urticante contro un manifestante immobilizzato.
A VISO APERTO
Se cala vistosamente d’intensità il vento di consensi, dell’incoscienza politica degli americani colpevoli del secondo mandato della presidenza Trump, si deve certamente al fallimento totale del tycoon, ma non meno all’intellighenzia di chi gli è ‘contro’: artisti, intellettuali, esponenti a della cultura che non gli risparmiano contestazioni e si espongono coraggiosamente a ritorsioni di ogni tipo. Ultimo a denunciare il trumpismo è Roger Waters, leader della favolosa band Pink Floyd, schierato con le proteste italiane a favore della Palestina, impegnato contro il genocidio. Intervistato dal ‘Fatto Quotidiano’ non ha risparmiato critiche e accuse anche alla Meloni, “la vostra Mussolini…Mi incoraggia l’idea di ribellarci di nuovo al fascismo”. Waters ha denunciato israeliani, tedeschi e soprattutto americani, che impongono di destinare il 5% del Pil a spese militari e accedono le guerre perché produttori e venditori di armi “risorse sottratte a istruzione, sanità, diritti sociali”. Ai Pink Floyd sarà difficile, se non impossibile, promuovere tournée negli States e forse in Italia.
ONOREVOLI’ STRETTE DI MANO
Sparlate di me, basta che ne parlate. Il paradosso è condiviso dal residuale segmento dell’informazione alternativa della destra. Il rammaricato riferimento ha origini nella peraltro salvifica produzione televisiva di la7 (Tg, talkshow mattutini, pomeridiani e serali) che non trascurano la critica severa alla presidentessa del consiglio, ma inspiegabilmente nel denunciarne errori ed omissioni, proiettano come supporto iconografico infinite immagini della premier e così sostanziano la tesi dei vantaggi che derivano al soggetto Giorgia visivamente rappresentato in permanenza. Ma la denuncia cos’ha in comune con il racconto che segue? Ne ha, se riemergono dalla memoria visiva le immagini inutilmente condannate delle calorose strette di mano della Meloni con Trump, Orban, Netanyahu che ripropongono l’indecenza di relazioni tra soggetti picconatori della democrazia.
TOMMY ROBINSON, esponente della destra estrema britannica, che l’enciclopedica degli internauti etichetta come politico criminale e la giustizia inglese persegue per aggressioni, commercio di droga, frode, violenze, appare in una foto molto esplicativa nell’atto di stringere calorosamente la mano di Salvini (sui loro volti di bronzo sorrisi beati). Trapela, da questa frase osannante, la stima per il ministro italiano: “Sono onorato di stringere la mano a un uomo che seguo, un leader senza paura, un uomo forte dell’Europa”. Che dire, siamo caduti anche noi nell’errore deli “…basta che ne parlate”. Pardon.
Scopri di più da La voce Delle Voci
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

















