LO SPARABALLE

Collodi, fosse in vita, scriverebbe il seguito del suo capolavoro ‘Pinocchio’, grato per la disponibilità a farsi raccontare di un paio di amici quali sono il tycoon Trump e la signorina presidentessa italiana del consiglio “Yo soy Giorgia, donna, madre, cristiana” che non si risparmiano nello sparare bufale auto-smentite con tanto di incontestabili documenti. Dunque: the american president, la proterva reiterata minaccia di appropriarsi della Groenlandia e la bufala sulla sovranità danese della Groenlandia, è smentita da documenti degli stessi USA. Bufale. La prima: la richiesta ovviamente negata dal premier norvegese di assegnargli lil premio Nobel per la Pace come riconoscimento per aver fermato otto guerre. Nel messaggio Trump parla di una decisione negativa presa dal “tuo Paese”. In realtà, l’assegnazione del Nobel per la Pace non dipende dal governo norvegese né dal primo ministro, ma viene assegnato da un comitato indipendente che opera separatamente dalle istituzioni politiche. Di più e peggio: non esiste riscontro delle otto fantomatiche guerre che avrebbe fermato. Nella migliore delle ipotesi, si potrebbe parlare di tregue fragili o di dispute diplomatiche ancora aperte. In alcuni dei casi citati dal Tycoon, non ci sarebbe mai stata una guerra da fermare.  Trump mente anche sostenendo che la Danimarca non avrebbe diritti di proprietà sull’isola. A smentirlo non sono Oslo o Copenhagen, ma documenti ufficiali degli Stati Uniti. Nel 1916 hanno riconosciuto ufficialmente la sovranità danese sulla Groenlandia. Ma Trump insiste e dichiara che la presenza storica della Danimarca nell’isola si ridurrebbe allo sbarco di una sola nave centinaia di anni fa. Altra bufala: con un documento e una dichiarazione ufficiale riportati dal sito del Dipartimento di Stato Usa a firma del segretario Lansing, il governo americano affermava di non opporsi all’estensione degli interessi politici ed economici della Danimarca “all’intera Groenlandia”. Si tratta di un documento molto pesante dal punto di vista politico, oltre che giuridico. Con un atto formale, gli Stati Uniti riconobbero la sovranità danese sull’isola e la posizione non cambiata negli anni. Risulta confermata proprio dagli accordi tra i due Paesi, come quello sulla sicurezza.

NON FOSSE DA COMPATIRE la malandata condizione psicofisica di Trump, desterebbe una risata di scherno la ‘vignetta’ che lo ritrae mentre pianta la bandiera americana sul suolo della Groenlandia.


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