L’ITALIA TRA “SI e NO”

Sentenza degli esperti del clima: viviamo l’inverno più caldo di sempre e gli psicologi si chiedono se le temperature anomale abbiano conseguenze sulla normale funzionalità della materia grigia umana. Alcuni eredi di Freud, investiti del quesito “ma gli italiani patiscono più di altri il caldo e i relativi comportamenti?” rispondono con un sofferto “si” e lo deducono da un “no”, ovvero dal rinvio sine die della trasferta artica dei nostri militari che la signorina presidentessa del consiglio non esclude, ma rimanda al tempo di supposte partnership con la Nato. E va oltre, garantisce (glielo ha comunicato via cellulare l’amico tycoon?) che Trump non confermerà anche nel ‘caso’ Groenlandia il potere ‘assertivo’ di cui ha fatto sfoggio con il blitz anti Maduro, che ha minacciato anche in Iran e gli riconosce l’amica italiana di Palazzo Chigi.  Per chi non avesse confidenza con l’aggettivo in questione (da Treccani): “Apodittico, asseverativo: di persona o di carattere che rivelano decisione (ovvero carattere deciso, determinato, imperioso, risoluto)”. Comunque, “No di Roma” all’esercitazione militare congiunta di Francia, Germania, Svezia, Norvegia e Danimarca in Groenlandia, in risposta alle pressioni di Donald Trump su Copenaghen per ottenere un controllo diretto dell’isola. “NO”, all’iniziativa pre elettorale che ricorda il comandante Lauro (pasta e scarpe in cambio di voto favorevole), ovvero fino a centomila euro’donati’ ai cittadini della Groenlandia favorevoli all’annessione Usa.

E COME L’HANNO PRESA gli storici abitanti dell’Artico? Con un inequivocabile “Make America go away’ e migliaia nelle strade da Nuuk e Copenaghen per resistere al ‘conquistatore’ Trump alla sua violenta provocazione “Vi seppellisco sotto i dazi se non mi date la Groenlandia”. Il primo ministro Jens-Frederik Nielsen sarebbe dovuto rimanere a Copenaghen fino a domani. Ma ha piantato in asso la delegazione dei parlamentari americani in visita nella capitale danese, per tornare a casa, mettersi alla testa del corteo e scandire slogan popolari: “La Groenlandia non è in vendita” e il vecchio, collaudato ed evidentemente tornato a nuova vita: “yankee, go home”.

E LA MELONI? Costretta a co-firmare con sei partner europei la difesa della sovranità della Groenlandia e quindi della Danimarca, sostiene in sintonia con Washington anche la finta preoccupazione americana per la presenza nell’Artico di russi e cinesi. Solito equilibrismo.


Scopri di più da La voce Delle Voci

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento