GAZA / LA TRAGICA FARSA DEL “BOARD OF PEACE” MADE IN TRUMP

La ciliegina sulla torta verrà piazzata mercoledì 21 gennaio nella impareggiabile cornice di Davos, dove si svolge dal 19 al 23 la 56esima edizione del ‘WORLD ECONOMIC FORUM’ (WEF), la super kermesse dei potenti della Terra che da anni vogliono disegnare il Nuovo Ordine Mondiale.

In quella occasione, infatti, verrà ufficialmente presentato al mondo il “BOARD OF PEACE FOR GAZA” tanto desiderato dal padrone della Casa Bianca (e ormai di mezzo mondo), Donald Trump.

In perfetta sintonia con lo stile WEF, già esulta il capo dei consiglieri economici del Tycoon, Kevin Assett: “Il Presidente mercoledì nel suo discorso porrà le basi del Nuovo Ordine Mondiale”. Capito?

 

IL NUOVO ORDINE MONDIALE GRIFFATO TRUMP

Per cominciare a costruirlo, in appena due settimane e mezzo (molto meno delle proverbiali 9 settimane e mezzo cinematografiche), l’impareggiabile ‘The Donald’ ha dato il meglio di sé, esibendo un fantasmagorico repertorio di colpi che più ad effetto non si può, e trasformandosi, di volta in volta, nel novello Napoleone, oppure nel redivivo Benito o, nei giorni più performanti, nella sagoma di Adolf.

L’attacco in Venezuela. Sopra, Donald Trump e Jared Kushner

Esordio col botto di Capodanno a Caracas, quindi in rapidissima raffica gli obiettivi dei prossimi 10 mesi, e presentarsi davanti al popolo yankee per le elezioni di medio termine con uno stratosferico bottino in saccoccia. Per le Americhe, nel mirino le prossime prede sono Colombia e Cuba; ma negli ultimi giorni frullano per la tesata del Capo sogni ghiacciati. La Groenlandia è ormai cosa fatta: rottura totale con la UE che già non conta nulla, implosione della NATO, e così eccoci al 51esimo Stato a stelle e strisce. Pensate cosa è successo poche ore fa: una trentina di soldati UE sono andati per un’esercitazione nei ghiacci di Nuuk e The Donald ha subito replicato con l’aumento dei dazi per i paesi che hanno inviato quell’ESERCITO! Non è finita qui: perché – ultimissima – anche l’Islanda farà parte dell’Impero americano: come ha trionfalmente annunciato l’ambasciatore Usa a Reykjavik…

Chi era mai il Dottor Stranamore partorito dal genio di Stanley Kubric e interpretato da un eccelso Peter Sellers?

Ma torniamo a bomba. Ossia al già mitico super “Board of Peace for Gaza”. Preannunciandovi che c’è poi un altro organismo appena tenuto a battesimo, ossia il “Governo Tecnico Palestinese” che si interfaccerà col Board per realizzare i faraonici dreams verso la hollywoodiana Striscia del futuro. Un Governo (sic) da brividi: a base di INFILTRATI SPECIALI…

 

ECCO IL SUPER TEAM FOR GAZA

Ovviamente presieduto dal Tycoon, ecco la formazione che scende in campo, integrabile con possibili ulteriori ingressi.

Tony Blair

BLAIR TONY – Saranno lui e Jared Kushner (vedi a seguire) i veri ‘strateghi’ della maxi operazione, i due CEO della super macchina, i timonieri della gigantesca SPA che sta per decollare. L’ex premier britannico (e laburista, sic!) in questi ultimi anni ha posto al servizio della Casa Bianca il suo ‘Tony Blair Institute for Global Change’, in perfetta sinergia con Kushner, visto che entrambi intrattengono da tempo proficui ‘rapporti’ con i paesi arabi moderati che contano. Fa venire i brividi l’idea che i paesi arabi abbiano ‘digerito’ la figura di Blair, il vero regista della tragica farsa delle false prove contro Saddam Hussein sul possesso delle armi di distruzione di massa, servita a scatenare l’invasione e il massacro della popolazione irachena nel 2003. Mesi fa la ‘Voce’ aveva anticipato il ruolo che sarebbe toccato a Blair nel pezzo messo in rete il 27 settembre 2025,

TONY BLAIR / ECCO IL NUOVO GOVERNATORE DI GAZA. A GENOCIDIO COMPIUTO

 

KUSHNER JARED – E’ Il cognato del presidente Trump, che lo ha investito di poteri speciali per tutta l’area del Medio Oriente, vista la sua ‘profonda’ esperienza in materia. Come detto, forma una splendido tandem d’attacco per il team pro (sic) Gaza. Uomo d’affari di gran successo, è il Ceo del super fondo ‘Affinity Partners’. L’ultima star del suo firmamento si chiama ‘CADRE’, start up immobiliare in cui si trova in compagnia d’un tris d’assi del calibro di George Soros, Peter Thiel e Goldman Sachs’: la novella start up è stata subito baciata dalla fortuna, avendo già ricevuto un generoso prestito da 1 miliardo di dollari da una serie di prestigiose banche a stelle e strisce. Last but non least, l’infaticabile genero presidenziale dirige anche l’‘American Technology Council’.

Ajay Banga

BANGA AJAY –  Manager e banchiere di origine indiana, è oggi il presidente della Banca Mondiale. Nel pedigree una serie di poltronissime. Ad esempio, è stato Ceo di ‘Mastercard’ e poi al vertice di ‘Exor’, la holding di casa Agnelli-Elkann. E fu proprio durante la presidenza Exor che Joe Biden lo individuò e scelse come numero uno della Banca Mondiale. Il suo ruolo all’interno del Board sarà soprattutto quello di controllare i conti dell’Autorità Nazionale Palestinese, una supervisore a tutti gli effetti.

GABRIEL Robert – Si tratta del Vice Consigliere per la Sicurezza Nazionale della Casa Bianca. Non si sa bene a quale titolo sia membro del Board né quale specifico incarico gli sia stato assegnato.

RUBIO MARCO – Tanto per avere i fedelissimo del Tycoon in formazione, non può certo mancare la figura del Segretario di Stato, l’alter ego di Donald Trump.

Steve Witkoff

WITKOFF STEVE – Come è ovvio sia presente nel Board il super Inviato Speciale della Casa Bianca per il Medio Oriente, presente in tutte le missioni in quell’area bollente. Sarò interessante vedere come marcherà il territorio nella coabitazione con Kushner.

MLADENOV NICKOLAY – Eccoci ad un’altra figura strategica. Si tratta dell’ex ministro prima alla Difesa e poi ai Trasporti nel governo bulgaro capeggiato dal conservatore Boyko Borisov tra il 2015 e il 2020. Dal 2022 è direttore del think tankAnwar Gargash Diplomate Academy’ di Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti. Per alcuni anni è stato in coordinatore delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente. Sarà Mladenov la figura di collegamento tra il Board e il governo palestinese.

ROWAN MARK – Non poteva mancare la figura di un altro grosso imprenditore  Usa e grande amico del Tycoon, figurando in cima alla hit dei generosi ‘donatori’ per le sue campagne presidenziali. E’ in sella ad un maxi fondo di private equity, ‘Apollo Global Management’. Altra ottima credenziale: è un fiero sostenitore del governo Netanyahu, un razzista duro e puro, ritiene i palestinesi una feccia, ha più volte manifestato piene solidarietà a Big Donald per le manganellate alle manifestazioni studentesche anti-Trump.

Si legge in una nota diramata dalla Casa Bianca: “Ogni membro del Board supervisionerà un portafoglio definito, fondamentale per la stabilizzazione e il successo a lungo termine del progetto per Gaza. Per cui, a titolo esemplificativo ma certo non esaustivo, il rafforzamento delle capacità di governance, l’attrazione di investimenti, i finanziamenti su larga scala e la mobilitazione di capitali”.

Come si conviene in una grande SPA

 

E LA BANDA DEGLI “INFILTRATI SPECIALI”

Eccoci al piatto forte.

Perché se si può persino prevedere un Board popolato da fedelissimi di Trump & faccendieri, molto meno ipotizzabile è un ‘governo palestinese’ totalmente taroccato, creato in modo scientifico dalla Trump band, popolato da ‘tecnici’ moderati se non rincoglioniti e, soprattutto, dai 4 fondatori dalla GAZA HUMANITARIAN FOUNDATION (GHF) inventata dal boia di Tel Aviv Bibi Netanyahu che ha letteralmente massacrato i palestinesi con la trappola degli aiuti umanitari.

Roba da non credere, davvero ai confini della realtà. Un ‘governo’ farlocco composto da palestinesi filo israeliani oppure da veri e propri israeliani. Il massimo della fantasia criminale!

Passiamo subito ad alcuni profili che vi faranno ben capire la perversa strategia che Donald & Bibi sono riusciti a mettere in campo (e il premier kapò fa pure il finto tonto e dice che non gli sta bene…).

Partiamo dal numero uno, ossia il ‘capo’ di questo governo palestinese fantoccio. Si tratta dell’ex ministro per la Cooperazione e Pianificazione prima e per i trasporti poi dell’Autorità Nazionale Palestinese, Alì Shaaf. Basti dirne sola una per intendere lo spirito del personaggio: ha subito proposto di raccogliere tutte le macerie di Gaza – pari a circa 60 milioni di tonnellate, un’enormità – per farne poi degli isolotti artificiali da collocare vis a vis con la costa di Gaza. Tenete presente che si tratta di macerie che contengono quintali di sostanze tossiche, amianto a go go, e montagne di resti umani, corpi palestinesi sepolti con il Genocidio. Non solo quindi delle vere bombe ecologiche, ma anche un oltraggio per la memoria di quelle vittime innocenti!

Passiamo alla banda dei 4, i protagonisti nell’ascesa della famigerata Gaza Humanitarian Foundation che ha messo in pratica per svariati mesi il ‘Piano Aurora’ scientificamente elaborato dall’‘Institute for Zionist Strategies’: dalle menti più raffinate del sionismo spinto. Tutto detto.

GOFMAN ROMAN – Uno dei più ascoltati consiglieri di Netanyahu, il che la dice lunga sulla vera essenza del governo palestinese farlocco. E’ da non pochi considerato il vero trait d’union fra gli apparati di sicurezza e d’intelligence israeliana e il governo tecnico palestinese, d’amore e d’accordo per la Gaza del futuro.

Michael Eisenberg

EISENBERG MICHAEL – Un grosso investitore israeliano e, soprattutto, il fondatore di ‘Aleph Fund’, noto per i suoi maxi investimenti nel settore tecnologico di Tel Aviv. Fin dall’inizio del cessate il fuoco fasullo dell’8 ottobre 2025, ha svolto il ruolo di consigliere ‘informale’ di Kapò Netanyahu.

LIGHSTONE ARYEH – Politico e diplomatico israelo-americano. Già impegnato a fondo nei dossier mediorientali durante la prima amministrazione Trump. Legato a filo doppio con le lobby pro-Israele negli Stati Uniti,  ha contribuito in modo decisivo alla legittimazione di GHF a livello internazionale.

TANCHMAN LIRAN – Grosso imprenditore di Tel Aviv sul fronte della cyber-security, ha stretti rapporti con i servizi israeliani interni ed esteri, vale a dire i potentissimi Shin Bet e MOSSAD. Ha fornito a GHF il più robusto supporto sotto il profilo tecnologico.

Va rammentato, comunque, che la ‘farsa’ è arrivata alla sua FASE II mentre continuano senza tregua i bombardamenti dell’esercito assassino di Tel Aviv, con una media di 7-10 morti al giorno di cui nessuno dà più notizia e nonostante la ‘tregua’! Che ci vorranno mesi per smuovere quelle decine di tonnellate di macerie; che le milizie di Hamas (la quale – ricordiamolo sempre – è stata finanziata dall’esecutivo di Tel Aviv fin dal 2014 in funzione anti Autorità Nazionale Palestinese, quella vera) non hanno ancora deposto le armi. Eppure la band Trump-Blair-Kushner festeggia e stappa lo champagne!

Infine, arrivederci a domani per l’inaugurazione in pompa magna del WORLD ECONOMIC FORUM 2026, il celebre meeting nel corso dei decenni promosso e organizzato dall’ex banchiere tedesco Klaus Schwab, di storiche simpatie nazista, con un collaboratore (dietro le quinte) d’eccezione: Bill Gates. Cin cin.


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