In latino per gli italiani istruiti e consapevoli che hanno firmato per il “NO” al prossimo referendum, in italiano per chi ancora resiste all’invito di bocciare la cosiddetta riforma della giustizia: come didascalie per la geniale vignetta di Rino Schettini
[TRANSFUSIO BILIS: problemata hepatis Primo Ministro, perculso quingentis milibus subscriptionum “non” separationi curriculorum. Optima vota pro celeri convalescentia et initio therapiae detoxificationis intravenosae.]
“TRAVASO DI BILE: problemi di fegato per la signorina presidentessa del consiglio sconvolta per le 500mila firme dei “NO”” alla separazione delle carriere. Auguri di pronta guarigione e intenza terapia di flebo disintossicanti”
SI TEME CHE IL DISTURBO della Meloni sia contagioso e abbia infettato il ministro Nordio, il quale, campione di plateali contraddizioni, afferma che la separazione è necessaria per rafforzare l’autonomia e l’imparzialità della magistratura e confessa l’obiettivo di sottomettere i Pm al potere del governo.. Gli oppositori sostengono che, frammentare la magistratura e introdurre una maggiore discrezionalità nella scelta dei PM, li rende più vulnerabili all’influenza politica, meno indipendenti dal Governo, li trasforma in “ostaggi della politica”.
TITOLI DA SITI INTERNET: “La separazione delle carriere già esiste: solo l’1% dei magistrati cambia carriera, una quarantina di magistrati sugli 8.000 in servizio”…“Carriere separate specchio per allodole. L’obiettivo è porre i pm sotto il Governo” (dichiarazione dell’Associazione Nazionale Magistrati)…“Giudici e Pm saranno più prossimi alla politica”. Altro che terzietà e imparzialità!
UNA LETTERA DEL ‘94 firmata da Nordio, quando era pubblico ministero, dimostra che all’epoca era contrario alla divisione delle carriere dei magistrati con funzioni requirenti e funzioni giudicanti. Nel primo punto della lettera sottolineava che “nella storia dell’Italia repubblicana l’indipendenza del Pm rispetto all’esecutivo e l’unicità della magistratura ha rappresentato in concreto la garanzia per l’affermazione della legalità e la tutela del principi di eguaglianza dinanzi alla legge”.
IN STRETTA CONNESSIONE CON L’ATTUALITÀ: fosse già approvata la ‘riforma, si può star certi che il governo avrebbe impedito ai Pm di indagare i reati dei componenti e del presidente dell’Authority per la privacy e non avrebbe bocciato lo sperpero di 800 milioni inutilmente spesi per le cattedrali nel deserto dei centri albanesi per migranti, che la Meloni continua a giustificare urlando “Funzioneranno”.
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