IL NUOVO RAPPORTO CENSIS SULLA SANITA’

Ogni anno il CENSIS pubblica un dettagliato Report sullo stato dei servizi sociali e sanitari in Italia. Lo ha fatto anche quest’anno, evidenziando fragilità del sistema e resilienza dei cittadini. Questo 59° Report, infatti, è intitolato “Operatori sotto pressione e cittadini in ansia”.

Il Report rappresenta un Paese che resiste alle crisi, ma che mostra segnali di un forte affaticamento a causa di irrisolte carenze strutturali del SSN e delle tante nuove fragilità emerse tra la popolazione italiana.

Il Censis descrive una sanità che oggi opera sotto un forte stress, con un incremento dei casi di operatori aggrediti e costantemente sotto pressione, con cittadini sempre più scoraggiati e in ansia per le lunghe liste di attesa. Cittadini che spesso rinunciano a farsi curare perché vivono in un paese in cui il welfare è in difficoltà e, allo stesso tempo, invecchiano rapidamente e sperimentano nuove forme di povertà. Il Rapporto descrive un sistema dove la salute è ancora centrale, ma a rischio. La rete sociosanitaria è sottoposta a sfide urgenti su questioni vitali, quali la scarsa disponibilità di personale, la sicurezza degli operatori, un territorio sempre più sguarnito e un incremento fuori controllo della non-autosufficienza. Tutte questioni che richiederebbero interventi coordinati per evitarne il collasso, a fronte di una domanda crescente.

I capitoli chiave del Rapporto sono i seguenti:

  1. Operatori sotto pressione. Per l’aumento esponenziale di aggressioni e violenze contro il personale che quindi lavora in condizioni di stress e di insicurezza.
  2. Cittadini in ansia.La popolazione teme di scivolare in una condizione di non autosufficienza e di conseguente mancanza di supporto assistenziale, con incremento della sfiducia nel welfare pubblico.
  3. Rinuncia alle cure.Molti italiani sono costretti a rinunciare sia a visite che ad esami clinici per motivi economici e per le lunghe liste d’attesa.
  4. Invecchiamento e conseguente incremento della domanda di salute.L’Italia è un Paese che invecchia rapidamente e aumenta la pressione sui servizi sanitari.
  5. Welfare fragile.Il sistema di welfare, considerato una volta eccellenza nel mondo, non riesce più a garantire una protezione adeguata a fronte delle nuove fragilità sociali.

Il report conclude individuando una “Triplice Sfida” verso il futuro:

  1. Prima sfida. Attenzione a una Sanità sotto pressione per un incremento dei bisogni e per la difficoltà di fornire risposte adeguate.
  2. Seconda sfida. Consapevolezza di una demografia in continua trasformazione,a causa dell’ormai irreversibile invecchiamento della popolazione assistita.
  3. Terza sfida. Dover affrontare gli esiti di una Protezione Sociale sempre più incerta, a causa della persistente carenza delle risorse messe a disposizione e della mancata integrazione tra servizi sanitari e sociali divisi organizzativamente e, spesso, affidati a Enti diversi che non dialogano tra loro. La risposta sanitaria rimane sempre di tipo ospedaliero a causa dei colpevoli ritardi nella transizione territoriale della centralità organizzativa del sistema. Ritardi che implicano deficit assistenziali e intasamento dei pronto soccorso ospedalieri.

In sintesi, questo Rapporto dipinge il quadro di un sistema sanitario ancora fondamentale ma a forte rischio, che necessiterebbe di massicce riforme strutturali e di grandi investimenti per reggere l’urto delle attuali sfide demografiche e sociali, e per evitare che le fragilità prendano il sopravvento sulla resilienza individuale.

Le capacità di adattamento dei nostri concittadini compensano solo in parte le carenze strutturali del SSN. Comunque, dall’indagine del Censis, risulta che più di tre italiani su quattro pensano che, se dovessero diventare non autosufficienti, non troverebbero una assistenza adeguata. È questo il sentimento che si riscontra in tutte le generazioni, amplificato dalla paura di rimanere da soli di fronte a una malattia cronica o anche solo di fronte all’ineluttabile invecchiamento.

Il 59° Rapporto Censis sulla situazione sociosanitaria del Paese rivela così, da un lato, una crescente fragilità, ma dall’altro anche alcuni punti di forza degli italiani. Questi, pur resistendo alla crisi, riportano segni di un affaticamento ormai cronico.

Il Censis sottolinea che il presente non può limitarsi a essere vissuto. Deve essere valutato e affrontato. In sanità, ciò significherebbe ricostruire la fiducia, rafforzare le reti territoriali, investire nelle capacità di risposta del pubblico e riportare il diritto alla cura al centro di un nuovo patto sociale tra il governo e i cittadini.

In conclusione, il Report restituisce una analisi attenta della società italiana, a partire dagli aspetti che riguardano la salute.

In sostanza il nuovo Rapporto mette in evidenza le difficoltà del SSN. Nell’ultimo anno un medico su quattro ha subito minacce. Chi dovrebbe essere tutelato perché tutela gli altri risulta essere il più esposto. La fatica del sistema ricade innanzitutto sugli operatori sanitari.

Il Censis rileva anche un’ansia diffusa tra i cittadini, circa l’80% teme che il sistema non sarebbe in grado di assisterli in caso di non autosufficienza. Lo stesso timore emerge di fronte a possibili emergenze climatiche, ad eventuali nuove pandemie o ad altri eventi estremi.

I Caregiver, infine, costituiscono l’altra faccia drammatica della fragilità. Il rapporto dedica attenzione a quei familiari che svolgono tale funzione. Sono stimati in sette milioni coloro che si prendono cura di familiari non autosufficienti. Il loro benessere psicofisico appare fortemente compromesso. La maggior parte di loro riferisce sintomi depressivi, con un impatto più marcato tra le donne. La conciliazione tra cura e lavoro è limitata, risulta infatti che solo il 14% ha beneficiato di orari flessibili e che i periodi di assenza dal lavoro hanno riguardato appena il 10% dei caregivers. Sono dati che evidenziano come il sistema non supporti nemmeno chi quotidianamente sostiene il SSN dall’interno delle famiglie, rendendo urgente una politica capace di integrare caregivers, lavoro e nuove forme di welfare.

Questi dati vanno letti alla luce dell’aspettativa di vita, salita a oltre 85 anni per le donne ed a 81 per gli uomini con un incremento di circa cinque mesi nell’ultimo anno. I centenari in Italia sono arrivati a 23.548, rispetto ai 594 del 1960 e ai 4.765 del 2000. Il Censis rileva infine che gran parte di una generazione di anziani vive come “eterni adulti”, ossia sono attivi, consapevoli e determinati a prolungare l’a loro esistenza sfuggendo alle malattie, grazie anche alle proprie risorse finanziarie che custodiscono per trasmettere a generazioni future, che non potranno mai accumulare. Questa longevità amplifica il bisogno di cure, di prevenzione e di assistenza territoriale, e ciò rende la sostenibilità del welfare una sfida centrale per la sanità. Infine, il Censis mostra un’Italia che resiste, che si adatta e che metabolizza la propria fragilità. Ma nel campo della salute, questa resilienza da sola non può bastare.

 


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