Clan, per gli scozzesi, non è affatto associato alla malavita come in Italia. Altrove equivale all’’idea di affinità tra gruppi di persone che condividono valori e comportamenti. Dalle nostre parti, mafie a parte, “clan” è solidarietà di gruppo. A dimensione minima, non pericolosa, si moltiplicano i club di categorie professionali, culturali, religiose, di ‘mutuo soccorso’ che assicurano ai ‘soci’ privilegi, favori, vantaggi di ogni tipo.
LA SUA PEGGIORE INTERPRETAZIONE? Le mafie, il ‘caso’ italiano dell’adesione alla loggia eversiva della P2 che ha ingolosito politici, militari di alto grado, banchieri, corrotti e corruttori, perfino personaggi del clero. Versioni meno pericolose sono le aggregazioni di interessi mascherati dalla condivisione di ideologie, ovvero i partiti e ancor più le correnti al loro interno.
IN QUESTO QUARTO DI SECOLO il fenomeno assume dimensione internazionale con il convergere di sovranismi e ondate crescenti della destra in metà e forse più del pianeta, con forme contemporaneamente coincidenti o variamente divergenti. Lo certifica e spaventa l’amichettismo del fil noir che la destra tesse praticamente indisturbata, ossessione tristemente estranea alla speranza di un moto rivoluzionario di contrasto. L’effetto delle sinergie esplicitamente manifeste, che saldano l’antidemocrazia dominante, si manifesta nella crescente negazione dei diritti, del diritto e con il dominio dispotico della forza bruta.
IL DECRESCENTE CONSENSO di Trump, parziali insuccessi europei della destra e le crepe del favore popolare che preoccupano il dittatore ungherese, sono un forse segnale d’inversione dello tsunami che si è contemporaneamente abbattuto sugli States, su Russia, Israele, Spagna, Germania, Italia, parte dell’ex Urss, sull’illiberale Ungheria. È quello che si augurano gli oppositori, anche se per il momento il mezzo di sembra fermo allo stadio embrionale.
Ma di sicuro qualcosa c’è: il dittatore Orban è costretto dalla paura per le indicazioni dei sondaggi a coinvolgere con un accorato sos esponenti della destra internazionale, li spinge a a filmarsi mentre sollecitano voti a favore del loro amico. Pronta, affettuosa la risposta di Salvini-Meloni. La signorina presidentessa del consiglio la fornisce fianco a fianco della Weidel, leader dell’Afd, il partito neonazista tedesco da cui la Meloni vorrebbe stare lontana per fingere di non condividerne l’estremismo. Partecipano al video il dittatore argentino Milei, il capo dei Vox, dell’estrema destra spagnola e la francese Le Pen, il criminale Netanyahu che oggi si è imbarcato sull’aereo di Stato e non ha reso nota la destinazione della ‘trasferta’ per sorvolare in incognito Paesi che dovrebbero arrestarlo come prescrive la Corte Penale Internazionale. Ecco, questi appelli agevolano l’interpretazione critica del fenomeno “Clan” e spiegano il parziale mutamento della posizione di Giorgia sul raid militare degli Usa in Venezuela. Commentato ‘a caldo’ come legittimo, poco dopo criticato per non deludere parte del suo elettorato contrario all’operazione Usa di Caracas.
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