IRAN / IL RUOLO DI CIA & MOSSAD. E I NUMERI TAROCCATI

Il capo della Casa Bianca Donald Trump, sempre più in versione dottor Stranamore, incita i ‘manifestanti’ iraniani ad intensificare le proteste, esprime tutta la sua solidarietà e soprattutto annuncia che sta per arrivare il massiccio aiuto militare a stelle e strisce.

La benzina sul fuoco è rappresentata, in questo scenario, soprattutto dai NUMERI, su morti e feriti: un’impressionante escalation giorno per giorno, secondo i media occidentali arruolati al servizio del Padrone yankee.

E sapete chi controlla questa tragica contabilità? ‘Human Rights Activists New Agency’, HRANA per i suo fans, una Ong che non ha sede a Teheran, come ci si aspetterebbe: ma a Fairfax, in Virginia, ed è finanziata dal governo statunitense. Capito?

 

 

QUANDO SI DANNO I NUMERI

Vediamo allora come stanno davvero le cose, al di fuori dei depistaggi mediatici messi in campo dal mainstream occidentale.

La disinvolta Ong fa sapere che “le cifre si basano su dati aggregati  da attivisti sul campo e all’estero, con verifiche tramite documentazione visiva, testimonianze e fonti mediche, nonostante le restrizioni comunicative imposte dal regime”.

Quartier generale a Fairfax, in Virginia appunto, è storicamente finanziata dal generoso National Endownment for Democracy’ (NED), una delle numerosissime agenzie governative ‘taroccate’: NED, infatti, fu creata per “promuovere la democrazia all’estero”. E si è invece subito trasformata in uno dei più influenti strumenti per promuovere golpe o ‘primavere’ in mezzo mondo. In sostanza, ha svolto molte operazioni prima assegnate alla CIA e successivamente affidate ad un organismo più ‘soft’, e più sofisticato.

Trump ha subito previsto, fin dal suo insediamento, un drastico taglio ai fondi per molte agenzie federali, tra cui NED, of course. Che invece continua ad operare del tutto indisturbata, come se nulla fosse, usufruendo del suo pingue budget e finanziando sigle come HRANA, super impegnata ora sul fronte della novella primavera iraniana.

Non è certo finita qui. Perché le attività di HRANA sono molteplici. Fra cui spicca anche quello di fungere da agenzia di notizie. E, a Teheran, unisce i suoi sforzi con quelli della consorella, ‘Human Rights Activists in Iran’, stavolta HRAI per i suoi aficionados.

Vediamo subito cosa c’è dietro questa ulteriore sigla della band. E’ stata fondata, HRAI, esattamente vent’anni fa, nel 2006, per impulso di un attivista iraniano e fiero oppositore del regime degli ayatollah, Kayvan Rafiee. Guarda caso anche stavolta ha sede a Fairfax  e nel 2010 è stata registrata come ente benefico. E caso vuole che nello stesso anno, il 2010, Rafiee abbia ottenuto l’asilo politico negli Stati Uniti, dopo non poche vicissitudini in patria, a base di arresti e detenzioni per la sua attività anti regime.

Il reporter investigativo americano Michael Tracey, in un post su X del 12 gennaio denuncia: “I grandi numeri di morti in Iran per la gran parte diffusi dai media provengono dall’organizzazione ‘Human Rights Activists in Iran’, finanziata in modo schiacciate dal governo Usa. Qual è la metodologia? E’ credibile? A chi importa? Basta pompare grandi numeri”. In un successivo post, del 13 gennaio, Tracey sottolinea che NED ha ricevuto grossi fondi governativi sia per il 2025 che già per il 2026 (alla faccia dei propositi griffati Trump); e che HRAI si dichiara espressamente un suo “beneficiario”. Più trasparenti (e democratici) di così….

Tanto per disintossicarci dai soliti commenti dei nostri maitre a penser, regolarmente genuflessi davanti al Padrone Usa, scorriamo opinioni e pareri alternativi, di ex diplomatici e politologi veri, non taroccati.

 

IL RUOLO STRATEGICO DI CIA & MOSSAD

Partiamo dalle lapidarie parole di John Mearscheimer, uno che ha masticato e mastica di geopolitica quando ancora il termine non esisteva (oggi inflazionato).

John Mearscheimer

Israele vuole che gli Stati Uniti intervengano militarmente contro l’Iran per spostare l’attenzione da Gaza. Una guerra regionale più ampia può creare lo spazio politico necessario per portare avanti nuove operazioni di deportazione dei palestinesi di Gaza e della Cisgiordania occupata”.

Le più grandi operazioni di pulizia etnica compiute da Israele nei decenni sono avvenute durante grandi guerre”.

L’idea è che se si arriva ad una conflagrazione regionale, gli Stati Uniti e il resto del mondo saranno concentrati sull’Iran. E’ in quel momento che gli israeliani ripuliscono”, sotto il profilo etnico e portano a termine la deportazione di quel che resta del popolo palestinese.

Passiamo alle frasi di un ambasciatore di lunghissimo corso (anche in Iran dal 2008 al 2012 e in Cina dal 2013 al 2015), Alberto Brandanini.

Non difendo affatto il regime iraniano, che non è una democrazia. Ma è evidente che le proteste di piazza sono almeno in buona parte orchestrate da Mossad e Cia, come ammesso da Mike Pompeo, Segretario di Stato sotto Trump. Si tratta di una rivoluzione ‘colorata’ simile a quella di piazza Maidan in Ucraina, con teppisti e terroristi che provocano reazioni violente. L’obiettivo non è la democrazia, ma instaurare un governo filo americano”.

Alberto Brandanini

Gli americani vogliono controllare il petrolio iraniano per mantenere l’egemonia del dollaro. Se il dollaro crolla, crolla l’economia statunitense che ormai produce poco: soia, armi e tecnologie informatiche, tutto il resto viene dalla Cina. L’Iran serve come nemico ‘costruito’ per alimentare tensioni e vendere armi. Ed è un ottimo pretesto israeliano per continuare nelle sue azioni contro i palestinesi”.

Totalmente ipocrita, da parte di Trump, parlare di sensibilità per le vittime in Iran. Quando gli stessi leader occidentali, compreso Trump, hanno sostenuto il genocidio israeliano dei palestinesi. Dallo scorso 9 ottobre (la finta tregua a Gaza, ndr) sono stati uccisi centinaia di palestinesi ma non se ne parla affatto”.

Il figlio dello Scià ha evidenti legami con la Cia ed il Mossad e viene propagandato per interessi esterni. Gli iraniani guardano da sempre avanti e non indietro: vogliono una democrazia nuova, non un burattino filo israeliano, dopo che Israele ha ucciso scienziati iraniani e bombardato il paese nella guerra dei 12 giorni”.

Concludiamo, infine, con un’altra diplomatica di altrettanta esperienza, Elena Basile, reduce da un viaggio di dieci giorni a Teheran e non solo, proprio in questi giorni bollenti.

Ho voluto esprimere la mia solidarietà a un popolo martoriato da anni dall’isolamento politico ed economico occidentale: un popolo che ogni giorno è sotto attacco israelo-americano”.

Elena Basile

Il Paese appare sicuro, non ci sono blocchi di polizia, controlli per strada. Non ho mai visto automobilisti fermati dalla polizia o cittadini costretti ad esibire i loro documenti. Un popolo ospitale, profondamente colto, sembra quasi dimenticare di essere quotidianamente sotto attacco israelo-americano”.

Esistono scontri armati con la polizia soprattutto nelle città al confine con l’Irak e con la Turchia; manifestanti arrestati, accompagnati da agenti stranieri del Mossad e della Cia”.

Un giovane mi ha chiesto: ‘Lei crede che io sia un terrorista? Così la Tv di Stato iraniana chiama gli studenti scesi in piazza a manifestare’. Ho  dovuto rispondergli che legalmente sì: se gli studenti manifestano accompagnati da agenti del Mossad e della Cia, rispondendo agli appelli lanciati dal figlio dell’ex dittatore Reza Pahlavi, sostenuto da Trump e Netanyahu, finiscono per essere considerati dei terroristi”.

Una parte della borghesia benestante e affarista vuole un’economia che funzioni, è stanca della mancanza di risorse e di futuro, detesta l’oppressione sociale della Repubblica islamica, ed è pronta a svendere il Paese ad attacchi stranieri, addirittura si prostra ai nemici tradizionali, come Trump e Netanyahu”.

La signora Kaja Kallas, espressione di una burocrazia europea senza peso, vassalla e ipocrita come le marionette di una potenza colonizzata, giustifica la legge marziale in Ucraina, rimprovera il regime iraniano per le vittime civili senza far menzione dell’ingerenza straniera negli affari interni di un Paese nel quale pullulano Mossad e Cia, per la stessa ammissione di Netanyahu e Mike Pompeo, nel tentativo illegale di un cambio di governo”.

A proposito di UE, chiudiamo con le ‘storiche’ parole griffate Brandanini: “Ormai l’Unione europea è un luogo depravato dal punto di vista politico, morale, geostrategico e istituzionale. Tutta quanto viene da lì, francamente, fa vomitare”.

Parole sacrosante.

P.S. Vi proponiamo la lettura di un documentato pezzo di contro-informazione. Messo appena in rete da ‘THE GREYZONE’, è titolato  Western media whitewashes deadly riots in Iran, relying on US govt-funded regime change NGOs

 


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