Da un decennio, ma soprattutto negli ultimi anni, si è scatenata una vera e propria caccia alle ricchissime risorse della Groenlandia. A dar l’assalto soprattutto la crema dei miliardari a stelle e strisce, capeggiati dal tentacolare Bill Gates, in ottima compagnia. Tra gli altri Jeff Bezos, Michael Bloomberg, Sam Altman, Peter Thiel e via accaparrando nichel, cobalto e non solo. Ghiacci davvero dorati.
Ma anche molto pericolosi, visto le ultime arie che tirano e i bellicosi venti scatenati ad inizio anno dal sempre più famelico Donald Trump. Che rischia di scatenare un autentico incendio. Partiamo proprio dalle news su questo fronte, per poi virare sui Paperoni che nuotano tra le gelide acque artiche…
I BELLICOSI PIANI DEL TYCOON
Fa davvero sul serio, anche sul fronte della Groenlandia, il sempre più famelico Donald Trump versione 2026.
Secondo notizie diffuse dal ‘Daily Mail’, il Tycoon avrebbe ordinato al Comando Congiunto per le Operazioni Speciali (JSOC) di preparare in tempi brevissimi un dettagliato piano d’invasione. Tale decisione a quanto pare è stata sollecitata dai super falchi della sua amministrazione, capeggiati dal Vice capo di gabinetto e Consigliere nazionale per la Sicurezza Stephen Miller, di cui la Voce ha ampiamente scritto nell’inchiesta del 9 gennaio scorso
METODO TRUMP / ECCO IL SUPERCONSIGLIERE, STEPHEN MILLER
I falchi, infatti, temono che se non si agisce presto, Cina e Russia potrebbero precedere lo storico nemico nel mettere le mani sull’Artico.
A quanto pare la decisione non sarebbe condivisa dai componenti del Joint Chief of Staff formato dai Capi di Stato Maggiore di più alto rango, i quali paventano un forte contraccolpo a livello NATO e stanno cercando di ‘distrarre’ il capo della Casa Bianca con “opzioni meno controverse”, come ad esempio l’Iran.
Incredibile ma vero, stanno giocando il destino del mondo come neanche dei ragazzi al risiko…
Una attendibile fonte diplomatica, sentita dal Mail, sostiene che l’occupazione della Groenlandia provocherebbe un terremoto nella NATO. “Se Trump vuol metter fine alla Nato – le sue parole – questo potrebbe essere il modo più semplice per riuscirci”.
Sentiamo la campana del ‘Daily Telegraph’. Nel suo fresco reportage segnala ampie manovre in ambito NATO, con un particolare attivismo del premier britannico (e laburista, sic) Keir Starmer. Il Regno Unito, infatti, nelle ultime ore ha intensificato i contatti con Parigi e Berlino per valutare l’invio di una missione NATO in Groenlandia, nell’ambito dell’Operazione ‘Grande Nord’: truppe, navi, aerei per “rafforzare la difesa dell’Artico”. E, soprattutto, una mossa di deterrenza nei confronti non solo di Cina e Russia, ma anche della Casa Bianca, dopo le ultime bellicose dichiarazioni.
IL SAFARI MILIARDARIO TRA I GHIACCI
La Groenlandia è già entrata nel mirino dei super miliardari stelle e strisce da almeno un decennio.
Una data storica, infatti, è quella del 28 dicembre 2016, nella splendida dimora di ‘The Donald’ a Mar-a-Lago: qui per la prima volta gli parlò del maxi business groenlandese Ronald Lauder, l’erede della fortuna cosmetica ‘Estee Lauder’, compagno di studi alla Weston School of Business e grande finanziatore di candidati conservatori: a marzo 2025 ha versato nelle casse di MAGA Inc ben 5 milioni di dollari.
Lauder ha puntato subito su un’azienda di imbottigliamento di acque dolci, diventando socio fifty fifty di Jorgen Weaver Johansen, presidente del partito di governo locale Siumut nella capitale Nuuk e marito della ministra degli Esteri della Groenlandia, Vivian Motzfeldt. Un ottimo matrimonio d’affari. E ora sta pensando di costruire una maxi centrale idroelettrica, attraverso ‘Greenland Development Partners’, un consorzio con sede in Delaware (uno dei più noti paradisi fiscali Usa), il quale detiene una strategica partecipazione in ‘Greenland Investment Group’, a sua volta presieduto dall’ex vice segretario di Stato Usa Josette Sheeran. Incroci societari a mille, con pezzi grossi della politica, tra i ghiacci della ‘fertile’ Groenlandia…
Eccoci alla hit degli altri miliardari scesi in campo, o meglio su nevi e ghiacci.
Nel 2018 punta al colpo grosso un tris d’assi che tiene a battesimo in California ‘KoBold Metals’, una ambiziosa start up: si tratta nientemeno che di Bill Gates, Jeff Bezos e Michael Bloomberg, ai vertici della hit fra i Paperoni a livello internazionale. Il fiuto del fondatore di Microsoft per le start up, del resto, è proverbiale: nel 2010 lanciò nel settore farmaceutico Moderna che nel giro di appena 10 anni è diventata, con Pfizer, la star dei vaccini.
Il motore finanziario dell’operazione ha un nome ben preciso: ‘BREAKTROUGH ENERGY’, un maxi fondo d’investimento messo in piedi dall’onnipresente Gates. L’obiettivo del fondo è quello di “accelerare l’innovazione nelle energie verdi e costruire le industrie del futuro”. Peccato che solo un paio di mesi fa Super Bill abbia clamorosamente fatto marcia indietro sul futuro delle energie green, come la Voce ha documentato nel pezzo messo in rete il 3 novembre 2025,
BILL GATES / ALLARME CLIMA? UNO SCHERZO. ORA SOLO VACCINI
KoBold va a caccia di minerali e terre rare preziose (cobalto e nichel in pole position), molto utili come si sa per i dispositivi elettronici: l’azienda fa ricorso anche a sofisticati sistemi esplorativi basati sull’intelligenza artificiale.
E le esplorazioni si sono presto dirette verso la costa occidentale, nel mirino soprattutto l’isola di Disko e la penisola di Nugssuaq. Qui è in fase di realizzazione un giacimento che sarà per dimensioni il primo o secondo a livello mondiale, come si dichiara sicuro il Ceo di KoBold, Kurt House, secondo cui l’area Disko-Nugssuaq può essere paragonabile, per ricchezza di risorse, a quella di Norlisk, in Russia.
KoBold ha siglato un accordo con la britannica ‘Bluejoy Mining’ per l’esplorazione di altri giacimenti metalliferi. E soprattutto, nel 2022, ha fatto ingresso nel team un altro arci miliardario, Sam Altman, l’ideatore e Ceo di Open AI.
Eccoci poi all’ennesimo Paperone in rotta verso l’Artico, Si tratta di Peter Thiel, a bordo di PayPal e Palantir. Nel 2021 ha finanziato, tanto per cambiare, un’altra start up, ‘Praxis’. E sapete qual è il progetto futurista e non poco distopico messo in campo? La creazione di una ‘Città della Libertà’ tecnologicamente avanzatissima.
Non c’è alcun dubbio: il bianco accecante della Groenlandia ‘accende’ le più colorate fantasie!
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