NO, NON È LA BBC

Per il giubilo di Mediaset e in generale dell’emittenza privata la Meloni o chi per lei decidono di sfettare le risorse della Rai, nonostante sia totalmente asservita al regime di destra. 10 milioni in meno e in parallelo tanti soldi alle tv locali, sulla scia di una politica completamente sbilanciata a favore di sanità, scuola e informazione dei privati. Insomma si delinea la perversa strategia del governo di svilire il servizio pubblico con lo sguardo al futuro di un possibile cambio della guardia a Palazzo Chigi, per lasciare al centro sinistra un rottame radiotelevisivo. Regista dell’operazione sarebbe il sottosegretario Fazzolari che non fa mistero di boicottare quanto non è della destra.

Si dice che la Meloni non si accontenti più di aver consegnato la Rai ad ‘amici fidati’, di averli piazzati ai vertici dell’azienda, alla direzione di TG e programmi sfacciatamente filogovernativi.  Si è guardata intorno per far confluire a Viale Mazzini e Saxa Rubra soggetti più in linea con l’appropriazione indebita del servizio pubblico. Scoraggiata dal fallimento della ricerca avrebbe deciso di affossare la Rai. Non si rende conto però di dar ragione all’intellettuale di destra Marcello Veneziani, alla sua inesorabile bocciatura del fallito tentativo di competere culturalmente con la sinistra.

Esempio clamoroso di caos politico, informativo, di linea editoriale è il Tg3, spogliato della dell’identità di rete progressista. Sopravvive solo grazie a storiche rubriche, a Report, Presa Diretta, Splendida Cornice. Al di fuori di questi programmi è solo un informe guazzabuglio, inclusi i TG regionali.  Non si contano più i flop, ad esempio il format affidato all’ex iena Monteleone (declassato da prima serata a Rai Play) e Far West di Sottile, con ascolti molto modesti. Il melonismo non riesce neppure a nominare il successore di Marano (da due anni facente funzione) alla presidenza della Rai, che è accusato di aver nominato il compagno della figlia alla direzione di Rai Pubblicità. La situazione dovrebbe destare preoccupazione, ma non succede, nonostante il sorpasso di Mediaset di programmi cult come ‘Ballando con le stelle’ e di ‘Ruota della Fortuna’ su ‘Affari Tuoi’. Incredibile la resistenza di Petrecca. Sfiduciato più volte, alla direzione di Rai Sport, non si dimette. Crollo del Tg2 diretto da Preziosi, Tg1 più volte superato da Tg5. Il ‘Media Freedom Act’, regolamento dell’Unione europea che impone l’indipendenza dal potere politico dell’informazione e dal governo di turno per tutelare la libertà di stampa e il giornalismo, non è rispettato dal governo Meloni e purtroppo è ignorato anche dalla minoranza.


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