È ANCHE, SPECIALMENTE ‘COSA NOSTRA’

C’è anche a sinistra (sinistra che?) chi giudica esasperazione antifascista osservare con terrore l’incalzare impunito di individui e gruppi di pericolosi nostalgici che consapevoli della protezione di regime garantita dal governo Meloni e sostenuta da manipoli di estremisti di destra mascherano i rigurgiti mussoliniani, non nascondono più saluti romani, rievocazioni di Predappio, perfino repliche della marcia su Roma, abusano della tracotanza senza veli dell’amichettismo invasivo che monopolizza la disinformazione del melonismo, si appropria a valanga di nomine ad ogni livello di vecchi e nuovi (opportunisti) follower di Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia. Si avvertono, purtroppo in crescendo, i limiti incomprensibili di una morbida opposizione, sconcerta la tolleranza per la marcia spedita del neofascismo, per ora imperfetto in assenza esplicita di un colpo di Stato, di repliche del tempo andato e non cancellati per sempre, quando l’Italia nata dalla Costituzione rischiò il sovvertimento con il governo Tambroni, la polizia scelbina, le macchinazioni sovversive della P2. Quali conseguenze se Trump può dire “me ne frego del diritto internazionale” e dichiara, impunito, anzi elogiato da mezzo mondo. di essere pronto ad integrare i suoi ampi confini impossessandosi Venezuela (petrolio), Colombia, Cuba, e Groenlandia (terre rare)? Quali se Putin trae da questa tragica realtà la legittimazione dell’aggressione all’Ucraina, se il genocida Netanyahu si assolve dal crimine del massaro di civili palestinesi, se la Cina si accoderà e annetterà Taiwan e il tycoon, sulla scorta dell’irrispettoso disprezzo per l’Europa decidesse di farne una colonia Usa? Nessun dubbio, l’Italia finirebbe per entrare nel progetto per ora sottinteso, di entrare a pieno titolo nel contesto del pianeta sottomesso allo tsunami della destra mondiale. Questo postulato realista e per nulla catastrofista, incombe minaccioso sulla democrazia. I prodromi ci sono tutti. Non passa giorno senza segnali di destrismo incalzante. Solo oggi altri due casi: il silenzio iniziale sul caso Maduro della ‘potente’ Giorgia, carico di complicità del governo e della ‘gran donna’ Giorgia, probabilmente dopo un’amichevole telefonata con la Casa Bianca è diventato presto legittimazione della pirateria fuori legge di Trump per mettere le mani sul petrolio del Venezuela, dell’incombente minaccia di nuovi raid invasivi a Sud e a Nord del pianeta.

Il giornalista e deputato dem Manconi disserta con abituale lucidità su “sinistra e dittatori”. Non a caso denuncia il “perturbante interrogativo” sull’ambigua risposta alla domanda (rivolta al Pd) se la condanna delle dittature è ferma, decisa, unanime. E accade che a Bergamo, gli ultras romanisti cantino il tifo per i giallorossi sulle note di “Faccetta Nera”, che nella capitale Ricardo Pescante, figlio di un ex presidente del Coni, vice direttore di Rai Sport, mostri la fiamma del Msi con la didascalia “Le radici profonde non gelano” e paragoni Landini a Maduro, s’immortali con un selfie sullo sfondo dell’obelisco con la scritta ‘Dux”. Il Pd (Ruotolo): “Se sei del partito della Meloni puoi fare quel che vuoi”. In piccolo è quel che fanno Trump e i colleghi dittatori.


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