BIBI NETANYAHU / NELLA CALZA TROVA 25 CACCIA EAGLE DELL’AMICO TRUMP

Nella calza della Befana il premier boia israeliano, Bibi Netanyahu, ha trovato un regalo un po’ ingombrante: la fornitura di ben 25 caccia F-15 ‘EAGLE II’. Un cadeau non proprio da saldi stagionali, perché vale la bellezza di 8,5 miliardi di dollari.

Tanto più gradito, il cadeau, perché ad inviarlo è il grande amico e alleato di sempre Donald Trump, che ha trovato il tempo di firmare l’accordo pur nel pieno della bufera di tanti impegni in mezzo mondo: non solo il botto di Capodanno con la conquista del Venezuela (soprattutto del suo petrolio e delle immense risorse minerarie) e il ratto presidenziale; ma la lista già pronta di conquiste da portare a termine entro il 2026, cominciando a breve con Colombia e Groenlandia, proseguendo poi via Panama, Messico, Bolivia, una capatina in Iran e caso mai la ciliegina del Canada, tanto per proteggere meglio (sic) i confini a stelle e strisce.

I velivoli caccia F-15 ‘EAGLE II’. Sopra, Netanyahu e Trump

Ma torniamo al regalone per Bibi, il quale, dal canto suo, prosegue nel GENOCIDIO del popolo palestinese: uccisi in un raid poche ore fa 5 innocenti, fra cui una bimba di 5 anni. Alla faccia della tregua trionfalmente annunciata dei due killer internazionali un paio di mesi fa.

Può stropicciarsi le mani la ‘ISRAEL AIR FORCE’ (IAF), la quale riceverà i nuovissimi caccia prodotti dal colosso armato Usa, BOEING. L’accordo era in preparazione da tempo: messo a punto dal ministero delle Difesa di Tel Aviv nel 2023, ha ricevuto l’ok dell’amministrazione Biden e poi perfezionato da quella griffata Trump. La ratifica finale con una stretta di mano tra i due amiconi a fine anno, nella splendida maison di Mar-a-Lago.

Qualche dettaglio tecnico.

LF-15 Eagle II viene prodotto da Boeing sulla base delle specifiche esigenze e richieste formulate da IAF. Può tornare utile per operazioni multiruolo. L’attuale configurazione – un significativo aggiornamento del mitico ‘Strike Eagle’  – prevede un “profondo riassetto dell’elettronica di bordo e nuovi dispositivi  tali da farne una piattaforma integrata di combattimento, come spiega la rivista specializzata ‘The Aviationist’. Nei prossimi anni la fornitura verrà integrata con altri 25 velivoli, in modo da raggiungere il totale previsto dal pacchetto, ossia 50 unità.

Dettaglia ‘Defence News’: “La nuova versione del velivolo includerà capacità di attacco a lungo raggio, una maggiore capacità di trasporto armi e armamenti fino a 14 tonnellate e sistemi di guida fly-hy-wire che consentono una elevata manovrabilità”.

Nella strategia IAF, il nuovo caccia riveste un ruolo chiave. L’F-15, infatti, verrà usato dall’aviazione israeliana “in scia” agli F-35. In sostanza, quest’ultimo ’aprirà’ la strada nei cieli, annientando le difese aeree nemiche, seguito poi dagli ‘Eagle’ che penetreranno gli spazi arerei nemici per colpire e annientare, a sua volta, gli obiettivi sensibili e già individuati. Un pò come è successo con i raid in Iran a giugno 2024.

Mago Trump, ben abituato ai doppi e tripli giochi, avrebbe poi intenzione di avviare in tempi brevi una trattativa anche con la Turchia, sulla carta un ‘nemico’ di Israele: per vendere a Recep Erdogan i favolosi, fiammanti Eagle, of course.

Tregua violata a Gaza

Come dicevamo all’inizio, la tregua farlocca a Gaza viene quotidianamente violata dal governo killer di Tel Aviv. Il suo esercito, IDF, ogni giorno si impegna in raid contro inermi cittadini palestinesi che a stento sopravvivono sotto le tende e al gelo. La media di uccisione giornaliere è, appunto, di 4-5, tanto per non perdere mai l’abitudine.

Ma IDF si impegna anche nella caccia ad affiliati di Hamas ed Hezbollah (una vergognosa scusa per mettere le mani sul Libano) nel Libano meridionale.

Il presidente libanese Joseph Aoun – in una nota – ha appena condannato “gli attacchi israeliani che nelle ultime ore hanno colpito diverse città nella Valle della Bekaa e nel Libano meridionale, arrivando fino alla città di Sidone”. La nota prosegue così: “I continui attacchi mirano a vanificare tutti gli sforzi locali, regionali e internazionali per fermare l’escalation israeliana, nonostante la cooperazione del Libano e le misure adottate dal governo per estendere la propria autorità sull’area a sud del fiume Litani”.

Il portavoce dell’esercito killer IDF ha emesso poche ore fa un avviso di evacuazione per gli abitanti dei villaggi libanesi di Kafr Hatta e di Ain Altineh.

L’obiettivo sempre più evidente del nazista al vertice di Tel Aviv, è quello di dar vita il più presto possibile al ‘GRANDE ISRAELE’, annettendo Libano, Siria e quantomeno esercitando un pieno controllo sull’Iran.

Come si vede Dio li fa e poi li accoppia. I due criminali internazionali, Bibi e Donald, perfettamente uniti nel controllo di Imperi sempre più sconfinati…


Scopri di più da La voce Delle Voci

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento