VIA LIBERA ALLA PIRATERIA MONDIALE

Ragioniamoci su con la mente sgombra da prevenzione anti tycoon: Rampini, filo americano al punto da ribattezzarlo Trampini e Giorgia, la cocca del colonialista presidente Usa che gli regala sorrisi di suddita, smorfiette e complicità, ma non solo loro, legittimano il colpo di Stato in Venezuela, l’arresto (su mandato di chi?) di Maduro e l’esproprio del più ampio giacimento di petrolio sopraffino a cui attingere per dominare totalmente il mercato.

Non finisce qui il reato di ingerenza predatoria di Trump che progetta incursioni militari in Iran, l’annessione di Cuba, della Groenlandia e chissà, più in là dell’Europa che definisce un fastidioso effetto collaterale del mondo occidentale. Un’elementare riflessione attiva l’allarme per le conseguenze del raid venezuelano operato con il dispiegamento di servizi segreti, unità militari e complicità interne al Paese sudamericano. Se restasse impunita l’operazione Venezuela non è azzardato ritenere che spalancherebbe un’autostrada a molti altri blitz di pirateria mondiale. Putin, secondo Trump avrebbe esercitato il diritto di aggredire l’Ucraina, la Cina sarebbe autorizzata ad annettersi Taiwan e Netanyahu a impadronirsi della Palestina in combutta con il tycoon e un paio di Paesi africani adiacenti la Cisgiordania. L’Italia di della Meloni e La Russa potrebbe colonizzare Etiopia, Somalia e dintorni, replicare il colonialismo razzista di Mussolini, e così via, Musk avrebbe via libera per appropriarsi di Marte.


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