Cosa fa la tanto democratica e liberal Unione Europea davanti al golpe USA in Venezuela, il ratto del presidente Nicolas Maduro e della moglie subito trasferiti a Guantanamo in attesa dell’immediato processo che comincia domani a New York con 4 farneticanti capi d’accusa, l’immediato scippo dei pozzi petroliferi di Caracas e via massacrando ogni minima traccia di diritto internazionale?
Niente. Anzi peggio: plaude alla fine del regime Maduro, al ritorno della democrazia (la loro, a botte di genocidi e maxi corruzioni), ai continui incitamenti al golpe reiterati in questi mesi dal premio Nobel per la Guerra (pardòn, per la Pace) Maria Machado e via blaterando colossali menzogne e falsità d’ogni sorta.
Intanto, i due pezzi da novanta della nomenklatura UE, ossia la presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, e il numero uno della Banca Centrale Europea (BCE), Christine Lagarde, se la spassano, tra maxi corruzioni la prima, e un super stipendio – una buona parte in nero – la seconda, una story fresca fresca tutta da raccontare.
COLLUSIONI & COMPLICITA’
Partiamo delle ultime dichiarazioni sul golpe di Caracas a livello europeo: in tutte, molto a margine, c’è un riferimento al rispetto del diritto internazionale, invece manifestamente calpestando e quindi nei fatti oggi del tutto inesistente. Una gigantesca ipocrisia. Prevalgono i tripudi per la nuova democrazia che si spalanca, grazie al golpe studiato in modo scientifico, per mesi, alla Casa Bianca: viva la legge del più forte, in perfetto stile yankee, come la storia a stelle e strisce dimostra in modo plastico dal Vietnam ad oggi, passando da un genocidio all’altro, in lezione ben imparata dal boia di Tel Aviv, Bibi Netanyahu, sulla pelle dei palestinesi.
Apre le danze il Kapò Ursula von den Leyen: “Siamo vicini al popolo venezuelano e sosteniamo una transizione pacifica e democratica”. Quindi il grido liberatorio: “Venezuela serà libre! Il popolo venezuelano – gongola – merita di vivere libero dopo anni di oppressione, come ha costantemente affermato il Parlamento Europeo. Non abbiamo mai considerato Nicolàs Maduro il legittimo leader del popolo venezuelano”.
Eccoci all’Alta (sic) rappresentate UE per gli Affari Esteril, l’estone Kaja Kallas, una delle voci più vibranti per la guerra contro Mosca e il riarmo della UE fino ai denti: le stesse, identiche pronunciate dal suo capo, nazi Ursula, senza neanche cambiare una virgola, un perfetto copia incolla.
Passiamo alla Presidente del Parlamento UE, la sempre più decorativa Roberta Metsola, che riesce a cambiare di poco la punteggiatura: “Il popolo venezuelano merita di vivere libero dopo anni di oppressione. L’Eurozona non considera Maduro il legittimo leader eletto del Venezuela”.
Neanche una sillaba sul vergognoso golpe, di tutta evidenza.
Passiamo a nani e ballerine delle nazioni UE.
Le roi de France, Emmanuel Macron: “Il popolo venezuelano è ora libero dalla dittatura di Nicolas Maduro e non può che gioire. Prendendo il potere e calpestando le libertà fondamentali, Maduro ha seriamente minato la dignità del suo stesso popolo. La transizione imminente dovrà essere pacifica, democratica e rispettosa della volontà del popolo venezuelano. Attualmente sono in contatto con i partner nella regione. La Francia è pienamente mobilitata e vigile”. Poi tira fuori un nome dal cilindro: “Ci auguriamo che il presidente Edmundo Gonzalez Urrutia, eletto nel 2024, possa garantire questa transizione il più rapidamente possibile”. Dimentica, Napoleon Macron, che Gonzalez è arrivato secondo alle presidenziali del 2024: una piccola svista per lo smemorato roi de France.
Il premier laburista (sic) del Regno Unito, e tra i più decisi alla guerra contro il Cremlino, Keir Starmer: “Londra non è stata in alcun modo coinvolta nell’operazione” Usa, vuol subito precisare. “Da tempo il Regno Unito sostiene una transizione di potere in Venezuela. Consideriamo Nicolas Maduro un presidente illegittimo e per questo non versiamo lacrime per la fine del suo regime”. Tutto ok, of course.
Il Cancelliere tedesco Frederich Merz: “Nicolas Maduro ha portato il suo paese alla rovina. Le ultime elezioni sono state truccate e, come molti altri Stati al mondo, non abbiamo mai riconosciuto la presidenza Maduro”.
Note e comunicati che paiono prodotti da una stampante o, come va più di moda, da un’intelligenza (sic) artificiale.
Nel desolante e desolato panorama UE, brilla la stella della nostra premier, Giorgia Meloni, che s’è spremuta per una autentico volo di fantasia. Ecco le sue ormai già mitiche parole, che la incoronano definitivamente come la damigella numero uno del Padrone Donald Trump.
Leggiamole d’un fiato: “L’Italia ha sempre sostenuto l’aspirazione del popolo venezuelano ad una transizione democratica, condannando gli atti di repressione del regime di Maduro, la cui autoproclamata vittoria elettorale, assieme ai principali partner internazionali, non ha mai riconosciuto”.
Fin qui tutto in linea con gli altri partner. Poi la botta di fantasia, un fantasmagorico tric trac degno del più verace Capodanno: si tratta – osserva la Vate de noantri – di “UN LEGITTIMO ATTACCO DEFENSIVO”, messo in atto solo “per reagire agli ATTACCHI IBRIDI da parte di ENTITA’ STATUALI che alimentano il NARCOTRAFFICO”.
Voli pindarici a parte e acrobazie degne del miglior circo Barnum, per favore qualcuno chiami subito il 113 o il presidio psichiatrico più vicino a Palazzo Chigi!
Per amor di Patria andiamo oltre.
Ed eccoci alla presenza delle due DARK LADIES che dettano legge in Europa e non solo: VON DER LEYEN & LAGARDE.
CORRUZIONI & STRAGI PER LADY URSULA
Su corruzioni, crimini & misfatti dell’ex ministra tedesca della Difesa, poi balzata sulla poltrona di Presidente del Commissione UE e quindi riconfermata un anno fa per il bis, abbiamo scritto e messo in rete decine e decine di articoli e inchieste: basta andare alla casella CERCA che si trova in alto a destra della nostra home page, digitare URSULA VON DER LEYEN per rendersene conto.
Una buona fetta è dedicata al ‘PFIZERGATE’, ossia il maxi scandalo da 71 miliardi di euro che la Voce ha scoperto e denunciato – alla pari di poche mosche bianche, ossia siti indipendenti di contro informazione (unica eccezione il ‘British Medical Journal’) – fin sul nascere, ad inizio 2021, e al quale dedica uno ‘scoop’ (sic) ‘REPORT’ nella sua ultima puntata.
Ne rammentiamo, in modo molto succinto, la sostanza.
Tre contratti stipulati dalla Commissione Ue per un importo da 71 miliardi di euro, relativo all’acquisti di vaccini COMIRNATY dalla star di Big Pharma, PZIFER. Il terzo contratto, quello più sostanzioso, da 31 miliardi, è stato siglato da von der Leyen e il Ceo di Pfizer, ALBERT BOURLA, addirittura via SMS, poi perfino volatilizzati, letteralmente spariti.
Non si tratta solo di una gigantesca story di maxi CORRUZIONE, di cui i due compari dovranno rispondere nei prossimi mesi davanti alla Corte del tribunale di Liegi, in Belgio. Ma di un vero e proprio crimine contro l’umanità, perseguibile davanti alla Corte penale dell’Aja creata per mettere alla sbarra chi si macchia di tali orrendi reati: ma non funziona…
I due super corrotti, infatti, hanno trafficato miliardi sulla pelle delle gente, di tutti i cittadini europei e non solo. Perché è ormai provato che i vaccini a mRNA, quelli ‘ideati’, prodotti e messi in commercio in tempi record (neanche 4 mesi di test, perfino taroccati!) da PFIZER e da MODERNA, provocano devastanti EFFETTI AVVERSI in chi sciaguratamente li ha ricevuti, in modo obbligatorio, quindi nazista, su imposizione dei governi occidentali. Effetti avversi soprattutto a livello cardiaco, come dimostrano gli aumenti esponenziali di patologie a carico del cuore: così come esponenziali sono gli incrementi delle patologie tumorali e delle ‘morti improvvise’. Tutto a partire dal 2021.
SUPERSTIPENDIO (MEZZO IN NERO) PRO LAGARDE
Passiamo alla seconda lady di ferro, o d’acciaio, se preferite. Ossia la feroce Guardiana di tutti i nostri conti, la numero uno della ‘BANCA CENTRALE EUROPEA’ la mitica BCE che ha ormai compiuto oltre un quarto di secolo, fondata nel 1999.
Secondo una minuziosa, lunga indagine condotta dai reporter del ‘Financial Times’ e appena pubblicata, lady Lagarde mette in tasca ogni giorno una cifra pari a 2.000 euro tondi tondi, per un totale annuale da 726 mila euro.
Non male, se raffrontato allo stipendio del presidente della ‘Federal Reserve’ Usa (di cui of course Trump vuole la testa), Jerome Powell, che si deve accontentare praticamente di un quarto, 203 mila dollari, nonostante le responsabilità e il carico di lavoro non siamo certo inferiori a quelli sostenuti dalla super banchiera UE.
Ecco, più in dettaglio, quanto documenta il certo non rivoluzionario Financial, carte e cifre alla mano.
In soldoni, il reportage ci fa sapere che le entrate totali e reali incassate da Lady Lagarde sono pari a quella cifra monstre, 726 mila euro anno, di gran lunga superiore allo stipendio base ‘ufficiale’ percepito da BCE, 466 mila euro.
Nel ‘rigoroso’ rapporto BCE del 2024, infatti, non fa capolino alcuna altra entrata. Non compare, ad esempio, la non disprezzabile cifra da 125 mila euro incassata come emolumento dalla ‘BANCA DEI REGOLAMENTI INTERNAZIONALI (BRI per i suoi aficionados): il capo BCE, infatti, fa parte del suo accorsato board, composto in totale da 18 fortunati membri.
Ma la cifra BRI non viene dichiarata da Lagarde e tantomeno gli altri vertici BCE se ne fregano di farlo. Tutto in famiglia.
Non è certo finita qui. Perché alla nostra Signora dei Conti non può certo mancare un alloggio consono alla sua figura, nonché fondi per alimenti, vestiti, addobbi e cosucce varie: fa un totale da 125 mila euro l’anno.
Vuoi non pensare alla salute e al benessere della nostra Super Guardiana? Certo che no: ci sono costi previdenziali, per un piano sanitario ad hoc e per assicurazioni d’ogni sorta. Purtroppo il quotidiano finanziario non è ancora riuscito a scoprire l’entità degli esborsi ovviamente pubblici, ossia pagati dai contribuenti UE.
Da Eurotower una risposta che più laconica non si può: “La stipendio della Presidente è stato stabilito dal consiglio direttivo di un ‘comitato per le remunerazioni’ alla nascita della BCE”. E, grazie a Dio, viene aggiunto: “L’unica modifica è stato l’adeguamento annuale dello stipendio che si applica a tutto il personale”.
Ci mancherebbe, l’indice Istat vale per tutti…
Poi la chicca finale: “Il livello di trasparenza BCE è aumentato nel tempo. Ed è in linea con le altre istituzioni pubbliche internazionali”.
Possiamo dormire sonni tranquilli.
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