Quisquilie, pinzellacchere, bruscolini, spiccioli, briciole, dindini? E no, miliardi, in cifre a 9 zeri si accumulano nei pozzi salvadanaio senza fondo, pieni fino all’orlo. Vi attingono Musk, Bezos, Zuckenberg, gli emiri, Ali Baba, il tycoon residente abusivo nella Casa Bianca, l’inquilino della piazza rossa e ad ogni prelievo corrisponde una nuova cascata di dollari, rubli, renminbo, petrodollari. Può mai sorprendere il dono di sette miliardi che MacKenzie, ex moglie di Bezos (nella foto), cofondatrice di Amazon, scrittrice, filantropa, terza donna più ricca del mondo, ha destinato a opere benefiche solo nel 2025? Dal 2019, data del “ciao, ciao” al boss delle vendite on line in tutto il mondo la signora ha fatto beneficenza per 30 miliardi ed è ancora ricchissima. La sua mission: progetti sociali dal forte impatto positivo, l’educazione all’edilizia sociale, contrasto delle discriminazioni. Ha detto: “La somma di 7 miliardi dell’ultima donazione non è che una frazione minuscola dei segni di solidarietà condivisi all’interno della comunità quest’anno”. A chi vanno? Di una dozzina di donazioni usufruiranno università e college, di 70 milioni un organismo che assegna borse di studio a studenti delle minoranze, di 50milioni borse di studio post-laurea. La sua attenzione è rivolta al fronte dell’istruzione e da tempo promuove equità e sostegno attraverso le borse di studio. In passato ha fatto donazioni per alloggi accessibili, stabilità lavorativa sviluppo infantile, istruzione post-secondaria. Nel 2024, quando donò 2 miliardi di dollari a 199 organizzazioni, lo fece concentrandosi su sicurezza economica, alloggi accessibili, stabilità lavorativa, sviluppo infantile, comunità LGBT.
La signora ScottMckenzie possiede 81,1 milioni di azioni Amazon e un patrimonio netto di 32,4 miliardi di dollari che la pone al posto 66 nella classifica dei più ricchi del mondo. La giornalista filantropa fa parte del ristrettissimo nucleo di straricchi che si pongono la domanda “Morirò come tutti gli umani, perché diamine continuo ad accumulare miliardi?” e se ne liberano in vita con atti di carità e di sostegno alla cultura. Suggerimento: da vita a un’associazione, un ente, un pool di nababbi che li liberino di una parte di miliardi per finanziare mense in tutto il mondo e sottrarre le povertà ai morsi della fame, all’accattonaggio, alle coperte di cartone dei ‘letti’ esposti alle intemperie.
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