GAZA / ECCO LO SCINTILLANTE ‘PROJECT SUNRISE’ GRIFFATO TRUMP PER IL FUTURO

Il faraonico progetto per il futuro di Gaza distopicamente vagheggiato da Donald Trump a inizio 2024 prende corpo, in modo magico, sotto l’albero di Natale ed il Piano è stato appena battezzato ‘PROJECT SUNRISE’.

Lo anticipa il ‘Wall Street Journal’ che ha visionato il fantasmagorico Piano corredato da 32 slide che mostrano grattacieli, resort da mille e una notte a un passo dal mare, trasporti super veloci alimentati dall’intelligenza artificiale.

Jared Kushner. Sopra, Trump con Netanyahu e, sullo sfondo, il Project Sunrise

Elaborato da un super team in appena 45 giorni, porta la firma di Jared Kushner, il cognato miliardario di Donald Trump, e di Steve Witkoff, consigliere speciale del Tycoon in Medio Oriente e immobiliarista (come Jared) doc. E’ stato appena illustrato ad alcuni Stati arabi amici come Turchia, Egitto, Qatar e soprattutto gli straricchi Emirati Arabi Uniti. Sia per raccogliere altri generosi fondi al fine di realizzare il progetto, sia per invitare i vip di quei paesi a prenotare una villa con piscina e ogni ben di Dio (o di Maometto).

 

IL PROJECT SUNRISE PER GAZA

Dicevamo all’inizio: sembrava solo un dream di ‘The Donald’, comparso in alcuni filmati postati ai primi gennaio sul suo sociale ‘Truth’, ed invece è l’incredibile realtà: e già filtra che i lavori potrebbero iniziare addirittura fra un paio di mesi. Quando ancora Gaza è in macerie e proseguono, nonostante la tregua, i raid israeliani per ammazzare ogni giorno alcuni fastidiosi palestinesi, ormai carne da macello.

Il WSJ mostra le immagini di un Power Point elaborato dagli ideatori, 32 slide al seguito, un maxi biglietto di presentazione classificato come ‘sensibile’ ma non riservato. La promessa è di “portare la popolazione dalla povertà alla prosperità”.

Steve Witkoff

Una bufala grande come il palazzo del Congresso a stelle e strisce, visto che di tutta evidenza i palestinesi sopravvissuti al genocidio non hanno neanche più gli occhi per piangere e figurarsi se hanno il becco d’nu quattrino per sognare un ‘quartino’ in fitto in quell’Eden progettato per soli yankee!

Nel progetto, infatti, non viene fatto alcun cenno al destino dei palestinesi che oggi vivono in tende, in rifugi di fortuna, al gelo, affamati, migliaia e migliaia di bambini in fin di vita. Con ogni probabilità verranno costretti ad un esilio forzato anche in terre lontane, senza alcuna prospettiva per il futuro.

Nello stesso progetto, poi, non viene illustrato da quale autorità verrà gestita tutta la fanta-operazione di ricostruzione e il folle Project Sunrise. Sarà quel super comitato di cui parlò il Tycoon due mesi fa fianco a financo del nazi Bibi Netanyahu firmando la tregua, forse capeggiato dall’ex premier britannico Tony Blair? Oppure vi sovrintenderà il nostro Giggino Di Maio, che a giorni può essere nominato dalle Nazioni Unite come suo Inviato Speciale per il Medio Oriente? Tutto  è possibile, in questo mondo ormai totalmente capovolto.

Tenete presente che l’eventuale inizio delle operazioni a breve non sarà una passeggiata: visto che a Gaza ci sono centinaia e centinaia di tonnellate di macerie e che almeno 10 mila corpi di palestinesi vi sono sepolti sotto; vaste aree, poi, sono disseminate di ordigni e bombe inesplose.

 

A TUTTA MILITARIZZAZIONE DELLA STRISCIA

Passiamo adesso ai contemporanei progetti di militarizzazione spinta di tutta la Striscia di Gaza ed elaborati dal governo killer di Tel Aviv in collaborazione, of course, con i vertici del suo esercito, le famigerate truppe IDF.

Dalla teorica tregua di un paio di mesi fa neanche realizzata, infatti, non solo proseguono i rastrellamenti, il cessate il fuoco è stato violato per circa 700 volte, sono stati uccisi oltre 400 palestinesi inermi tra cui molti bambini, ma sono stati realizzati anche 13 nuovi avamposti militari e ne sono stati rafforzati 48 già esistenti.

Un bel modo, davvero, per celebrare la ‘tregua’. False, ipocrite e criminali, le autorità politiche e militari israeliane. Ben supportate dall’opinione pubblica che, stando agli ultimi sondaggi, per i tre quarti (un ottimo 75 per cento, quindi) condivide le politiche nazista portate avanti da Bibi & C.!!

Nelle stesse aree, soprattutto ad est della cosiddetta ‘Linea Gialla’, è proseguita senza sosta la sistematica demolizione di tutte le infrastrutture, delle catapecchie rimaste, di ogni minima proprietà dei palestinesi. Oggi, oltre il 50 per cento del territorio è presidiato da IDF, addirittura compresi territori che non erano previsti dal pur taroccato ‘accordo di tregua’.

Tutto ciò è stato minuziosamente documentato e dettagliato grazie ad una ricerca condotta – tramite uso di nuove immagini satellitari – da ‘Forensic Architecture’, un centro indipendente di Londra.

Le macerie di Gaza City

Le immagini mostrano in modo evidente l’espansione degli avamposti, il rafforzamento delle nuove infrastrutture militari, la creazione di una rete di strade di collegamento tra le postazioni interne e quelle esterne alla Striscia. Secondo gli autori dello studio, si tratta di una maxi integrazione logistica che indica una pianificazione di lungo periodo, incompatibile con la logica di un presidio temporaneo.

Secondo Mouin Rabbani, analista ed ex funzionario ONU, Israele sta seguendo una consolidata strategia: “Creare basi sul terreno in modo incrementale e renderle permanenti quando la pressione internazionale si attenua”. L’obiettivo, sostiene, è quello di ‘partizionare’ la Striscia, rafforzando le zone cuscinetto  e ‘facilitando’ lo spostamento forzato della popolazione palestinese.

 

I COCCODRILLI DI BEN GVIR

Ciliegina sulla torta, ci mancava solo l’ideona partorita dalla mente criminale del ministro della Sicurezza Interna Itamar Ben Gvir, che capeggia l’ala ultrasionista della Knesset, quindi a destra del già nazista Likud di Bibi.

Itamar Ben Gvir

Non ci crederete ma è la pura realtà: ha appena proposto alla Knesset il suo progetto ‘ALLIGATOR ALCATRAZ’. Si tratta di realizzare in tempi brevissimi un carcere da destinare solo ai detenuti palestinesi, circondato da coccodrilli e alligatori che vi nuotano intorno. Un buon deterrente per evitare anche la lontana idea di un’evasione che può balenare nella testa di un galeotto; comunque già costretto a subire le violenze, le botte, gli stupri, gli abusi quotidiani delle feroci guardie carcerarie.

Lo riferisce un’emittente di Tel Aviv, secondo cui il geniale ministro della Sicurezza interna avrebbe già individuato la giusta location. Si tratta di un’area sulle Alture del Golan siriane occupate, a poca distanza dal confine con la Giordania. La scelta non è casuale, perché a poca distanza c’è un grande zoo che ospita una buona quantità di coccodrilli: i quali certo di buon grado sarebbero disposti a cambiar lavoro e servire anche la Patria.

L’idea non è nuova, già partorita dal vulcanico Tycoon per i suoi States: il quale intende non solo rinverdire gli antichi splendori di Alcatraz, ma dar vita anche ad una specifica ‘ALLIGATOR ALCATRAZ’ da ubicare, secondo le news, in Florida, per la precisione nella riserva nazionale di Big Cypress, a poca distanza dalle umide praterie dell’Everglades, ricche di coccodrilli & alligatori. Una vera goduria.

Tornando a kapò Ben Gvir, settimane fa ne aveva pensata e proposta un’altra alla Knesset che entro fine anno è chiamata a votarla:  una normativa che introduce la pena di morte obbligatoria – per lo stesso reato – a carico dei palestinesi e non degli israeliani. Se sei cioè condannato per omicidio vai a morte se palestinese, te la cavi e la eviti se sei israeliano. Ai confini della realtà. Ma ben dento i confini di uno Stato ormai totalmente criminale.

 

P.S. Una modesta proposta da girare al super falco dell’esecutivo killer di Tel Aviv: perché non far ascoltare ai futuri galeotti dell’Alcatraz made in Israele le note del mitico ‘Crocodile Rock’ di Elton John? Almeno un po’ se la spassano


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