TICKETMANIA

Ma dai, il tycoon mostrerà segni di defaillance neurologica, ma non gli mancano i colpi di genio: per esempio lo scippo al resto del mondo perpetrato con i dazi. È che gli fa difetto un antidoto alla iella, sicché la felice intuizione di far cassa gli si è rivolta contro, è diventato un elemento della crisi economica che ha abbassato la sua percentuale di consensi al 36%. Tutta la nostra solidarietà che è d’obbligo trasferire sul regime della destra che ci s-governa. Dal primo Gennaio, per gli italiani, ticket di due euro per gli acquisti on line dall’estero superiori a 150 euro. L’appetito vien mangiando e Roma si adegua: due euro anche per accedere al perimetro attorno alla Fontana di Trevi, con esenzione per i romani residenti e per due euro anche per sei musei.  Il caro turismo ha un suo culmine: per visitare Colosseo e Foro Traiano con AudioGuide 30 euro. Non sono da meno Venezia e il capoluogo lombardo: entrare nella città lagunare costa 5 euro, e in auto nel centro di Milano (Area C) 7,50 euro. Il record spetta a Londra: chi osa addentrarsi nel centro della capitale inglese paga 15 sterline al giorno più altre 12,50 se la macchia è inquinante. Napoli medita, valuta se limitare l’affluenza a pagamento nel suo affollatissimo centro storico. Posto che negli anni ottanta del secolo scorso dalla città è praticamente scomparsa l’industria, in assenza di progetti alternativi, si fa strada l’idea di sfruttarne le attrattive ambientali, storiche, architettoniche, il mito di Maradona, il folclore artigianale di San Gregorio Armeno, da trasformare in ticket di accesso.

PALAZZO MADAMA, CONCERTO DI NATALE. Padrone di casa è stato il follower del Duce Ignazio BENITO La Russa con al seguito la prole che ha sistemato qua e là, a prescindere dalle rispettive competenze e come spiegarlo, perché contagiato dal virus dell’amichettismo trasmesso dalla sua capa.  Premessa: lo chansonnier Baglioni è un pilastro della musica leggera italica, ma i signori elevati a dignità di ‘onorevole’ ci spieghino “che ci azzecca” per dirlo alla Di Pietro con la prestigiosa sede del senato e gli auguri di Natale nobilitati dalla presenza di Mattarella. Il via con la solenne esecuzione dell’inno di Mameli (ma quando le modifiche al testo “…che schiava di Roma…), meno celebrativo il controcanto di Baglioni che ha reinterpretato “Strada facendo”. Purtroppo non c’è ombra di ironia in questa scelta: una nota arguta di commento accosta le parole della canzone al trend delle vicende politiche in corso: “Strada facendo” (la Finanziaria si chiuderà). “Avrai” (un emendamento del governo). ”la vita è adesso” (dopo il vertice burrascoso di Palazzo Chigi). Poi il ricco buffet alla siciliana, in omaggio al siculo La Russa e la sua promessa di invitare per la prossima edizione del concerto il molleggiato Celentano o Zucchero. I complimenti a Baglioni anche dal Pd, dal senatore Verini (???). Ha declinato l’invito la signorina presidentessa. Deve aver preferito il comfort della villa con piscina di oltre 400 metri quadrati appena comprata e l’ascolto di Al Bano e Iva Zanicchi, voci canore notoriamente destrofile.


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