Ecatombe di giovani attori anglosassoni in poco più di un mese.
La causa più probabile, secondo fonti attendibili, è da individuare nei vaccini anti Covid.
MORTI SUL CAMPO
Pochi giorni fa è passato a miglior vita, ad appena 31 anni, l’inglese William Rush, figlio dell’attrice Debbie Rush e noto per le sue serie tv ‘Waterloo Road’, ‘Shameless’ e ‘Grange Hill’.
A fine novembre è la volta del canadese Spencer Lofranco, 33 anni. Nato a Toronto e residente a Vancouver, aveva recitato al fianco di big del calibro di Angelina Jolie e John Travolta. Le sue performance più note in ‘Gotti, il primo padrino’, ‘Jamsy Bog’ e ‘Innamorarsi a Middleton’, protagonisti Andy Garcia e Vera Farmiga.
Fine ottobre: a perdere la vita è l’attore statunitense Floyd Roger Mayers, 42 anni e 4 figli. Il suo volto era ben noto al pubblico Usa per ‘The Jacksons: An American Dream’ e la serie tv ‘Willy – Il principe di Bel Air’.
Sono ormai una vera e propria valanga i casi quotidiani di morti per gli effetti avversi causati dai prodotti anti Covid: meglio non chiamarli più vaccini per rispetto a quelli ‘tradizionali’, che pur vanno usato con estrema cautela e precauzione, come ha sempre invocato il premio Nobel Luc Montagnier. Decessi soprattutto tra i giovani, anche atleti in piena forma fisica: succede, ad esempio, proprio fra i calciatori, con alcune statistiche FIFA da brividi, che documentano aumenti esponenziali di ‘morti improvvise’ sui campi di football in mezzo mondo.
E sono ormai sempre più numerosi gli studi che documentano i letali effetti collaterali, elaborati da ricercatori indipendenti dal potere corruttivo di Big Pharma. Ma i media se ne fottono, fanno da cassa risonanza per le star delle industrie farmaceutiche; come la classe politica di mezzo mondo, ugualmente e costantemente genuflessa davanti al Moloch di Big Pharma.
Qualche breve nota su uno studio indipendente condotto da ricercatori australiani. Sono stati esaminati e valutati 141.666 casi di sieri Covid; e sono stati registrati 1.050 decessi e 23 mila gravi patologie contratte. Per la prima volta – sostengono gli autori – si tratta di un report che include tutti i dati possibili, compreso il numero di dosi somministrate e la provenienza dei lotti.
Sul fronte della malattie causate, in pole position, quelle cardiovascolari: 4.513 i casi accertati di pericardite e 1.997 di miocardite.
SCONTRO FRA TITANI
Passiamo ad alcune fresche frasi pronunciate da leader 5 Stelle Giuseppe Conte ad Atreju, la kermesse dei meloniani sempre più a la page.
Nel corso di un dibattito ha affermato: “Quando non ero più primo ministro, ma leader del Movimento 5 Stelle, appena ho saputo dell’obbligo vaccinale ho chiamato il premier Mario Draghi e gli ho detto che era una stupidaggine. Non mi ha neanche sentito”.
Non ha potuto neanche votare, oltre che per l’obbligo, anche per Green Pass e Super Green Pass perché non sedeva in Parlamento. Ma è responsabile di tutta la fase della pandemia pre-vaccini.
Partiamo dalle date, che parlano chiaro.
Conte è stato in sella come premier dal giugno 2018 al febbraio 2021. Quindi ha governato tutta la fase acuta della pandemia per un anno, fino a febbraio 2021, quando siamo entrati nella sciagurata era dei ‘vaccini’.
Le sue grosse responsabilità, quindi, riguardano la mala gestione della pandemia, a botte di lockdown, mascherine, distanziamenti, e via di questo passo. Ma, soprattutto, è colpevole – insieme al ministro della non Salute, Roberto Speranza’ – della criminale gestione solo a base di ‘Tachipirina e Vigile Attesa’, che ha totalmente impedito la somministrazione di cure e farmaci che pure esistevano in tutte le farmacie e costavano poco (per questo osteggiati da colossi come Pfizer e Moderna, che hanno per primi firmato quei prodotti killer). Chissà quante di quelle 120 mila vittime innocenti si sarebbero potute salvare! Per non parlare – e dirne una sola – dei ricoveri immediati nei reparti di terapie intensiva e delle intubazioni altrettanto killer. Un totale caos. Ciliegina sulla torta, il CTS, quel famigerato Comitato Tecnico Scientifico, ottimo strumento – con i suoi bollettini quotidiani – per seminare panico, terrore & disinformazione fra tutti i cittadini italiani. Una vera, ‘scientifica’ catastrofe per la nostra classe medico-scientifica. Ma nessuno, ad alcun livello, ha pagato per queste colossali responsabilità ‘giocate’ sulla pelle della gente, ignara e terrorizzata a puntino!
Passiamo al grande sponsor dei vaccini, il premier Mario Draghi che occupa la sua poltrona in un periodo strategico, dal 13 febbraio 2021 al 22 ottobre 2022. Caratterizzato in primis dall’obbligo vaccinale, in stile perfettamente nazista. Ricordate le parole che osò pronunciare l’ex capo di Bankitalia e BCE? “Chi non si vaccina è un assassino, perché uccide se stesso e i suoi cari, chi gli sta vicino”.
Avrebbe mai il coraggio, oggi, di ripetere quelle parole assassine?
E tutto il suo premierato è costellato da scelte totalmente sbagliate: nessun controllo su quei vaccini, nessun controllo sui controllori (come ad esempio l’Istituto Superiore di Sanità e l’AIFA), occhi chiusi sui primi effetti avversi, nessun sistema monitoraggio, e invece caccia alle streghe, ad esempio a quei pochi, coraggiosi medici che si sono preoccupati di esentare alcuni loro pazienti dai sieri, dopo aver effettuato test genetici ad hoc: costosissimi e certo non pagati dallo Stato che obbligava ad andare davanti al plotone d’esecuzione!
Ma chi è il terzo personaggio clou, che ha seguito attentamente tutto l’iter, ben presente sia nel governo Conte che in quello Draghi, quindi il responsabile numero 1?
Il ministro della non Salute, Roberto Speranza: su quella poltrona ininterrottamente dal 5 settembre 2019 al 22 ottobre 2022. Dovrebbe essere portato davanti alla Corte Penale Internazionale dell’Aja per i crimini contro l’umanità: peccato che ormai sia diventata una realtà virtuale…
La Voce negli ultimi anni ha scritto decine e decine di articoli e inchieste su Covid & Vaccini. Basta andare alla casella CERCA e digitare nome e cognome dei personaggi citati e delle società citati in questo pezzo per rendersene conto.
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