Ormai il baratro è davanti a noi. Solo ad un passo.
Ne dà il solenne annuncio, nel corso del Plenum al Parlamento europeo di Strasburgo, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. “Dobbiamo prepararci alla guerra contro la Russia. Subito. Sarà inizialmente una guerra ibrida, fatta di attacchi informatici, droni, disinformazione”.
Ma non è escluso niente, dall’apocalittico scenario.
Al quale aggiungono le giuste tinte, che più nere non si può, praticamente all’unisono, i capi di Stato maggiore del Regno Unito e della Francia, in prima linea sul fronte: “Dobbiamo prepararci alla perdita dei nostri figli”, preconizzano a Londra e a Parigi.
Partiamo, senza commentarle, dalle parole di lady Ursula. Solo una brevissima nota. La presidente nazi della Commissione UE parla di “un mondo di predatori”, con ovvio riferimento ai russi. Dimentica un piccolo dettaglio: la predatrice numero uno in Europa e non solo è proprio lei, protagonista dell’immondo ‘PFIZERGATE’, ossia i tre contratti d’acquisto di vaccini anti Covid Comirnaty per la bellezza di 71 miliardi di euro: una dirty story in combutta con il Ceo di Pfizer Albert Bourla. I due, prima o poi, dovranno comparire davanti alla corte del tribunale di Liegi per rispondere di reati gravissimi, non solo corruzione ma anche strage (per la valanga di morti a causa dei vaccini killer).
Torniamo alle già mitiche parole pronunciate a Strasburgo dalla dark lady.

Zelensky con Ursula von der Leyen, che vediamo nella foto in alto durante il discorso di Strasburgo sulla guerra ibrida
Ecco il drammatico incipit: “Il Consiglio europeo di questa settimana è dedicato ad affrontare la realtà del momento. La realtà di un mondo che è diventato pericoloso e transnazionale. Un mondo di guerre. Un mondo di predatori. La realtà di questo mondo significa che noi europei dobbiamo difenderci e contare su noi stessi”.
“Viviamo in questo mondo da tempo. Anche prima del più grande campanello d’allarme di tutti, l’invasione illegale dell’Ucraina da parte della Russia. La pace di ieri è finita. Non abbiamo tempo per abbandonarci alla nostalgia. Ciò che conta è come affrontiamo il presente”.
“E’ arrivato il momento dell’indipendenza dell’Europa. E’ realistico? Basta guardare cosa abbiamo già fatto. Dalla difesa all’energia, abbiamo reso possibile l’impossibile come parte della nostra nuova realtà. E siamo pronti a fare di più”.
“Ad esempio sul fronte energetico. Le importazioni russe di gas sono scese dal 45 per cento all’inizio della guerra al 13 per cento di oggi; quelle di carbone dal 51 per cento a zero; e quelle di petrolio greggio dal 26 al 2 per cento. Tutto ciò significa che eliminiamo gradualmente i combustibili fossili russi, per bene e per sempre. Solo pochi anni fa questo era impossibile: ma abbiamo agito e sci stiamo guadagnando l’indipendenza dalla Russia”.
“L’Europa deve essere responsabile della sua sicurezza. Non è più un’opzione, è un obbligo. Conosciamo le minacce e le affronteremo. Questo significa che dobbiamo essere pronti. Dobbiamo sviluppare e implementare nuove capacità per poter combattere una moderna guerra ibrida. Anche in questo caso, stiamo spostando una montagna. Dopo decenni di investimenti insufficienti, stiamo voltando pagina. Stiamo trasformando la nostra base industriale della difesa in un’area in grado di fornire tecnologie all’avanguardia e una rapida produzione di massa. In questo solo 2024 abbiamo fatto di più per la difesa che negli ultimi decenni. Negli ultimi dieci anni abbiamo investito 8 miliardi di euro nel fondo per la difesa. Quest’anno attiviamo investimenti fino a 800 miliardi entro il 2030”.
“Non c’è atto di difesa più importante del sostegno incrollabile all’Ucraina. I prossimi giorni saranno cruciali per continuare a garantirlo. Sta a noi scegliere come finanziare la lotta del popolo ucraino. Conosciamo l’emergenza, è acuta. La sentiamo e vediamo tutti. E proprio mentre i negoziati si stanno intensificando, aumenta l’intensità della raffica di attacchi della russi”.
“Ma la Russia non ha solo l’Ucraina nel mirino. Sta intensificando le sue operazioni sul territorio dell’UE. Ed è passata ad un’economia di guerra. Questa è una minaccia diretta alla sicurezza nazionale ed economica dell’Europa. Il Fondo Monetario Internazionale e le nostre stime indicano che il fabbisogno dell’Ucraina salirà a 137 miliardi di euro nel 2026 e nel 2027. L’Europa ne dovrebbe coprire i due terzi, sono 90 miliardi”.
“Non si tratta di soli numeri, si tratta di rafforzare la capacità dell’Ucraina di arrivare ad una pace giusta, per sé e per l’Europa. Ho proposto due diverse opzioni per questo prossimo
Consiglio europeo: una basata sugli asset e l’altra sui prestiti dall’UE. Una cosa è molto chiara: dobbiamo prendere la decisione di finanziare l’Ucraina per i prossimi due anni in questo Consiglio”.
Passiamo agli Sos e ai gridi di dolore lanciati dai vertici miliari britannici e francesi.
Eccoci alle parole del neo Capo di Stato maggiore del Regno Unito, Sir Richard Knigthon, ex capo dell’aereonautica RAF, pronunciate nel corso di un summit organizzato da uno dei giù grossi think tank militari a livello internazionale, il ‘Royal United Services Institute’.
“Non dobbiamo farci illusioni. Mosca dispone di un esercito enorme. La Russia sta sviluppando nuovi e destabilizzanti sistemi d’arma, come siluri armati con testate nucleari o missili a propulsione nucleare, arrivando persino a collocare armi nucleari nello spazio. Dobbiamo prepararci a proteggerci da una serie di minacce reali di crescente sofisticazione”.
“Figlie e figlie, colleghi, veterani…. Tutti avremo un ruolo da svolgere. Nel costruire, nel servire e, se necessario, nel combattere. Tutte le famiglie devono comprendere cosa significa il sacrificio per la nazione. Ecco perché è così importante spiegare l’evoluzione della minaccia e la necessità di stare un passo avanti”.
“Sebbene le possibilità di una guerra diretta con la Russia siano remote, non sono certo uguali a zero. Una recente stima effettuata da ‘Metaculus’ suggerisce che vi sia una probabilità del 16 per cento che la Russia e uno Stato membro della Nato entrino in conflitto diretto prima del 2027”…
Va dritto alle corde del cuore il Capo di Stato Maggiore francese, Fabien Mandon, intervenuto giorni fa all’Assemblea Nazionale dei sindaci transalpini.
“I nostri concittadini devono accettare l’idea di perdere i loro figli nella possibile guerra con la Russia. Se il Paese vacilla perché non è pronto ad accettare di perdere i suoi figli o a soffrire economicamente, allora ci esponiamo ad un forte rischio”.
Capito?
Il nostro Capo di Stato Maggiore dell’esercito, Carmine Masiello, un anno fa esatto, dicembre 2024, aveva preconizzato: “Dobbiamo prepararci alla guerra”. Ed entusiasticamente propose di ribattezzare la Scuola di Stato Maggiore in “Scuola di guerra”.
Davvero profetico, il nostro patriottico Capo. Capace di ispirare perfino una mente vulcanica come quella di Donald Trump: il quale, mesi dopo, ha proposto di rinominare il Ministero Usa della Difesa in “Ministero della Guerra”.
Ricordate Benito Mussolini….?
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