IN BREVE

PRENDI I SOLDI E SCAPPA: il metodo di Elkann per l’Italia, ovvero la strategia di STELLANTIS (FIAT). È la descrizione di un modello industriale che ha incassato risorse pubbliche, incentivi, ammortizzatori sociali e flessibilità normativa senza restituire né investimenti strutturali né una visione industriale di lungo periodo: in Italia produzione ai minimi storici, stabilimenti svuotati, indotto strangolato, promesse ai lavoratori sempre rinviate: E la Fiat: “Se il mercato non risponde, la colpa è dei governi. Se gli stabilimenti chiudono, è colpa dell’Europa. Se i lavoratori pagano, è colpa della “transizione”Stellantis non scommette sull’Italia. Le piattaforme strategiche vanno altrove, le gigafactory arrivano col contagocce, la ricerca si sposta, le decisioni si prendono lontano. L’Italia resta buona per una cosa sola: finanziare il gruppo e assorbire i costi sociali, colonia industriale con tanto di retorica patriottica di facciata. Lavoratori senza lavoro, i territori desertificati e uno Stato che paga il conto. Il fallimento non è solo industriale. È politico e culturale.

“SIETE SEMPRE DEI POVERI COMUNISTI”: così si è rivolta l’apparentemente innocua ministra Bernini agli studenti preoccupati per il loro futuro. Durante la folkloristica festa di Atreju l’hanno contestata per la riforma dell’accesso alla facoltà di medicina. Prima di lei si era offensivamente dichiarato l’ex ministro Sangiuliano mostrando il polso ornato di una fascetta con la frase “Poveri comunisti”,  a suo tempo coniata dal condannato e pluri processato Berlusconi., 150 docenti dell’ateneo di Catania hanno risposto alla ministra ricordando che l’Università è un uno spazio di confronto critico, di dissenso legittimo, di partecipazione democratica, di  studenti che protestano, qualunque sia la posizione delle loro rivendicazioni, che esercitano il diritto di far sentire la propria voce, diritto che noi docenti, abbiamo il dovere di proteggere, anche quando le forme o i contenuti della protesta possono risultare scomodi o difficili da accogliere.

GIÙ LA TESTA. La realtà presenta il conto a Donald Trump. Sondaggio di Politico: la metà degli americani ha difficoltà a pagare le bollette, l’assistenza sanitaria, il mutuo e il conto al supermercato. Per il 55% la colpa è della politica economica dell’amministrazione: l’inflazione rimane alta, gli stipendi non tengono il passo, il mercato del lavoro è fermo, il costo medio di un’abitazione si aggira sui 500mila dollari, con mutui trentennali oltre il 6%. L’’amica’ Fox News certifica che il 76% degli elettori ha una visione negativa dell’economia. Percentuali che fanno crollare il consenso per il presidente, sprofondato al 36% nei giorni dello shutdown e ora risalito lievemente intorno al 40%.

CAMPOBASSO, PISTA DI PATTINAGGIO piena di bambini, i diffusori acustici trasmettono a tutto volume “Faccetta nera”, propaganda del regime fascista: il gestore dell’impianto si scusa e fa peggio: “Errore, era nella play list”. Ma chi ce l’ha messo e perché? E il Comune di Campobasso è amministrato da una giunta 5%Stelle-Pd!

BASKET, ‘Under 19 Eccellenza. La squadra di Casapulla (provincia di Caserta) torna da Roma, reduce da una vittoria prestigiosa.  Del team fanno ragazzi giovani, impegnati quotidianamente in un percorso educativo oltre che sportivo. Sulla via del ritorno sosta per una meritatissima pizza e drammatica sorpresa: spariti dal pullmino materiale tecnico, divise di gioco, oggetti personali degli atleti, pc portatili, tablet, documenti, chiavi di casa. Solidarietà e invito alla polizia perché individui i colpevoli.

 

PROPOSTA DI LETTURA – A ‘Che tempo che fa’’ Luciana Littizzettoscrittrice, conduttrice e comica, in una ‘letterina’ delle sue indirizzata a John Elkann ha espresso tutto il suo rammarico e la sua delusione per la vendita di alcune testate all’estero: “Stai svendendo la cultura italiana”. (fonte l’articolo della giornalista Mara Fratus)

“Caro John Elkann, in finanza detto lupo, fratello di Lapo, dell’Italia Stellantis cometa, stalliere di cavallino Ferrari, nato il primo di aprile, ma il pesce lo stai rifilando a noi (in questi giorni tratta la vendita del gruppo Gedi alla greca Antenna Group. Dopo una serie di cessioni, dall’automotive ai trasporti industriali, ora l’imprenditore vende all’estero anche una parte storica dell’editoria italianaa un gruppo ellenico che nei primi mesi del 2026 dovrebbe diventare proprietario per 140 milioni di euro di testate come La Stampa, Repubblica, RadioDeejay, Radio Capital, M2, O). Parole al vetriolo anche per il Governo. “Ti parlo in quanto torinese e in quanto italiana preoccupata per quello che sta succedendo a due grandi giornali e a un po’ di radio che vuoi vendere come è nel tuo diritto. Così come è nel nostro essere preoccupati, perché i giornali, quelli seri, sono da sempre il cane da guardia del potere. Sono la libera informazione, sono il pensiero critico, indipendente. Abbiamo paura che diventino altro nelle mani di chi possiede grandi pezzi di mondo. Per questo i giornalisti sono in assemblea permanente, per questo si sono trasformati in guerrieri Jedi, con le penne laser al posto delle spade perché, caro Elkann, non è che stai vendendo un chiosco di piadine, stai vendendo un pezzo importante della storia culturale italiana”… “Ora il Governo sta mediando. Adesso sì, siamo tranquilli. Perché se ci pensa il Governo… Il compratore si chiama Teodoro Kyriakou, è un armatore greco, amico di Trump, e ha come socio d’affari Bin Salman, il principe ereditario dell’Arabia Saudita che nella vita ha tre passioni, il petrolio…e comprare tutto ciò che passa per l’Europa. Cosa pensi che gliene freghe a Bin Salman di Torino? … Ricordati che la stampa italiana non è un soprammobile da ricchi, è una voce, una storia, una responsabilità”.

 


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